Il Lech ha fatto scuola – viaggio nella cantera del calcio polacco

 

Specialmente in Italia ma anche in Germania, i giocatori polacchi, in particolari i più giovani, sono diventati molto richiesti negli ultimi cinque anni. Al di là delle qualità intrinseche degli stessi calciatori, che vanno dalla grande forza fisica all’ottima disponibilità al lavoro, il motivo per cui sono ricercati va anche trovato nell’ottimo lavoro svolto da parte delle società di origine, frutto di una politica che nell’ultimo decennio ha visto puntare i club in maniera decisa sul vivaio. In questo senso si può dire che il precursore sia stato il Lech Poznań.

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I 10 under 21 polacchi da seguire

under 21 polacchi

Viaggio nei vivai del calcio della Vistola, a caccia dei 10 under 21 polacchi che vedremo presto nel pallone che conta. di Alberto Bertolotto – Grande cultura del lavoro, disponibilità ad ascoltare e ad essere plasmato tatticamente, poche chiacchiere, eccellente fisicità. Il giovane calciatore polacco è questo. E fa gola…

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Libri polacchi sotto l’albero – consigli per il Natale 2020

Dicembre fa rima con bilanci, normalmente. Quest’anno, invece, i conti abbiamo iniziato a farli a fine febbraio. Nonostante tutto quello che è successo intorno a noi, sia vicino che lontano, nonostante le chiusure di teatri, cinema, musei, librerie e biblioteche, nonostante la fatica e le fatiche, l’editoria non si è arrestata ed è per questo che ci troviamo qui, come sempre, al nostro appuntamento annuale con i titoli sotto l’albero. Di seguito troverete – ma ormai lo sapete – una serie di suggestioni regalo per il Natale 2020 o semplici future letture. Prima di iniziare, vi ricordiamo che sul sito trovate tantissime altre idee.

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#LibriCheAspettiamo – Pod Słońcem – Julia Fiedorczuk

Julia Fiedorczuk

 

Due villaggi gemelli, separati da un fiume. Uno abitato da gente che parla polacco, prega Dio al modo dei cattolici, e si fa il segno della croce da sinistra a destra. Nel secondo vivono invece uomini e donne che preferiscono parlare nel loro dialetto cantilenato, che a orecchie straniere suona quasi russo, e il segno della croce se lo fanno da destra a sinistra perché a Dio sono arrivati per la via ortodossa. Una ragazza del primo villaggio, Miłka, incontra un ragazzo dell’altro, Misza, e inizia una grande storia d’amore. Sembra una storia molto bella, ma già letta cento volte. Sul primo punto non c’è nulla da obiettare, è una storia bellissima, sul secondo c’è da obiettare tutto, perché un romanzo come Pod słońcem di Julia Fiedorczuk ancora non si era mai visto.

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#LibriCheAspettiamo – Wit Szostak – Cudze słowa

Cudze slowa

Wit Szostak non esiste. Mi chiedo se l’uomo che porta il suo volto si girerebbe se qualcuno per la strada lo chiamasse così. Di sicuro non lo chiamerà mai così nessuno in un ufficio pubblico, nessun ente previdenziale gli manderà mai un estratto conto a quel nome. Perché Wit Szostak è una creazione letteraria con cui l’autore firma le sue creazioni letterarie. Un nome d’arte, un’identità diversa, separata da quella dell’uomo che tutti i giorni prepara la colazione ai suoi figli, prende il tram e insegna filosofia all’università. Faccio questa premessa perché, nel suo ultimo romanzo, tutta l’attenzione di Szostak è intorno a ciò che le parole degli altri dicono di noi. Se la realtà di ciò che siamo è l’insieme di ciò che gli altri osservano di noi, allora cosa non siamo se parole altrui? O, per dirla con il titolo originale del romanzo, cudze słowa?

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#LibriCheAspettiamo – Dorota Kotas – Pustostany

Pustostany-cover

 

Varsavia è una città cannibalizzata dal suo stesso ruolo. Capitale amministrativa, economica e finanziaria di un Paese in crescita, mastica ambizione, ingoia aspettative, digerisce frustrazione. E la letteratura che ha Varsavia sullo sfondo, la quasi totalità dei romanzi polacchi contemporanei, riflette questa cosa. Un mondo laccato di caffetterie alla moda, appartamenti moderni, ristoranti sofisticati e successo, successo che traspira da ogni poro. Il ritratto di questa borghesia, realizzata o ambita, nasconde sotto le sue pieghe un’altra Varsavia, che non trova molto spazio sulle copertine. Come il gemello cattivo di Bart che in una celebre puntata dei Simpson la famiglia tiene nascosto in soffitta nutrendolo di teste di pesce. Su questa Varsavia nutrita di (metaforiche) teste di pesce, ha preso la parola un’autrice fino a ieri completamente sconosciuta, Dorota Kotas. Ha scritto un libro, l’ha chiamato Pustostany e l’ha riempito di tante cose che Varsavia non racconta, o non ama raccontare, di sé.

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#LibriCheAspettiamo – Szczepan Twardoch – Pokora

Pokora

Szczepan Twardoch in Polonia è ormai un personaggio pubblico. Il successo in patria del suo attuale best-seller Król (recentemente uscito in Italia come Il re di Varsavia) lo ha trasformato in una stella letteraria da copertina. Meritatamente, s’intende. Senza mai fare (troppe) concessioni al gusto corrente, ma seguendo la sua idea di letteratura, si è lanciato nel mondo in cui le copie vendute si contano con cinque zeri e i produttori televisivi e cinematografici bussano alla porta per proporre riduzioni.

Non stupisce dunque che il suo ultimo romanzo, Pokora, fosse già tra i più venduti della settimana quando era ancora solo in prevendita. Atteso con l’hype che di solito si riserva agli Stephen King e autori di quella lega.

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Anna Kańtoch – Buio – Benvenuti nel ricordo del non accaduto

 

I luoghi letterari più belli sono quelli che non esistono. Quelli che scrittori abili sono capaci di creare invitandoci a partecipare a un immaginario creato da mille spunti diversi e che diventa reale nello spazio delle pagine che leggiamo. Anna Kańtoch in questo ha pochi rivali tra i suoi colleghi, in Polonia e non solo. La lunga esperienza maturata nel microcosmo della letteratura fantastica, e in particolare nel filone new-weird, l’ha resa sensibile alla creazione di mondi e all’idea di raccontare storie che in questi mondi possano nascere, crescere, coinvolgere i lettori e lasciare una traccia. Creare mondi non significa necessariamente immaginare pianeti lontani o regni affollati di orchi e draghi. A volte basta tirare un po’ le maglie fitte del reale e scovare spazi nelle sue zone grigie. Dico “basta”, ma è più difficile di quanto sembri. Servono penne capaci e menti attente per farlo. Anna Kańtoch è tra queste, e Buio ne è la dimostrazione.

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#LibriCheAspettiamo – Maria Karpińska – Żywopłoty

żywopłoty

  L’esordio della scrittrice classe ’88 Maria Karpińska è una delle notizie letterarie del 2020. Dietro le siepi di Żywopłoty. – di Salvatore Greco – Più tempo passa in editoria e più sembra che la forma del racconto sia sempre più destinata a sopravvivere quasi solo nelle riserve indiane delle…

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