Il fantasma di Cracovia – storia di un serial killer della PRL

Mazurkiewicz - il fantasma di Cracovia

L’hanno chiamato il fantasma di Cracovia o l’assassino elegante. In un libro la storia del serial killer più feroce del Novecento in Polonia – di Salvatore Greco – Un giorno di settembre, un uomo di nome Stanisław Łobudziński arriva all’ospedale di Solec a Varsavia a bordo della sua Opel Olympia.…

Continua a leggere

32 Condivisioni

Kronika sportowa – Lo sport polacco alla radio

Kronika sportowa

La radio, da sempre, è un mezzo fondamentale per raccontare lo sport. Ogni paese, in Europa e nel mondo, ha un programma icona a riguardo. Alla famiglia non può che appartenere anche la Polonia. A riguardo, il suo biglietto da visita è Kronika Sportowa, la sua trasmissione radiofonica in materia più longeva, tuttora in onda da lunedì a sabato alle 22.37 su Jedynka, il canale ammiraglia di Polskie Radio, vale a dire l’emittente di bandiera. Ha da poco compiuto 65 anni, età che non dimostra. Grazie alla sua squadra di giornalisti, la maggior parte formati in casa, racconta in venti minuti i fatti sportivi della giornata con contributi in esterna e da studio: professionalità, attenzione ma, soprattutto, ritmo, decretano ancora oggi la buona riuscita del notiziario.

Continua a leggere

40 Condivisioni

Nella tana dei cattivi: AKS Zły e un altro calcio possibile

AKS Zły PoloniCult

È un soleggiato sabato di metà agosto e alla Don Pedro Arena di via Kawęczyńska c’è il pubblico delle grandi occasioni. A mezz’ora dall’inizio della partita valida per un turno preliminare di Coppa di Polonia, i duecento biglietti stampati per l’esordio stagionale della squadra di casa sono già terminati. Gli spalti del piccolo stadio sono gremiti di un pubblico di tutte le età. Ci troviamo a Varsavia, sulla sponda orientale della Vistola, nell’ex quartiere operaio di Praga. È in questo campo di periferia dalla tribuna orgogliosamente scoperta, incastonato fra casamenti popolari e una fabbrica abbandonata, che gioca l’AKS Zły.

Continua a leggere

105 Condivisioni

La Polonia sulle felpe – patriottismo e dove trovarlo

Abbigliamento patriottico

Il fenomeno dell’abbigliamento patriottico è relativamente recente se consideriamo che una delle marche più note ha iniziato solo due-tre anni fa. Questo dato però si scontra con la realtà dei fatti che mostrano come fin da subito tale iniziativa abbia riscontrato un incredibile successo tra i giovani – ma non solo – che trovano in questo tipo di abbigliamento un modo di esprimere le proprie idee politiche e la loro idea di Polonia oltre che di patriottismo. Non ci sarebbe nulla di male nell’indossare un’innocente t-shirt blu con una piccola aquila o con una piccola bandiera biancorossa se questa scelta non fosse presa come dimostrazione di appartenenza politica e di una retorica nazionalista che si va sempre più espandendo in tutto il paese. Il punto di partenza o il nocciolo della questione, se volete, è proprio questo, che tali indumenti, non sono semplici vestiti, ma si presentano come simboli di una determinata ideologia e di un determinato discorso nazionale e – purtroppo – nazionalistico. Esso si presenta infatti come un discorso identitario veicolato tramite un mezzo – i vestiti – di prima necessità e che acquista determinati valori simbolici per chi li indossa e per chi li vede indossati: il messaggio trasmesso è un forte sentimento patriottico e di appartenenza ad un preciso e circoscritto gruppo sociale. Le magliette o le felpe che rientrano in queste linee usufruiscono e si fanno portatrici di una retorica fondata su degli elementi che puntano a conquistare la massa attraverso un linguaggio stereotipato che utilizza precise immagini storiche volte a sottolineare particolari caratteri della nazione – in questo caso polacca – con lo scopo di suscitare orgoglio nazionale.

