Tra poesia e fotografia: istantanee di parole – su K. Dąbrowska

Dąbrowska

Con La faccia del mio vicino (Valigie rosse, 2017) arriva al lettore italiano la voce di Krystyna Dąbrowska, giovane leva della poesia polacca. – di Mara Giacalone – “Ad alcuni piace la poesia Ad alcuni – cioè non a tutti. E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza”. [W. Szymborska, La…

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Pani Furia – una storia di rabbia post-coloniale

Pani Furia PoloniCult

Una storia ambientata tra il Belgio e il Congo, tra gli eredi del grande regno leopoldino e quelli della sua più grande e insanguinata colonia africana. La storia di una donna ferita, abbandonata e perennemente straniera anche nel Paese in cui ha vissuto quasi tutta la sua vita. Pani Furia è questo ma per noi di PoloniCult è un’opera dal respiro globale della varsaviana Grażyna Plebanek che ha pubblicato il romanzo con l’editore Znak nel 2016.

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Un oceano tra di noi. Anna Frajlich e la poetica del ritorno

Un oceano tra di noi Frajlich PoloniCult

La poesia polacca del Novecento, con le sue continuazioni nel nostro secolo, conosce una fortuna tra le trame della letteratura mondiale che a volte ancora sorprende oltre che inorgoglire. […]La luce che questi grandi maestri hanno contribuito a gettare sulla poesia polacca, tuttavia, spesso la trattengono su sé stessi e pochi bagliori riescono a farsi strada all’ombra di queste figure imponenti. […] Per questo e altri motivi è un piacere accogliere sulle pagine di PoloniCult un esempio prezioso di questi bagliori da “sottobosco”, l’antologia di versi Un oceano tra di noi della poetessa Anna Frajlich, uscita nel 2018 per il giovanissimo editore campano La Parlesia nella traduzione di Marcin Wyrembelski.

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PoloniCultori – Intervista ad Anna Cieplak

Anna Cieplak

Ho incontrato Anna Cieplak in settimana qui a Cracovia per curiosità, volevo conoscere di persona questa autrice giovane e già vincitrice di alcuni premi importanti qui in Polonia – il premio Conrad per il miglior debutto letterario, premio Witold Gombrowicz. È stato molto semplice entrare in sintonia con Anna Cieplak, è una persona empatica e aperta con cui è possibile conversare per ore di letteratura. È giovane e conosce l’ambiente di cui ha scritto e che continua ad analizzare nei suoi libri. L’opportunità per una lunga conversazione è data da questo romanzo di esordio che sta conquistando tutti, Ma być czysto recensito su PoloniCult di recente, e più in generale dai temi evocati in questo libro: gli adolescenti in Polonia, l’influenza dei social media nella vita quotidiana, la sua idea di letteratura.

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Ma być czysto – Sull’adolescenza, dall’adolescenza

Ma byc czysto PoloniCult

Sembra essere un periodo particolarmente felice per la scrittura al femminile in Polonia. Nonostante sul piano dei diritti civili le donne polacche stiano subendo di recente frustranti limitazioni, la generazione di scrittrici di questi anni vanta nomi capaci di raccontare in profondità non solo e non tanto il proprio Paese, ma un sentire comune e universale legato all’identità nel mondo. Una di queste, ancora relativamente poco nota, è la trentenne Anna Cieplak, operatrice culturale legata agli ambienti di Krytyka Polityczna, e autrice di un romanzo in grado di conquistare la critica edito dalla casa editrice di Krytyka Polityczna stessa: Ma być czysto (2017), vincitore del Premio Gombrowicz e del premio Conrad per il migliore esordio letterario dell’anno.

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Kazimierz Nowak: l’Africa in bicicletta

Kazimierz Nowak PoloniCult

L’approvazione di Ryszard Kapuściński in copertina è un bel biglietto da visita per un libro, per quanto talvolta abusato. Non però in questo caso. ‘Rowerem i pieszo przez Czarny Ląd‘ (In bicicletta e a piedi attraverso il Continente Nero) di Kazimierz Nowak è davvero uno di quei libri che restano impressi. Un’opera e un autore che potrebbero dire poco al lettore italiano, e forse anche a quello polacco, ma per i quali un processo di riscoperta internazionale sembra essere in corso. La dimostrazione sta nella splendida edizione inglese del libro, intitolata ‘Across the Dark Continent‘ e tradotta da Ida Naruscewicz-Rodger. L’opera è stata pubblicata dall’editore polacco Sorus con il patrocinio della Fundacja im Kazimierza Nowaka a fine 2017, a diciassette anni dall’uscita dell’edizione originaria. E il sito ufficiale dedicato a Kazimierz Nowak è una miniera di informazioni in sei lingue: polacco, inglese, tedesco, francese, arabo e italiano.

