Esorcizzare il passato per vivere il presente – A tu per tu con Jacek Dehnel

Dehnel

Jacek Dehnel è, senza mezzi termini, uno dei migliori scrittori polacchi viventi. Il suo primo romanzo, Lala, è uscito nel 2006 garantendo al suo autore un grande successo in patria e all’estero, considerate le numerose edizioni in lingue straniere. Compresa quella italiana, uscita nel 2009 per Salani nella traduzione di Raffaella Belletti e con il titolo di Sotto il segno dell’acero. Lo stile di Dehnel, maturato negli anni, si fonda su una ricchezza linguistica fuori dal comune e sulla capacità di trarre verità complesse e attuali da narrazioni apparentemente distanti dalla quotidianità.

Il suo ultimo romanzo, A z naszymi umarłymi (E con i nostri defunti, i diritti per l’Italia sono rappresentati da Nova Books Agency), uscito per Wydawnictwo Literackie nel 2019, compie proprio un esperimento estremo in questa direzione ponendo in modo originale e sconvolgente il tema del rapporto della Polonia con il proprio passato e l’idea che ha di sé stessa: il risveglio dei morti, in forma di zombie, in un cimitero fuori Cracovia.

Di questa scelta coraggiosa, e di tutto un modo di concepire la letteratura, abbiamo parlato direttamente con Jacek Dehnel che ci ha concesso questa ricca e interessante intervista.

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Stramer – vita e sorti di una famiglia di ebrei polacchi

Stramer

Nathan Stramer torna a Tarnów per amore. O perlomeno è quello che racconta a sé stesso. Di certo, appena rimette piede in Polonia è a una donna che pensa, la bella Rywka. E la sposa. Anche se è tornato dall’emigrazione con le pive nel sacco, è sempre all’America che pensa. Immagina business strampalati, impreca in inglese, nelle difficoltà della vita quotidiana nella provincia polacca ripensa al fratello Ben, che in America ci è rimasto. E nel frattempo mette su famiglia. La piccola casa in cui abita con Rywka nella parte più povera del quartiere ebraico di Tarnów si riempie di bambini: Rudek, Salek, Hesio, Rena, Wela, Nusek. Sono loro gli eroi involontari di questo grande romanzo di Mikołaj Łoziński, premiato come miglior libro del 2019 da Magazyn Książki. Sono loro gli Stramer.

I lettori italiani più attenti alle cose polacche sparse qua e là forse ricorderanno il cognome di Łoziński dal momento che i tipi di Atmosphere libri hanno pubblicato nel 2015 il suo romanzo d’esordio, Libro, nella traduzione di Laura Rescia. In quel primo romanzo, Łoziński stendeva le vicende di tre generazioni di una famiglia polacca di religione ebraica che parte da prima della guerra, passa per i sopravvissuti all’Olocausto e arriva fino al marzo ’68, ultima pagina nera del destino degli ebrei polacchi. Con Stramer, Łoziński resta negli stessi climi, fa un passo indietro nel tempo e uno avanti nella sua capacità letteraria, sfornando uno dei libri migliori degli ultimi anni.

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Brucio Parigi – manifesto rivoluzionario di un futurista polacco

Brucio Parigi

Chissà cosa devono aver pensato i borghesi parigini la mattina del 20 febbraio 1909 sfogliando la copia appena acquistata di Le Monde. Perché proprio quel giorno, lo storico quotidiano francese ospitò questa e altre affermazioni incendiarie, provocatorie e violente firmate da un poeta italiano ancora poco noto e sotto un titolo che annunciava un movimento nuovo sulla scena letteraria: Manifesto del futurismo.

Sappiamo bene invece cosa pensarono quegli stessi borghesi parigini quasi vent’anni dopo, nel 1928, quando sulla rivista L’Humanité apparve a puntate un romanzo ispirato da quei concetti di futurismo e che parlava della distruzione della città venerata per definizione, la loro Parigi. Sdegno, raccapriccio, e la volontà di cacciare l’autore di quell’opera così dissacrante. Il libro in questione si intitolava Palę Paryż, era firmato da un polacco che si faceva chiamare Bruno Jasieński e oggi finalmente possiamo leggerlo in italiano, nella traduzione di Alessandro Ajres uscita per i tipi di Miraggi edizioni, con il titolo di Brucio Parigi.

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Dieci libri dagli anni Dieci – titoli che hanno cambiato la Polonia

Mi scuso preventivamente con tutti coloro i quali, aprendo questo articolo, avranno mescolato la curiosità a uno sbuffo di impazienza verso l’ennesima lista di fine anno. La verità è che il passaggio di decina nel conto degli anni e delle cose umane suggerisce, se non addirittura impone, uno sguardo di prospettiva, a prescindere da quanto questo carico di simboli sia legittimo.

Di certo gli anni tra il 2010 e il 2019 per la Polonia sono stati tante cose diverse: sono stati il primo decennio vissuto interamente dentro l’Unione europea, hanno mostrato una costante ma asimmetrica crescita economica, hanno introdotto nel dibattito temi nuovi come ecologia e migrazioni, hanno preparato e poi celebrato il centenario della riconquistata indipendenza (1918-2018).