Continua a leggere

22 Condivisioni

Timothy Garton Ash a Varsavia: di Europa e populismi

Garton Ash

Is Europe Disintegrating?‘, l’Europa si sta disintegrando? Ḕ questo l’assunto da cui è partito Timothy Garton Ash nell’incontro tenutosi presso la sala dell’ex biblioteca centrale dell’Università di Varsavia di Krakowskie Przedmieście il 25 aprile scorso. Una domanda che mai come oggi può apparire retorica. E lo storico britannico, pur ribadendo il proprio convinto europeismo e rammaricandosi per Brexit, non ha certo smentito l’impressione che l’Unione Europea (più che l’Europa in sé) abbia attraversato giorni migliori.

Continua a leggere

1 Condivisioni

De recta architectura

Biennale

Per un’architettura etica: il padiglione polacco alla Biennale di Venezia 2016 – di Roberto Reale – Nel febbraio 2014 Zaha Hadid, a chi le domandava cosa gli architetti possano fare per limitare le morti bianche tra i lavoratori dell’edilizia, rispondeva che la questione era di competenza del governo, non sua…

Continua a leggere

0 Condivisioni

L’altra faccia dell’11 novembre polacco

indipendenza

L’11 novembre in Polonia si celebra la festa nazionale dell’indipendenza, anniversario di quel giorno del 1918 in cui, a seguito dello sfaldamento degli imperi centrali durante la Grande Guerra e dell’opera politica e militare del maresciallo Piłsudski, la Polonia tornò sulle carte geografiche per la prima volta dal 1795. In Polonia, tra le celebrazioni laiche, questa è quella più sentita, molto più di quella del 3 maggio o dell’anniversario dell’inizio del Powstanie Warszawskie il primo d’agosto – evento molto partecipato ma inevitabilmente legato alla capitale più che a tutto il Paese.

Continua a leggere

28 Condivisioni

Fenomenologia di Wojciech Cejrowski

Cejrowski

Su PoloniCult abbiamo parlato spesso di grande reportage polacco e dei suoi maggiori esponenti, partendo da Ryszard Kapuściński per arrivare a Marcin Kącki. Va detto, però, che in Polonia esiste anche un pubblico meno avvezzo a leggere i libri di reportage pubblicati da editori come Czarne o Terra Incognita, ma abituato a viaggiare guardando la televisione. In nessun Paese al mondo, del resto, può esistere solo cultura ‘alta’ in assenza di forme di divulgazione più accessibili e popolari.
Ed è proprio sul piccolo schermo che, a partire dal 2007, si è affermato un viaggiatore e divulgatore sui generis ormai noto a tutti i polacchi: Wojciech Cejrowski. Riconoscibile per la sua camicia batik multicolore, gli occhialini dorati, il volto scottato dal sole e i piedi nudi abbronzati, Cejrowski oggi non si discosta mai da questo look che lo rende simile a un cartone animato.

Continua a leggere

0 Condivisioni

Zaduszki – tradizioni che (soprav)vivono

Zaduszki

Quando si tratta di costumi e tradizioni, il nostro sguardo è proiettato verso il passato, perché quello che trasforma un semplice uso, in un rito o in un momento istituzionalizzato, è proprio la ripetizione di alcune azioni e quindi la tendenza a copiare e incollare nel futuro quello che “si è sempre fatto”, perché dà sicurezza, perché tale ciclicità degli eventi serve all’uomo per dare un ordine agli elementi che caratterizzano la sua vita. Se in Italia e nei paesi più alla moda, più tecnologici, più moderni si è assistito ad un lento ma inesorabile declino delle tradizioni, patrie e private, in alcuni luoghi che non sono -per vari motivi – stati investiti da quest’onda travolgente, le tradizioni, seppur mutate e ammodernate, rimangono presenti. La Polonia è uno di questi posti.

Continua a leggere

297 Condivisioni