Il ritorno dei Wild Books tra innovazione e impegno

Gli aficionados della musica di PoloniCult probabilmente si ricorderanno dei Wild Books, band varsaviana con all’attivo un ep omonimo dal frizzante eclettismo e dal variegato citazionismo a mano libera. Oggi al duetto formato dai sempre privi di cognome Karol e Grzegorz si è aggiunto un bassista, Duszan, e i Wild Books hanno prodotto il loro secondo album -sempre per Instant Classic- dal non troppo ricercato nome di 2. Lo abbiamo ascoltato e per l’occasione abbiamo anche contattato Karol, batterista e co-fondatore della band.

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Dikanda. Come arrangiare l’Oriente.

In Polonia l’interesse per la world music è piuttosto vivo, e ha prodotto negli ultimi vent’anni emergenze di un certo rilievo: celebre è, ad esempio, il gruppo cracoviano Kroke, il quale mescola efficacemente influenze di ascendenza orientale, klezmer e balcaniche ad un jazz di buona scuola. Di Varsavia è invece Katarzyna Szczot, in arte Kayah, già coautrice insieme a Goran Bregović di uno tra gli album di maggior successo di pubblico in Polonia (Kayah i Bregović, 1999; 700 mila copie vendute), e poi interprete di musiche della tradizione ladina, yiddish, araba, ebraica, macedone, romani e polacca in Transoriental Orchestra (2013).

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Lutownica – la via soft e polacca al noise-rock

Lutownica

Parlare di via “soft” al noise-rock potrebbe sembrare una contraddizione piuttosto vivida, anche i meno avvezzi a un genere difficile come il noise faranno fatica a immaginare l’approccio soft a una categoria musicale che costruisce con cura maniacale distorsioni scordate e suoni scomposti con un fine armonicamente disarmonico. Il noise più noto (ndr, una delle band principali del genere è quella dei catanesi Uzeda) si nutre inoltre di tendenze sperimentali e avanguardistiche unite a un gusto per l’improvvisazione meticolosa che lo rende un genere estremamente complesso e non facile a un primo approccio da ascoltatori più tradizionali. L’ascolto di Tribute to 4 and 10 dei Lutownica può essere un buon viatico per non odiare il noise prima di averlo conosciuto.

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Hańba! Il suono di Cracovia tra folk e gipsy-punk artigianale

Hańba!

Ciò che comunemente si associa al folklore musicale slavo -se ha davvero senso una definizione così ampia- è il gipsy-punk in varie forme portato a fama internazionale da un interprete d’eccezione come Goran Bregovic o trasformato con efficacia rara a vedersi dagli ucraini Gogol Bordello. In questo turbinare di fisarmoniche, violini, trombe indemoniate che evocano un mondo di musicanti raminghi e spensierati la fanno da padrona per tutta una serie di motivi storici e culturali le culture slave meridionali, è già più faticoso associare quel caos gioioso e giostraio alle più rigorose atmosfere praghesi o varsaviane, tanto per fare un esempio. La Polonia sembra aver trovato un suo modo piuttosto felice di accogliere e sintetizzare nelle proprie corde questo immaginario musicale e lo fa attraverso i cracoviani Hańba!

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Nawrocki Folk Computer Band – anche Danzica è folk-blues

Nawrocki

La ricetta per un buon disco folk prevede una voce roca e graffiante, una chitarra e una buona dose di storie da raccontare. Quella per un pessimo album folk prevede comunque una voce roca e graffiante, comunque una chitarra e di solito un repertorio di storie stereotipate o già sentite. Il caso della Nawrocki Folk Computer Band si trova –furbescamente- in un terzo luogo. Andiamo con ordine.

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Zakopower: tra pop e sonorità “góralskie”

Zakopower

Alla scoperta degli Zakopower, sound moderno e orgoglio della tradizione di Zakopane     di Mara Giacalone   Che la musica sia uno dei primi elementi di trasmissione culturale è dato a sapersi, ma per mollte minoranze culturali essa ha da sempre rappresentato un elemento importante per la propria autoidentificazione,…

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Il jazz in Polonia, storie di musica, żal e libertà.

Dal bebop al żal. Come il jazz in Polonia è diventato la voce della libertà. di Claudia Vicini Pensare al jazz in chiave polacca potrebbe sembrare inusuale all’orecchio di molti esperti del settore. D’altronde, tutti ben sanno che il jazz è un vanto tutto americano, è il sangue che scorre…

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La stella di Anna Maria Jopek

AMJ ovvero quando cantare in polacco non costituisce un limite ma un vantaggio. Esistono varie accezioni per definire il significato di stella nel campo artistico, una delle più comuni è l’essere conosciuti, possibilmente a livello internazionale, mettendo al servizio delle mode imperanti parte del proprio talento artistico raggiungendo così il…

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Cold wave. Travolti dall’onda fredda.

Breve e soggettiva storia della cold wave in Polonia. di Barbara Minczewa Come già sappiamo grazie all’introduzione di Francesco Cabras qui su PoloniCult, la cortina di ferro non fu poi così tanto impermeabile da poter ostacolare la diffusione della musica occidentale in Polonia. Il rock giunse presto e trovò terreno…

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Stare Dobre Małżeństwo l’anima folk della Polonia

Storia informale di un lungo amore bizzarramente coniugale Circa due anni fa, mentre mi trovavo in un villaggio della splendida regione dei laghi in Varmia-Masuria, mi è capitata una situazione curiosa: stavo schiacciando delle patate lesse per preparare i famosi kluski e involontariamente ho iniziato a fischiettare un motivetto che…

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