Uccidendo il secondo cane, Marek Hłasko a fumetti

Gli appassionati di fumetto che hanno partecipato al Lucca Comics 2019, tenutosi a inizio ottobre, hanno assistito alla presentazione di una graphic novel dedicata a un grande della letteratura polacca. Un’opera che è stata il frutto di tre anni di gestazione. Tanto è durato il lavoro di ricerca, scrittura e disegno del fumettista Valerio Gaglione e dello scrittore Fabio Izzo – uno dei nostri primi Polonicultori – per dare alla stampe Uccidendo il secondo cane, appena pubblicato da Oblomov. Una graphic novel che segna l’esordio sul lungo formato di Gaglione, fumettista già apprezzato anche su Internazionale grazie alle sue Cartoline da Varsavia, pubblicate nell’ottobre 2017.

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Tour ragionato per gli stadi polacchi

stadi polacchi narodowy

La Polonia calcistica, negli ultimi anni, è particolarmente apprezzata dagli sportivi per la bellezza dei suoi stadi. Complice l’organizzazione dei campionati continentali del 2012, primo grande evento legato al football imbastito da queste parti, il Governo – assieme ai Comuni –, approfittando anche in alcuni casi di fondi provenienti dall’Unione Europea, hanno deciso di ristrutturare se non addirittura di costruire da zero alcuni impianti (il primo esempio è il Pge Naradowy di Warszawa, l’attuale casa della nazionale). Il risultato è che la “moda” ha contagiato gran parte delle città del Paese, tanto che la Polonia è poi stata capace di ospitare anche in virtù della qualità dei suoi stadi i campionati Europei under 21 del 2017 e il torneo mondiale under 19 in corso di svolgimento. Non solo: nel 2020 Danzica, con la sua splendida Pge Arena, sarà il teatro della finale di Europa League. Durante i miei viaggi ho potuto visitare molti impianti e per questo ho deciso di segnalarne i dieci a mio avviso maggiormente significativi. Il numero dieci è un omaggio al Piast Gliwice, squadra dell’Alta Slesia che ha vinto recentemente il primo campionato nazionale della sua storia.

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Muranów – storie da una Varsavia che non c’è.

Muranów

Guardando Varsavia su una mappa, Muranów non c’è. Perché da un punto di vista amministrativo, Muranów non esiste, occupa – al più nominalmente – un’area divisa tra l’unità amministrativa di Wola e quella di Śródmieście. Eppure, a nessuno che abiti stabilmente una delle vie racchiuse tra ulica Leszno e Aleje Solidarności a sud, Okopowa a Ovest, Miodowa a est e i binari della ferrovia a nord verrebbe mai da dire nulla di diverso che “abito a Muranów”. Perché Muranów è un luogo dell’anima, una parte fondante della storia e della vita pulsante di Varsavia, anche senza uffici amministrativi che portano il suo nome.

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Miron Białoszewski – Memorie dell’Insurrezione di Varsavia

Bialoszewski Pamietnik

Pamiętnik z powstania warszawskiego (Memorie dell’Insurrezione di Varsavia) del poeta e autore varsaviano Miron Białoszewski è un’opera preziosa per molti motivi. Innanzitutto per la sua unicità. Il libro in questione, infatti, non è né un diario – come il titolo polacco potrebbe suggerire – né una cronaca cronologica e ragionata degli eventi verificatisi nell’estate del ’44 nella capitale polacca. Nè d’altra parte siamo alla prese con una narrazione ispirata ad esperienze personali vissute durante l’occupazione nazista di Varsavia ma romanzata come accade, ad esempio, in ‘Rondò’ di Kazimierz Brandys o ne ‘La bella signora Seidenman’ di Andrzej Szczypiorski.