In letteratura il simbolo di questi anni Dieci sarà quasi inevitabilmente il Nobel tornato in Polonia, nelle mani e con la penna di Olga Tokarczuk. Sarebbe ingrato tuttavia rinchiudere le gemme letterarie del decennio nel bozzolo di un –pur meritatissimo e celebratissimo- successo internazionale. Quelli che salutiamo sono stati dieci anni di libri che hanno trasformato, ognuno a modo suo, il panorama letterario. Alcuni entrandoci a pieno titolo, altri infilandosi di straforo dalla porta di servizio.

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Che Natale sarebbe senza libri (e senza PoloniCult!)

Natale 2019 PoloniCult

Nonostante PoloniCult ultimamente abbia un po’ rallentato le pubblicazioni, il pezzo con i consigli natalizi non potevamo certo farcelo mancare. Le tradizioni, si sa, è bene rispettarle. Non è che abbiamo proprio bisogno delle feste per consigliare libri dato che lo facciamo lungo tutto l’anno, ma ben vengano le occasioni speciali per fare un salto in libreria e, perché no, portare un po’ di Polonia a casa. Quindi, senza tergiversare troppo, iniziamo con i consigli per il Natale 2019!

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A ritmo di Polska – Un intervallo vivace (estratto)

A ritmo di Polska

Pubblichiamo oggi in esclusiva, su concessione di Alba Edizioni, il capitolo Un intervallo vivace tratto da A ritmo di Polska, libro di Alberto Bertolotto dedicato alla nazionale polacca ai mondiali di Spagna del 1982. In questo capitolo, Bertolotto ci racconta la sfida – che vale uno spareggio – tra Polonia e Italia. O, meglio, ci racconta i retroscena dell’intervallo di quella partita, cruciale in molti sensi, di passaggio verso il terzo posto mondiale della nazionale biancorossa.

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Uccidendo il secondo cane, Marek Hłasko a fumetti

Gli appassionati di fumetto che hanno partecipato al Lucca Comics 2019, tenutosi a inizio ottobre, hanno assistito alla presentazione di una graphic novel dedicata a un grande della letteratura polacca. Un’opera che è stata il frutto di tre anni di gestazione. Tanto è durato il lavoro di ricerca, scrittura e disegno del fumettista Valerio Gaglione e dello scrittore Fabio Izzo – uno dei nostri primi Polonicultori – per dare alla stampe Uccidendo il secondo cane, appena pubblicato da Oblomov. Una graphic novel che segna l’esordio sul lungo formato di Gaglione, fumettista già apprezzato anche su Internazionale grazie alle sue Cartoline da Varsavia, pubblicate nell’ottobre 2017.

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I vagabondi – frammenti di vita in cammino

Olga Tokarczuk – che a me piace chiamare Pani Olga – non è di certo la prima volta che fa la comparsa su PoloniCult; non avevamo bisogno del Nobel per credere in lei e nella sua scrittura. Siamo davvero contenti del riconoscimento che ha ricevuto, il premio letterario più importante. E siamo davvero contenti che se ne parlerà di più d’ora in poi. L’accademia di Svezia le ha conferito tale merito per la sua immaginazione narrativa che, con passione enciclopedica, rappresenta il superamento dei confini come una forma di vita. Chi conosce Pani Olga si renderà conto che la motivazione calza a pennello. La sua predisposizione ad andare al di là delle cose ovvie, la sua curiosità che vaga in ogni direzione senza porsi scrupoli o barriere sono caratteristiche proprio sue. Come in La quiete del tempo, quando giocava a nascondino con e tra i vari personaggi saltando fuori e dentro lo spazio, sempre ammesso che lo spazio-tempo sia qualcosa di reale, o in Opowiadania Bizarne in cui ci ha regalato tanti microcosmi surreali, bizzarri, stranianti. Il libro che l’ha portata nell’occhio del ciclone, I vagabondi (edito in italiano da Bompiani per la traduzione di Barbara Delfino) contiene tutta la sua carriera.

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Il mundial di Karol – La banda dei quattro (estratto)

Il mundial di Karol

Pubblichiamo oggi in esclusiva, su concessione di Alba Edizioni, il capitolo La Banda dei quattro tratto da Il mundial di Karol, libro di Alberto Bertolotto dedicato alla nazionale polacca ai mondiali di Spagna del 1982. Il capitolo tratta nel dettaglio la storia nota come “l’incidente di Okęcie”, un incidente diplomatico consumato il 28 novembre 1980 all’aeroporto di Varsavia prima del match di qualificazione contro Malta che la Polonia avrebbe dovuto giocare per raggiungere la fase finale dei campionati del mondo di due anni più tardi.

Tratto da Il Mundial di Karol di Alberto Bertolotto, Alba Edizioni, codice ISBN: 9788899414412

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Disneyland (Stanisław Dygat) – estratto in italiano

Dygat Disneyland

Estratto in italiano del romanzo Disneyland di Stanisław Dygat – di Stanisław Dygat, traduzione italiana a cura di Francesco Annicchiarico – CAPITOLO  II Mio padre era un terribile imbranato. La cosa ebbe una certa ripercussione su di me, perché un bel giorno se ne uscì dicendomi che essere imbranati non…

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