Messer Taddeo – voci in poesia dalla tradizione

Messer Taddeo PoloniCult

Ci si può avvicinare – ed innamorare – alla Polonia in diversi modi. Chi ci arriva tramite l’università perché ha scelto consapevolmente (!) di studiarne lingua, storia e letteratura, si ricorderà benissimo di quel momento in cui, per uno degli esami, ha dovuto leggere Pan Tadeusz di Adam Mickiewicz… Fu il primo testo polacco con il quale mi cimentai. E se la mia carriera da polonista fosse dipesa solo da quel libro, probabilmente sarei finita a fare altro. Fortunatamente venni coraggiosamente salvata dal suo libro più antitetico, Ferdydurke. Qualcuno potrà anche ribattere che neppure Gombrowicz scherza in fatto di semplicità e leggerezza, e sono anche d’accordo, ma il caro Messer Taddeo lascia il segno… un po’ come Manzoni con I Promessi Sposi, quelle letture scolastiche obbligatorie che proprio non digerisci. Per fortuna venne in mio soccorso il film di Wajda…

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Gli aruspici (estratto in italiano) – Wit Szostak

Szostak-Gli-aruspici

Sono il fratello idiota del mio fratello brillante, lui ha tutto e io niente e va bene così. Ha una bella moglie, una casa, figli e denaro, ha amici e fortuna, è intelligente e tutti lo amano, sa tutto di tutto e senza pregiudizi, mentre io non ho niente. Lui è buono, mi lascia vivere nel solaio, non mi fa pagare niente, tanto non avrei di come farlo. Qui sto benissimo, lui e sua moglie si occupano di me, il mio buon fratello Mateusz e la mia buona cognata Marta, Mateusz e Marta, il mio nome invece è Błażej.

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Della modernità o la società “cuculizzata”

Marciszuk

“Qualcuno” un po’ di tempo fa scrisse un libro il cui titolo era Cattiva maestra televisione. Se Karl Popper fosse ancora vivo, cosa direbbe davanti all’onda distruttiva rappresentata da media e social network? Forse, la televisione è il minore dei mali in questa società narcisistica fondata sull’apparire e sull’avere…

In Quaderni per una responsabilità pedagogica, Katarzyna Marciszuk ci parla di questo e di molto altro. Saggista e studiosa biscegliese di origini polacche, ha da pochissimo pubblicato per Monetti Editore una breve raccolta di saggi volta a fare una critica costruttiva di alcuni elementi caratteristici della modernità – o submodernità – in cui viviamo. I Quaderni sono quattro testi di una manciata di pagine l’uno che ci presentano tematiche diverse ma legate tra di loro non solo perché trattano dell’uomo, ma perché parlano della perdita (o del rischio di perdita) dell’uomo all’interno di un sistema di eccessi che lo incastra e lo immobilizza cuculizzandolo – per dirla con il termine che userebbe Witold Gombrowicz, autore che ritroviamo in uno dei saggi.

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L’Albania socialista secondo Margo Rejmer

Bloto slodsze niz miod Albania PoloniCult

Błoto słodsze niż miód (Fango più dolce del miele), l’ultimo libro di Margo Rejmer uscito poche settimane fa in Polonia naturalmente per Wydawnictwo Czarne, è l’opera in grado di colmare questa mancanza. 332 pagine di reportage raccolti in giro per l’Albania che raccontano la realtà del socialismo reale in salsa albanese, la sua nascita tra le fila dello stalinismo ortodosso e l’isolamento sempre più radicale in seguito ai contrasti ideologici e concreti con i giganti del comunismo in terra: l’URSS e la Cina. Quella del socialismo albanese è la storia di un Paese piccolo, arretrato, economicamente fondato su un’agricoltura male in arnese, che insegue un ideale di purezza e ortodossia e che diventa velocemente altro: paura, fame, repressione, paranoia.

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Dorota Masłowska e il suo pavone tredicenne

Dorota Masłowska è la causa per cui molti della mia età hanno cominciato a seguire la letteratura polacca. Il suo debutto del 2002 è stato incendiario, di quelli che presagiscono a un seguito altrettanto incerto e affascinante. Wojna polsko-ruska pod flagą biało-czerwoną (Prendi tutto è il suo titolo italiano, traduzione di Corrado Borsani Ucci, uscito per Frassinelli nel 2004) è il libro che ottiene un successo clamoroso in Polonia e in tutta Europa, e catapulta l’autrice nell’Olimpo della letteratura che conta. Vince subito il Paszport Polityki, e va in finale al Nike. Divide la critica, si crea il suo pubblico. Entrambe le categorie affermano con decisione che la Masłowska è qualcosa di mai visto prima, o quasi. Così il primo romanzo dresiarz scompiglia, destabilizza l’ambiente letterario, ma non di certo le vendite, che pare raggiungano i quarantamila esemplari.

