“Nawet nie wiesz, jak bardzo cię kocham” – sulla difficoltà dei sentimenti

Nawet nie wiesz, jak bardzo cię kocham (Nemmeno lo sai, quanto ti amo) è un film uscito nel 2016 per la regia di Paweł Łoziński – un volto abbastanza conosciuto del cinema polacco, fu assistente di Kieślowski e nel corso della sua carriera ha già ottenuto diversi premi – che mette in scena solo tre personaggi: una madre – Ewa (Ewa Szymczyk), una figlia – Hanna (Hanna Maciąg) e uno psicoterapeuta – interpretato qui da Bogdan de Barbaro, rinomato psichiatra, psicoterapeuta e direttore dell’istituto di terapia familiare presso la cattedra di psichiatria del Colegium Medicum dell’Università Jagiellonica.

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Le avventure di Sindbad il marinaio: una e mille fiabe sulla vita

Le avventure di Sindbad il marinaio - Lesmian

Che mi piaccia leggere è un dato di fatto o non sarei qui a scrivere di libri. C’è però una cosa che mi piace ancora di più ed è ascoltare storie – siano esse fiabe o resoconti di amici su viaggi bizzarri. Il massimo, poi, è mettere insieme le due questioni: ascoltare storie sui libri, su come i loro proprietari ne siano entrati in possesso, perché e in che modo siano legati ad essi. Purtroppo, la maggior parte delle volte entriamo semplicemente in libreria e compriamo un libro, o lo leggiamo per l’università, o lo chiediamo in prestito in biblioteca – a volte però, e chissà come mai questi poi diventano i nostri preferiti – taluni giungono a noi in modo bizzarro e si portano addosso storie colorate e avventurose. È il caso del libriccino di cui vi parlerò oggi: per ben due volte e da due persone diverse ho ascoltato cosa si cela dietro questo testo e posso dire che anche io ne sono entrata in possesso in modo del tutto inaspettato assicurando così un’altra avventura a questo piccolo tesoro – Le avventure di Sindbad il marinaio.

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Komunia – o la comunione impossibile

Komunia

A volte sembra che siamo chiamati a combattere certe battaglie da soli. E sicuramente si sarà sentita così Ola, la quattordicenne protagonista del docu-film firmato da Anna Zamecka. Una volta visto il trailer, mi è stato subito chiaro che avrei voluto non solo guardarlo per intero ma anche avere la possibilità di scriverne e farlo arrivare a più persone. Komunia – Communion è un film documentario dolcemente drammatico. Delicatamente pesante. Non uso queste due coppie ossimoriche a caso o per qualche ragione stilistica, le utilizzo perché non è possibile dare una definizione univoca e conclusiva al film; non è possibile perché i sentimenti che risveglia e mette in campo sono così contrastanti che soltanto accostando due termini opposti si riesce a trovare la (quasi) giusta commistione di elementi presenti nella storia.

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La Polonia sulle felpe – patriottismo e dove trovarlo

Abbigliamento patriottico

Il fenomeno dell’abbigliamento patriottico è relativamente recente se consideriamo che una delle marche più note ha iniziato solo due-tre anni fa. Questo dato però si scontra con la realtà dei fatti che mostrano come fin da subito tale iniziativa abbia riscontrato un incredibile successo tra i giovani – ma non solo – che trovano in questo tipo di abbigliamento un modo di esprimere le proprie idee politiche e la loro idea di Polonia oltre che di patriottismo. Non ci sarebbe nulla di male nell’indossare un’innocente t-shirt blu con una piccola aquila o con una piccola bandiera biancorossa se questa scelta non fosse presa come dimostrazione di appartenenza politica e di una retorica nazionalista che si va sempre più espandendo in tutto il paese. Il punto di partenza o il nocciolo della questione, se volete, è proprio questo, che tali indumenti, non sono semplici vestiti, ma si presentano come simboli di una determinata ideologia e di un determinato discorso nazionale e – purtroppo – nazionalistico. Esso si presenta infatti come un discorso identitario veicolato tramite un mezzo – i vestiti – di prima necessità e che acquista determinati valori simbolici per chi li indossa e per chi li vede indossati: il messaggio trasmesso è un forte sentimento patriottico e di appartenenza ad un preciso e circoscritto gruppo sociale. Le magliette o le felpe che rientrano in queste linee usufruiscono e si fanno portatrici di una retorica fondata su degli elementi che puntano a conquistare la massa attraverso un linguaggio stereotipato che utilizza precise immagini storiche volte a sottolineare particolari caratteri della nazione – in questo caso polacca – con lo scopo di suscitare orgoglio nazionale.