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A ritmo di Polska – storia della Polonia ai mondiali del ’74

A ritmo di Polska

 

Lo sport professionistico di oggi predica così tanto ai vari livelli la programmazione che storie di exploit di da contesti inaspettati diventano facilmente leggenda o, con un termine abusato da certa narrativa sportiva, “favola”. La storia della nazionale di calcio polacca ai mondiali del 1974, capace di eliminare l’Italia ai gironi e di battere il Brasile nella finalina per il terzo posto, sembra prestarsi a una lettura del genere. A cogliere la sfida del raccontare questa storia è stato Alberto Bertolotto, giornalista italiano grande appassionato di storie di calcio e curioso frequentatore della Polonia che nel 2017 ha dedicato alle vicende di Deyna, Tomaszewski e compagni il suo A ritmo di Polska edito dai tipi di Alba editore.

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Voci che si sollevano: Karski e la sua testimonianza

Karski

In occasione della Giornata della Memoria, i media rimbalzano e propongono sempre lo stesso materiale, propongono i soliti film e i soliti libri – si potrebbe quasi utilizzare, purtroppo, la parola cliché, come se tutto quello che è successo fosse richiudibile e inscatolabile in alcune immagini che hanno finito per diventare simboliche e iconiche della seconda guerra mondiale.  Noi invece sappiamo bene che ci sono molte altre cose che si potrebbero mostrare, che si potrebbero dire (l’anno scorso avevamo proposto una sorta di biblioteca della memoria), che non si può semplificare ma bisogna andare a fondo, continuare a porsi domande. Ecco perché questa volta abbiamo deciso di presentare una testimonianza diversa, particolare, con un punto di vista inconsueto e interessante. Già diversi anni fa incontrai il nome di Jan Karski in occasione di un esame universitario e il suo libro mi colpì subito. È arrivato finalmente il momento di parlarne anche qui su PoloniCult.

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Vagabondi notturni – Jagielski nell’Uganda dei bambini-soldato

Vagabondi notturni PoloniCult

Quando nel 1962 Ryszard Kapuściński pubblicava il suo primo libro, Giungla polacca, Wojciech Jagielski aveva da poco imparato a parlare dal momento che allora aveva appena due anni. Eppure tra i due autori ci sono un’affinità stilistica e una continuità di spirito che è difficile pensare non abbiano condiviso mille viaggi e avventure. Ad animare entrambi non solo la militanza tra le file della leggendaria agenzia di stampa PAP ma anche reportage vissuti dagli angoli più sventurati del pianeta, teatri di guerra perlopiù, e raccontati con uno stile che non rinuncia alla prosa lavorata e persino a un certo lirismo quando l’occasione lo consente. Se di Kapuściński abbiamo la fortuna di poter leggere in italiano molto, se non quasi tutto, con Jagielski le fortune sono ancora ridotte a un paio di titoli, uno di questi è Vagabondi notturni.

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Il caso costellazione – arriva in Italia il thriller polacco

Il caso costellazione

Parte tutto da un omicidio, quello di un uomo quasi musilianamente inutile, ucciso in una notte qualsiasi alla fine di una giornata di terapia di gruppo all’interno di alcuni locali che appartengono a una Chiesa del centro di Varsavia. Chiamato a scoprire la storia, e la Storia, che sta dietro all’omicidio, è un procuratore non ancora quarantenne, umano troppo umano, avvolto e travolto da una vita di ostinata e fastidiosa normalità, frustrato dal mancato riconoscimento del suo lavoro, amareggiato da un matrimonio che langue ma caparbio nel sentire e trovare un senso superiore alle cose nella sua quotidianità di marito, padre e uomo di giustizia. Uniti a una penna abilissima nel dosare la suspense, questi elementi sono in grado di fare de Il caso costellazione un giallo di sicuro successo. E del resto così è già successo in Polonia, dove è uscito dieci anni fa, e nei paesi anglofoni dove la traduzione di Antonia Lloyd-Jones e il coraggio dell’editore londinese Bitter Lemon lo hanno lanciato nel 2010. L’Italia ha aspettato il 2017 e l’intervento di Rizzoli per poter conoscere il procuratore Teodor Szacki e la vena moderna e ispirata di Zygmunt Miłoszewski, uno che -lo dicevamo tempo fa- non avrebbe nulla da invidiare a Stieg Larsson o agli altri grandi del giallo nord europeo, se solo non fosse polacco.

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