Abram Cytryn – Storie di fame dall’inferno

Racconti dal ghetto di Lodz

Più volte ci siamo occupati di Shoah, di memoria e di testimonianze. Ci torniamo ancora anche oggi per presentare un testo particolare che ci arriva dalla penna e dalle sofferenze di un adolescente che nella sua vita avrebbe voluto fare lo scrittore, ma la cui esistenza è stata presa e spezzata da un’ideologia nera che avviluppa e sottrae. La notizia bella, è che nonostante le vittime mietute, alcuni germogli sono riusciti non solo a sbocciare, ma anche a crescere e oggi Abram Cytryn può essere considerato scrittore a tutti gli effetti.

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Wszystkie dzieci Louisa – figli della stessa rabbia

Formato alla professionalità di un genere dai toni molto definiti ma anche capace di porre l’accento sul carattere letterario (in senso estetico) dell’opera, anche nella scelta dei temi Bałuk ha puntato a sparigliare le carte rispetto ai canoni classici del reportage. Innanzitutto l’ambientazione, quella dei civilissimi (e quindi apparentemente noiosissimi) Paesi Bassi, così lontani nello spirito dall’esotismo africano ma anche dall’eterno dibattito sulle sorti dei Paesi ex-socialisti; e poi la vicenda stessa di Wszystkie dzieci Louisa, che non tocca i piani distanti di grandi e irrisolti questioni storico-politiche ma pone il focus su storie umane, personali, di interesse e respiro più grande, ma comunque legate al destino di uomini con nome, cognome e una propria vita. E sono proprio le vite di quei figli di Louis che Bałuk racconta, prendendoli per mano e accompagnandoli nella ricomposizione di un’esistenza spezzata che unisce tutti loro, gente diversa per origini, vocazioni e tutto, uniti però dal dna, essendo tutti figli nati da un donatore di sperma, dallo stesso donatore per tutti loro, quello che oggi chiameremo Louis.

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Toksymia – l’orrore trasformato in meringa

Toksymia

Provo a raccontare una storia.
Ero naturalmente a Varsavia, nel 2010, unica città d’Europa capace di offrire masochismo letterario e sedute di alcolismo esistenziale a prezzi ragionevoli. Come tutti sanno, Varsavia ha una gran fame di cambiamento, anche troppo repentino. Non si fa in tempo ad affezionarsi a un posto che al prossimo ritorno già si rischia di trovarci un centro scommesse, o addirittura un parcheggio al suo posto. È successo anche a me, affezionato cliente dei bar esistenzialisti per mod, punk e rastaman fuori corso di ulica Dobra, in zona Powiśle, chiamati Jadłodajnia Filozoficzna, Aurora e Czarny Lew. Erano tre locali l’uno di fianco all’altro, perennemente aperti, giusto di fronte al caffè letterario Czuły Barbarzyńca. Tra le pile di libri alla cassa, il Barbaro sensibile aveva esposto anche questo libro bizzarro, Toksymia, a firma di Małgorzata Rejmer, edito da Lampa i Iskra Boża edizione brossurata illustrata da Maciej Sieńczyk.

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Natalia Fiedorczuk – diventare madri ai tempi del turbocapitalismo

Fiedorczuk

Il cambiamento di un paradigma socio-economico, specie se accelerato e in qualche modo forzoso, porta con sé strascichi inevitabili di contraddizioni, incomprensioni e difficoltà di vario genere, tutte cose di cui la letteratura  è da sempre chiamata ad occuparsi. La Polonia che ha abbandonato il socialismo (o quello che spacciavano per tale) convertendosi all’economia di mercato lo ha fatto con modi che, confrontati a quelli di alcuni Paesi vicini, sono stati indolori, ma certe ferite sono evidenti ed emergono ancor più oggi che la profezia del liberismo confessa anche da questa parte del mondo di non essere poi l’eldorado che sembrava. Una di queste ferite riguarda certamente il ruolo delle donne, e soprattutto il tema della maternità spaccato, in Polonia, tra la morale cattolica che la ritiene normale, doverosa e univocamente gioiosa, e i mantra produttivisti che escludono la possibilità che una madre possa essere una donna in carriera. In mezzo a questo fuoco incrociato crescono disagio, paura, sofferenze innominabili generalmente riconducibili alla cosiddetta sindrome post partum. E di questo ha parlato, con grande coraggio, la giovane scrittrice Natalia Fiedorczuk nel suo primo romanzo: Jak pokochać centra handlowe (Come innamorarsi dei centri commerciali) uscito nel 2016 per i tipi di Wielka Litera e premiato con il Paszport di Polityka, premio da sempre attento alla letteratura “sociale”.

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Kontrasty – Camminando sull’acqua. In memoria di L. Cohen

Leonard Cohen

Avete mai mangiato delle arance cinesi? Io no, e spero proprio di non provarle mai. Eppure nel 1981, nella grigia e triste Polonia della legge marziale, esse evocavano in me una nostalgia pari solo a quella che possono risvegliare in un viaggiatore delle mappe del mondo sparse sul pavimento. È quell’istante lì, quello in cui l’inquietudine non ha ancora ceduto il passo alla curiosità, e da quelle carte lacere per il tanto sfogliare si pregustano le avventure, quel vento sconosciuto e i profumi di terre nuove.

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Kontrasty – Stąpając po wodzie. Pamięci L. Cohena

Leonard Cohen

Jedliście kiedyś chińskie pomarańcze? Ja też nie, i mam nadzieję, że nigdy ich nie spróbuję. Ale w 1981 roku, w szarej, smutnej Polsce stanu wojennego, budziły one we mnie tak wielką tęsknotę, jaką w podróżnikach budzić mogą tylko porozkładane na podłodze mapy świata. To ta chwila, gdy niepokój nie ustąpił jeszcze ciekawości, ale już teraz daje się z tych poszarpanych od ciągłego przeglądania kart wyczytać przedsmak przygody, obcy wiatr i zapach innej ziemi.

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Wiesław Myśliwski – Pietra su pietra

Pietra su pietra - Kamien na kamieniu

Ci sono scrittori più amati dalla critica che dal grande pubblico; Wiesław Myśliwski rientra in questa categoria. Vincitore di due prestigiosi premi Nike in Polonia, nel 1997 e nel 2007, l’autore originario dei dintorni di Sandomierz è talvolta ritenuto poco accessibile o troppo sperimentale. Ed è un peccato perché la prosa di Myśliwski è fra le più lucide e originali della Polonia del Dopoguerra.

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Z. Miłoszewski, la risposta polacca a Stieg Larsson

Miłoszewski

Quando all’adesione più o meno critica a un genere si uniscono qualità letteraria e capacità di approfondimento anche gli infamati libri “del mistero”, di fantascienza o i gialli, colpevoli secondo alcuni di trame troppo entusiasmanti per poter concedere spazio a una lettura colta, possono meritare spazio tra i nomi più validi di un movimento letterario. Tra questi ultimi c’è sicuramente la trilogia di spy-stories del brillante e giovane autore varsaviano Zygmunt Miłoszewski.

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Antoni Libera – Madame

Amore e politica nella Polonia degli anni ’70. Per molti anni non sono riuscito a liberarmi dell’impressione di essere nato troppo tardi. All’improvviso mi era balenato il pensiero che forse, dopotutto, non ero nato troppo tardi. (Antoni Libera) di Claudia Vicini Capita spesso di sentirsi diversi o inadeguati nel contesto…

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