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Artur Sandauer – tra banalità del male e intellighenzia ebraica

Sandauer PoloniCult

Quando sulla bancarella dei libri di via Chmielna, a due passi dall’Università di Varsavia, ho visto fare capolino questo libriccino di poche pagine con un kafkiano insetto in copertina e il nome di Artur Sandauer sopra l’ho comprato praticamente senza esitare. Nel percorso lungo dieci anni ormai in cui mi sono occupato a vario titolo di cose polacche, Sandauer ha un posto speciale, di iniziatore un po’ atipico del mio percorso, partito proprio da alcune sue osservazioni sul destino semplice ma niente affatto banale degli intellettuali ebrei prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale in Polonia.

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Opowiadania Bizarne o il caos del mondo

Opowiadania bizarne PoloniCult

Opowiadania Bizarne è una raccolta di racconti. Sono dieci e completamente diversi gli uni dagli altri se non per qualche immagine ricorrente. Il lettore non viene preso per mano e condotto passo per passo attraverso posti incantati, in storie di uomini o donne coraggiose; non viene invitato a sedersi davanti al camino per ascoltare una voce calda che narra. Niente di tutto questo. Al contrario viene scaraventato in pasto ad una realtà feroce. Viene sbalzato via dalle sue certezze e sicurezze, da un certo modo ordinario di vedere e percepire il mondo. Ha dunque ragione la quarta quando ci diceva che la Tokarczuk ci fa uscire dalla comfort zone. Però ci sono anche modi e modi di farlo. E lei lo fa con violenza. Alcuni dei racconti sono come una doccia gelida. A voler fare un paragone storico, mi verrebbe da dire che ci troviamo a Sparta e non di certo ad Atene. Se si conosce Pani Olga, si sa già – più o meno – che è un personaggio che fa molto parlare di sé e con determinate caratteristiche. Ebbene, credo che questa volta si sia superata.

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Jerzy Andrzejewski – Cenere e diamanti

Cenere e diamanti PoloniCult

Questo è un libro che spesso faceva capolino fra i classici moderni della letteratura in mostra sugli scaffali delle librerie in stile Gierek, lungo le pareti di molte case polacche fino ai primi anni ’90. Smontati e trasferiti in cantina quei mastodontici parallelepipedi di compensato, molte copie di Popiół i diament (Cenere e diamanti) hanno seguito lo stessa sorte. Triste destino per un romanzo che almeno due generazioni di polacchi hanno letto e talvolta apprezzato. Il libro di Jerzy Andrzejewski non avrà le stimmate del capolavoro, ma resta un documento prezioso e in presa diretta per conoscere il clima politico e le tensioni sociali della Polonia dell’immediato Dopoguerra.

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Lala – Cent’anni di solitudine lungo la Vistola

C’è un romanzo che in Polonia sembra abbia letto praticamente chiunque, uno di quei libri che a distanza di anni fa ancora parlare di sé, conosce continue ristampe e nuove edizioni, e non è raro notare la sua copertina impegnata a celare un volto concentrato di lettore (o lettrice) sulla metropolitana di Varsavia. Si tratta di Lala, l’opera più nota di Jacek Dehnel, uno degli autori più raffinati dell’odierno panorama letterario in Polonia, e che nel 2010 è arrivato in Italia nella traduzione di Raffaella Belletti per i tipi di Salani. Non sembra che Lala abbia conquistato i lettori nostrani, forse per via di un lancio infelice o a causa della sua essenza di libro capriccioso, ostile ai generi e ricco di rimandi e rintocchi al limite del caleidoscopico. Lala va affrontato con pazienza, coscienza e con un po’ di retroterra per non finire travolti dal fiume di parole, nomi, oggetti e rimandi che Dehnel cesella in punta di penna con una lingua straordinariamente elegante e che rischiano di apparire riferimenti senza senso o orpelli autoriferiti. Oggi su PoloniCult proviamo a ridare vita a Lala partendo proprio da questo.

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