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Marek Kazmierski, un traduttore sul palco

Kazmierski PoloniCult

Considerare Marek ‘soltanto’ un traduttore dal polacco all’inglese sarebbe tuttavia riduttivo. Già direttore responsabile di Not Shut Up coraggiosa rivista che dava voce a detenuti e rifugiati nel Regno Unito, Marek ha collaborato con istituzioni come il British Council e il Polish Cultural Institute di Londra. Nel 2010 ha fondato la casa editrice OFF_PRESS e, tre anni più tardi, ha pubblicato il suo libro ‘Damn the Source’ una raccolta di racconti ispirati da storie vere vissute da polacchi immigrati Oltremanica. Tra gli autori tradotti da Kazmierski vi sono Julian Tuwim e Aleksander Fredro, Zuzanna Ginczanka e Irit Amiel, passando per Wioletta Grzegorzewska (o Greg) una delle autrici polacche che sta riscuotendo maggiore successo nel Regno Unito.

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Michał Cichy – flash noir da Varsavia cangiante

Varsavia

Varsavia non è una città che si presta a una lettura univoca. A un primo sguardo non piace quasi mai ai turisti. Vive dentro un caleidoscopio pasticciato che non restituisce una visione chiara né a chi la vede né a chi la vive. È una città che coltiva profonde contraddizioni, non le spiega e un po’ se ne nutre. Non è facile scrivere di Varsavia sinceramente e affrontare tutto questo. Ci è riuscito – in parte – Michał Cichy in un libriccino di settanta pagine scarse edito nel 2014 dagli illuminati tipi di Czarne: Zawsze jest dzisiaj (È sempre oggi).

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Alla ricerca del tempo perduto – o i bar mleczny varsaviani

Bar Mleczny Wawa 4 PoloniCult

A centoventi anni dalla propria nascita e a qualche lustro dal loro momento di massima diffusione, oggi una quindicina di bar mleczny resiste a Varsavia. Il tutto a dispetto del diffondersi nella capitale di ristoranti stellati Michelin, sushi bar, hamburgerie e bistro vegetariani, nonché della recente decisione di tagliare i finanziamenti pubblici ai milk bar polacchi del 25%.

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Tides from nebula – cartoline post-rock da Varsavia

Tides from Nebula

Il post-rock progressivo non è nuovo ai lettori della rubrica musicale di PoloniCult. Passando dagli Tsima ai Trupa Trupa abbiamo già raccontato un retroterra, quello polacco, molto fertile rispetto alle sonorità del post-rock, per quanto sempre piuttosto rivisitato e rielaborato attraverso altre lenti stilistiche.

I Tides from Nebula, quattro giovani musicisti provenienti da Varsavia, invece rappresentano una corrente più fedele ai canoni e il loro album Safehaven, uscito nel 2016 per Mystic/SPV e disponibile su bandcamp, è un disco molto piacevole, interessante e innovativo per quanto decisamente classico

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ImproVarsavia

ImproVarsavia

Il rapporto fra i polacchi e il teatro è da sempre molto stretto. Da Kantor a Grotowski, sino a Warlikowski. Tuttavia, la sperimentazione teatrale può anche basarsi sull’improvvisazione e l’intrattenimento intelligente senza il bisogno di essere concettuali. Esiste infatti un ampio pubblico potenziale di persone interessate al teatro, ma spaventate dalla distanza che separa gli attori sul palco dagli spettatori in platea. Spesso, inoltre, l’elevato costo dei biglietti per una rappresentazione può scoraggiare chi non è avvezzo a trascorrere le proprie serate a teatro.

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Imi, la radio poliglotta di Varsavia

Imi

L’odierna Polonia è una nazione monoculturale, dove appena l’1,5% degli abitanti è di origine straniera. E le recenti elezioni dell’ottobre di quest’anno hanno fatto del Sejm di Varsavia l’unico parlamento europeo nel quale non siede un singolo rappresentante di un partito di centrosinistra. Una situazione che, comunque la si voglia vedere, di certo non avvantaggia il pluralismo. Il nuovo partito di governo, Giustizia e Libertà (PiS), è espressione di una destra nazionalista ed euroscettica non esattamente a favore di una Polonia multiculturale e multireligiosa. Una linea politica che guarda con sospetto all’arrivo di nuovi immigrati nel Paese e in cui prevalgono chiusura e diffidenza nei confronti dello straniero e del ‘diverso’.

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