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Abram Cytryn – Storie di fame dall’inferno

Racconti dal ghetto di Lodz

Più volte ci siamo occupati di Shoah, di memoria e di testimonianze. Ci torniamo ancora anche oggi per presentare un testo particolare che ci arriva dalla penna e dalle sofferenze di un adolescente che nella sua vita avrebbe voluto fare lo scrittore, ma la cui esistenza è stata presa e spezzata da un’ideologia nera che avviluppa e sottrae. La notizia bella, è che nonostante le vittime mietute, alcuni germogli sono riusciti non solo a sbocciare, ma anche a crescere e oggi Abram Cytryn può essere considerato scrittore a tutti gli effetti.

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Nowa Huta – I, too, am Cracow

Nowa Huta Oggi

La settimana scorsa Roberto alla fine del suo articolo scriveva “Non c’è presente senza cura del passato e delle sue tracce” e questa sua frase mi ha fatto venire in mente una cosa che scrissi io in un saggio di sociologia in cui descrivevo due tipologie di villaggi operai, Nowa Huta e Crespi d’Adda. Proprio in conclusione del saggio mi riferivo all’umanità che abita Nowa Huta come “persone che vivono confrontandosi continuamente con il passato ma guardando avanti”. E oggi cercherò di dimostrarlo.

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Fiabe per robot – storie sulla melancolia del Cosmo

Nonostante ci sia ancora chi snobba la letteratura polacca e si ostini a fare facce perplesse quando sente che c’è chi se ne occupa, ci sono nomi che risuonano nelle orecchie anche dei più sordi e quello di Lem (qui il sito ufficiale) è sicuramente uno di questi. Su PoloniCult, poi, potremmo dire che è una delle presenze più forti. Oggi dunque torniamo a parlare di lui in occasione del suo 96° anniversario di nascita.

Fiabe per robot Bajki robotów in originale – si presenta in una graziosissima copertina arancione con due marionette/manichini – un lui e una lei – sorretti da due mani in trasparenza.

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Kim jesteś? Due parole su Witold Gombrowicz

Nel giorno del gombrowiczersario, spunti di lettura e riflessione al di là della banalità. – di Mara Giacalone – “Nie wiem jaki jestem naprawdę”.  A voler scrivere/parlare di Gombrowicz, basterebbe utilizzare questa citazione, mettere il punto e lavarsene le mani. Witold è tutto racchiuso lì. Eppure la critica letteraria è…

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Bruno Schulz, storia di una vita incredibile

Schulz

Bruno Schulz non è certo un estraneo sulla nostra pagina (e non solo). Ci siamo occupati di lui già in due occasioni, quando abbiamo recensito il film di Has Sanatorium pod Klepsydrą e quando ci siamo occupati del libro Bruno, il bambino che imparò a volare di Nadia Terranova edito per Orecchio Acerbo. Di lui in prima persona, però, ancora nulla si è detto. Non siamo dell’idea che sia necessario presentarlo, crediamo che sia un nome abbastanza noto e anche ben voluto, ma l’aver scritto una tesi magistrale su di lui, mi ha dato la dimostrazione di quanto anche una vita spesa sopra i suoi racconti non basterebbe per conoscere davvero quell’illustre prestigiatore drohobyczano.

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Nabu – il miraggio della vita

Nabu

Wędrówka Nabu, una storia commovente e forte per riflettere sulla crisi della società contemporanea. – di Mara Giacalone – Proprio in questi giorni mi è capitato di vedere un video su un esperimento condotto sulla letteratura per l’infanzia. Nello specifico, da una libreria piena sono stati tolti prima i libri…

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