Król – il re di Varsavia

Król PoloniCult

Eppure Twardoch è lo stesso autore di Morfina, di qualche anno prima. Un libro di quelli che restano, e che aveva avuto un successo clamoroso. Qui in Belgio, tra tutti gli expat  polonofili, e non siamo così pochi, nel 2012 non si era parlato d’altro. Tutti avevano acquistato o letto Morfina, e si parlava di questo autore in grado di mantenere alta la tensione per più di 400 pagine, che descriveva il rapporto tra narratore, sua moglie, sua madre e la sua amante viziato dalla sua dipendenza per la sostanza del titolo mentre Varsavia cadeva presa dai tedeschi, nel settembre 1939. Una lettura affascinante e disturbante, di sicuro successo.

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Abram Cytryn – Storie di fame dall’inferno

Racconti dal ghetto di Lodz

Più volte ci siamo occupati di Shoah, di memoria e di testimonianze. Ci torniamo ancora anche oggi per presentare un testo particolare che ci arriva dalla penna e dalle sofferenze di un adolescente che nella sua vita avrebbe voluto fare lo scrittore, ma la cui esistenza è stata presa e spezzata da un’ideologia nera che avviluppa e sottrae. La notizia bella, è che nonostante le vittime mietute, alcuni germogli sono riusciti non solo a sbocciare, ma anche a crescere e oggi Abram Cytryn può essere considerato scrittore a tutti gli effetti.

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Intervista ad Alice Milani, autrice di Marie Curie

Marie Curie Alice Milani

Intervista ad Alice Milani in occasione dell’uscita della sua graphic novel Marie Curie uscita per BeccoGiallo – di Lorenzo Berardi – Due anni fa avevamo intervistato la fumettista Alice Milani su queste colonne in occasione della pubblicazione di “Wisława Szymborska, si dà il caso che io sia qui”, la sua…

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Toksymia – l’orrore trasformato in meringa

Toksymia

Provo a raccontare una storia.
Ero naturalmente a Varsavia, nel 2010, unica città d’Europa capace di offrire masochismo letterario e sedute di alcolismo esistenziale a prezzi ragionevoli. Come tutti sanno, Varsavia ha una gran fame di cambiamento, anche troppo repentino. Non si fa in tempo ad affezionarsi a un posto che al prossimo ritorno già si rischia di trovarci un centro scommesse, o addirittura un parcheggio al suo posto. È successo anche a me, affezionato cliente dei bar esistenzialisti per mod, punk e rastaman fuori corso di ulica Dobra, in zona Powiśle, chiamati Jadłodajnia Filozoficzna, Aurora e Czarny Lew. Erano tre locali l’uno di fianco all’altro, perennemente aperti, giusto di fronte al caffè letterario Czuły Barbarzyńca. Tra le pile di libri alla cassa, il Barbaro sensibile aveva esposto anche questo libro bizzarro, Toksymia, a firma di Małgorzata Rejmer, edito da Lampa i Iskra Boża edizione brossurata illustrata da Maciej Sieńczyk.

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Fiabe per robot – storie sulla melancolia del Cosmo

Nonostante ci sia ancora chi snobba la letteratura polacca e si ostini a fare facce perplesse quando sente che c’è chi se ne occupa, ci sono nomi che risuonano nelle orecchie anche dei più sordi e quello di Lem (qui il sito ufficiale) è sicuramente uno di questi. Su PoloniCult, poi, potremmo dire che è una delle presenze più forti. Oggi dunque torniamo a parlare di lui in occasione del suo 96° anniversario di nascita.

Fiabe per robot Bajki robotów in originale – si presenta in una graziosissima copertina arancione con due marionette/manichini – un lui e una lei – sorretti da due mani in trasparenza.

