La casa di un altro mondo: piccole storie per grandi temi

La casa di un altro mondo

Dalla penna di Małgorzata Strękowska-Zaremba un’avventura delicata e complessa dentro la casa di un altro mondo

di Mara Giacalone

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un cambiamento della letteratura per l’infanzia, che cerca -giustamente- di stare al passo con i tempi e con le trasformazioni della nostra società. Non solo sono nate case editrici specializzate in libri per bambini ma alcune hanno dei cataloghi molto interessanti che toccano tematiche complesse e delicate. Trovo questo passaggio notevole e di grande importanza: con un mondo che diventa sempre più difficile da saper leggere e interpretare, è fondamentale che, fin da piccoli, ci si eserciti ad aprire la mente, lo sguardo e il cuore. Ecco quindi che troviamo libri sull’educazione gender, che parlano di bullismo, di integrazione, di immigrazione…il tutto attraverso immagini colorate, parole semplici perchè poi non servono paroloni per spiegare ai bambini. Sono molto più bravi di noi su certe cose.

Il libro di cui vi parliamo oggi si inserisce proprio in questo filone. La casa di un altro mondo (Mondadori Ragazzi) scritto da Małgorzata Strękowska-Zaremba e tradotto in italiano da Raffaella Belletti, affronta una questione complicata, delicata e che ha assolutamente bisogno di trovare il suo spazio: la violenza domestica.

Facciamo conoscenza della piccola Marysia durante uno dei suoi appostamenti per spiare la casa magica di via della Gioia; è proprio nascosta in un cespuglio quando viene sorpresa da Daniel – soprannominato il Ragno – che le chiede indispecuriosito cosa stesse facendo. La bimba ovviamente rimane sulle sue, non sa se fidarsi di questo sconosciuto, non è abituata ad avere amici o a confidarsi con qualcuno; nonostante ciò, spiega a Daniel che osservava di nascosto la casa perché fa cose cattive, infatti, se si sforzasse di guardare bene, anche lui noterebbe che quella casa è l’unica a non avere un’ombra… Non solo, nevica al suo interno! Sopra di essa non ci sono nuvole! Queste caratteristiche verranno scoperte poco a poco dal piccolo Ragno che ha iniziato, seppur titubante, a seguire Marysia negli appostamenti.

“Piove, ma non sulla Casa. Le nuvole la evitano. Sono molto sensibili, sanno percepire la magia cattiva”

[…]

“Non se n’è accorto nessuno. La gente non sa guardare. Neppure tu sai farlo, anche se il sole ti da dei suggerimenti. Osserva meglio” Scostò i rami mettendo in mostra la Casa. […]

“Dov’è la sua ombra?” chiese Daniel.

“Dentro. Perlopiù nelle stanze con le finestre abbassate” rispose piano Marysia.

Daniel aveva capito che la sua nuova amichetta aveva qualcosa di strano, nei suoi occhi rimaneva l’immagine della casa anche quando non la osservava, raccontava cose strane, impossibili da credere eppure decide di aiutarla nella bizzarra impresa di spiare la Casa, impresa di cui sa pochissimo. Marysia, infatti, resta sulle sue senza spiegare i particolari, sa che è difficile fidarsi delle persone e queste spesso non le credono, non la capiscono… Daniel però si butta in questa avventura un po’ perché non conosce nessun altro nella zona, un po’ per dimostrare che anche lui sa ascoltare e vedere quello che agli altri è nascosto, è taciuto.

Durante un appostamento, cercando di stare attenti a non urtare la Casa, sono testimoni della trasformazione del papà che vi abita: è diventato una belva feroce, un leone! Daniel è preoccupato, Marysia pure, e è ormai appurato che è necessario fare qualcosa per salvare la mamma e i due bimbi che convivono con quel mostro. Quella casa è un posto pericoloso, bisogna estirpare il male, le radici che ha messo nel terreno.

E subito il sorriso dolce scomparve dal viso del papà. E subito gli si spalancarono gli occhi. E subito la bocca si deformò in una smorfia orribile. E subito gli uscì dal naso del vero fuoco.

[…] E subito i suoi capelli si trasformarono in una criniera di leone. E subito il viso si coprì di pelo fulvo. E subito dalle mani spuntarono artigli leonini.

Il leone ruggì.

La casa di un altro mondo

Daniel e la sua strana amica decidono un piano d’attacco: scendere al disotto dell’abitazione per potarne le radici. Il viaggio che attende i due piccoli sarà faticoso, un percorso fatto di fiducia reciproca e paura fino al cuore segreto della casa e di Marysia, la quale è custode di un segreto altrettanto magico, altrettanto pauroso e complicato da affrontare…

L’autrice ci regala un’avventura incredibile, la storia di una bella amicizia ma anche e soprattutto le difficoltà che una bambina (o un bambino) si trova costretto ad affrontare in casa, a volte. Un argomento delicato e complesso raccontato in punta di piedi, sussurrato, con la dolcezza delle fiabe e proprio per questo incisivo. La casa è avvolta da una magia cattiva perché al suo interno c’è un leone feroce che fa del male a chi dovrebbe proteggere: non getta ombra fuori, sulla strada ma al suo interno, assieme alla neve perché è tra le mura che fa freddo, che si gela. Il lettore viene tratto in inganno, si perde tra il gioco e le storie di Marysia per arrivare solo all’ultimo ad anticipare il finale così come spesso non si riesce a intravedere la dura realtà domestica che coinvolge alcune famiglie, allo stesso modo noi lettori ci perdiamo nell’avventura senza notare i graffi, i lividi…senza capire che qualcosa non va. Solo con il finale ci soffermiamo a rileggere tutti gli indizi seminati in stile Pollicino, solo quando ci troviamo catapultati in ospedale per l’ennesima “caduta dall’albero” apriamo gli occhi: eppure Marysia ci aveva detto di ascoltare e guardare più attentamente.

 La casa di un altro mondo non è un libro solo per bambini ma anche per noi adulti e per i genitori, da leggere insieme, magari. Per farsi domande, per interrogarsi e anche per fare attenzione, per accogliere e riconoscere segnali. Per dialogare con i bambini, perché dietro ad una semplice immagine come può essere la neve in casa, o il leone feroce, si possono nascondere tante difficoltà.

Un libro forte, che fa sorridere e commuovere, riflettere e reagire. Immagini chiare ed evocative, una lingua semplice ma che funziona, che ti tiene incollata all’avventura di Marysia e Daniel, che chiede di prestare attenzione.

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