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Bruno Schulz, storia di una vita incredibile

Schulz

Bruno Schulz non è certo un estraneo sulla nostra pagina (e non solo). Ci siamo occupati di lui già in due occasioni, quando abbiamo recensito il film di Has Sanatorium pod Klepsydrą e quando ci siamo occupati del libro Bruno, il bambino che imparò a volare di Nadia Terranova edito per Orecchio Acerbo. Di lui in prima persona, però, ancora nulla si è detto. Non siamo dell’idea che sia necessario presentarlo, crediamo che sia un nome abbastanza noto e anche ben voluto, ma l’aver scritto una tesi magistrale su di lui, mi ha dato la dimostrazione di quanto anche una vita spesa sopra i suoi racconti non basterebbe per conoscere davvero quell’illustre prestigiatore drohobyczano.

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Kontrasty – Un pozzo di desideri chiamato mondo

Kontrasty - Il pozzo dei desideri

Ad Orvieto, negli immediati pressi del parcheggio e della ferrovia che da Orvieto Scalo porta direttamente alla città vecchia, è situato il Pozzo di San Patrizio.
Gradini bassi di mattoni guidano in una discesa a spirale; ad ogni passo prendete le distanze dal caos della realtà, dal suo trambusto e dai suoi compromessi, abbandonate la sensazione che siate voi ad esserle utili pittosto che lei a voi, e vi calate nell’oscurità. Dovrete scendere duecentoquarantotto gradini prima di raggiungere l’acqua, baluginante sul fondo come un occhio divino; altrettanti dovrete salirne per tornare all’esterno. E sebbene la scalinata sia illuminata da piccole lampade e alcune decine di finestroni distribuiti lungo le pareti del pozzo filtrino pazientemente il chiarore del cielo proveniente dall’alto, il fondo è quasi completamente avvolto dalle tenebre.

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Natalia Fiedorczuk – diventare madri ai tempi del turbocapitalismo

Fiedorczuk

Il cambiamento di un paradigma socio-economico, specie se accelerato e in qualche modo forzoso, porta con sé strascichi inevitabili di contraddizioni, incomprensioni e difficoltà di vario genere, tutte cose di cui la letteratura  è da sempre chiamata ad occuparsi. La Polonia che ha abbandonato il socialismo (o quello che spacciavano per tale) convertendosi all’economia di mercato lo ha fatto con modi che, confrontati a quelli di alcuni Paesi vicini, sono stati indolori, ma certe ferite sono evidenti ed emergono ancor più oggi che la profezia del liberismo confessa anche da questa parte del mondo di non essere poi l’eldorado che sembrava. Una di queste ferite riguarda certamente il ruolo delle donne, e soprattutto il tema della maternità spaccato, in Polonia, tra la morale cattolica che la ritiene normale, doverosa e univocamente gioiosa, e i mantra produttivisti che escludono la possibilità che una madre possa essere una donna in carriera. In mezzo a questo fuoco incrociato crescono disagio, paura, sofferenze innominabili generalmente riconducibili alla cosiddetta sindrome post partum. E di questo ha parlato, con grande coraggio, la giovane scrittrice Natalia Fiedorczuk nel suo primo romanzo: Jak pokochać centra handlowe (Come innamorarsi dei centri commerciali) uscito nel 2016 per i tipi di Wielka Litera e premiato con il Paszport di Polityka, premio da sempre attento alla letteratura “sociale”.

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PoloniCultori – Intervista a Piotr Paziński

Pazinski

Intervista video a Piotr Paziński, giovane scrittore varsaviano, autore de La Pensione  – di Salvatore Greco – Un giorno di novembre del 2012, mentre ero a Varsavia, sono entrato in libreria spinto dal prosaico bisogno di ripararmi da un temporale. Curiosando tra i libri esposti, senza essere davvero in cerca…

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Magda Szabó – La porta

Szabo

La Porta di Magda Szabó è il romanzo protagonista della nuova incursione in Ungheria del treno di ESTensioni – di Lorenzo Berardi – L’Ungheria torna a fare capolino sulle colonne di PoloniCult con una delle opere più note di un’autrice magiara capace di riscuotere un notevole successo internazionale. ‘La porta’…

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