Bednarek – dal freddo cielo polacco, le sonorità del reggae

2018-02-14_09-06-07

Kamil Bednarek, giovane volto e artista polacco tra reggae, ska e allegria

di Mara Giacalone

Ho un ricordo ancora vivissimo di quando, alla vigilia della partenza del primo viaggio in Polonia, una mia amica mi inviò il link ad una playlist di Spotify chiamata “Polskie reggae”. Credo che possiate capire il mio stupore – di certo la Polonia non fa parte dell’immaginario collettivo di ambienti legati a questa tipologia di musica… ebbene, con gli anni ho avuto modo – e piacere – di scoprire questo genere e soprattutto che anche a queste fredde e nevose latitudini le sonorità jamaicane piacciono molto e ci sono diversi artisti davvero in gamba.

Oggi vi voglio parlare di un ragazzo che probabilmente – parlo per chi ci segue dalle terre polacche – conoscete già, almeno di vista. Se vi piacciono i succhi Frugo avrete sicuramente visto il suo bel viso sorridente sulle bottiglie e sulle pubblicità. Mi riferisco a Kamil Bednarek – classe 1991, di Brzeg.

Giovane, sorridente, capelli corti e rasta: ecco come si presenta al pubblico. Un viso “acqua e sapone” mi verrebbe da dire e dopo il concerto di domenica 10 febbraio a Cracovia, posso confermarlo. Un mix di positività e buonumore – come la sua musica, del resto. Nonostante la giovane età, è già all’attivo da dieci anni e si è aggiudicato riconoscimenti importanti. La sua carriera inizia nel 2008 assieme ai Star Guardian Muffin e uno dei primi teledysk (o video) fu Dancehall Queen – il testo non è poesia e si capisce che era agli esordi, le sonorità sono semplici ma mostrano bene il punto di partenza su cui il Kamil di oggi ha costruito la sua fama benché ora siano più ricercate e curate. Nel 2009 esce l’album di debutto dal titolo Ziemia Obiecana che gli apre la strada: l’anno seguente, infatti, partecipa a Mam Talent! aggiudicandosi il secondo posto mentre vince a Bitwa na Głosy (2012). Nello stesso anno, altri due avvenimenti molto importanti si susseguono, due membri del gruppo si staccano e da quel momento in poi canta e continua a farsi conoscere solo con il suo nome; e nell’autunno esce l’album Jestem che diventa disco di diamante  vendendo circa 150.000 copie. Un super traguardo. Un album che inizia ad essere maturo, le sonorità e i testi sono più interessanti, più curati. Due brani su tutti riscuotono un incredibile successo, Chodź ucieknijmy stąd  e Cisza, in cui la chitarra in acustico rende la canzone davvero piacevole, mostrando anche la bravura di Kamil come musicista – suona sassofono, pianoforte e chitarra – mettendo in risalto come il reggae con la sua voce particolare possa essere melodico: Serce swoim rytmem mocno upewnia mnie /Że warto wierzyć w ludzi / Pamiętaj o tym, że nadzieja karmi a nie tuczy/ Do szczęścia otwarte drzwi nie szukaj kluczy.

Degno di nota, è il suo adattamento della canzone di Grechuta Dni, których jeszcze nie znamy usata nella promozione del film di Wajda Wałęsa człowiek z nadziei. Per quanto non si possa dire nulla contro Marek, preferisco di gran lunga quella di Bednarek che, aggiungendo ritmi a lui più vicini, fa compiere un salto ad un testo e a una canzone già molto belli. Nel 2013 si guadagna due premi agli EMA (Mtv European Music Awards) come miglior artista polacco (najlepszy polski artysta) e come miglior artista dell’Europa Orientale (najlepszy artysta Europy Wschodniej) – premi meritati che confermano un inizio di carriera prospero e brillante. Un’ulteriore prova è l’uscita – nel 2015 – dell’album Oddycham che riceve il disco di platino. Tra le 13 tracce, il pezzo più famoso è sicuramente Chwile jak te  realizzato con Staff, collaborazione egregiamente riuscita e che ritroviamo anche nell’altra hit del disco, Euforia. L’evoluzione prosegue e nei pezzi si trovano diverse sonorità, dalle più pop a quelle ancora vicine al reggae. In Chwile jak te, la presenza di strumenti a fiato come il sassofono e tromba riprende i suoni e le energie dello ska e nonostante il teledysk sembrerebbe la versione polacca di fast and furious, anche il testo ricorda le tematiche reggae/ska.

Uwierz, że masz siłę / Przebić się przez mur swych słabości / To idealny moment/ Żeby poczuć znów/ Energię ludzi/ Których rozumiesz bez słów/ Do wszystkich świata stron/ Wysyłam tę energię

In Oddycham sono presenti anche diversi brani in inglese – scelta intelligente non solo perché gli facilita un’apertura maggiore al pubblico internazionale, ma anche perché il cambio della lingua gli permette di sperimentare con ritmi e suoni diversi e infatti questi brani sono molto più vicini al reggae/ska di quelli polacchi. È una buona strategia che gli rende possibile giocare con brani più melodici e “da radio” e pezzi più particolari. Sebbene non userei il termine “eclettico” per definirlo come artista, di certo il ragazzo ci sa fare e lo dimostra in continuazione senza aver paura di modificare il suo repertorio. Un altro dei successi di questo album è il brano List il cui testo fu scritto dal padre di Kamil a sua madre quando erano giovani.

Lo scorso dicembre, infine, è uscito l’ultimo disco – Talizman – il quale era stato anticipato dal singolo omonimo in collaborazione con un’altra voce conosciuta nell’ambiente, quella di Matheo. Il brano, anche se può sembrare molto commerciale e adatto a diventare uno dei tormentoni, ha un che di particolare, quasi esotico che cattura fin dal primo ascolto. È proprio in quest’ultimo disco, poi, che è contenuta la canzone Poczuj Luz – canzone ufficiale dello spot dei succhi Frugo, come accennavo all’inizio e dai ritmi molto molleggiati e reggaeggianti con il sassofono sempre presente che rende il tutto molto sbarazzino e, per dirla all’inglese, da chill out: impossibile non immaginarsi in spiaggia davanti ad un mare cristallino. Di tutt’altra natura il terzo singolo che sta avendo un’incredibile fortuna, la ballata Jak długo jeszcze che, ancora una volta ci fa sorprendere delle capacità di Kamil. Quando l’ha cantata al concerto ero pronta a sentirlo stonare o fare qualche modifica per arrivarci senza problemi e invece… perfetta come la versione registrata. Una piacevolissima sorpresa e una conferma della sua bravura.

Non conosco Kamil Bednarek da molto tempo, non sono una fan di vecchia data. È una scoperta piuttosto recente, forse un paio di mesi, ma fin dal primo ascolto mi colpì la sua voce simpatica e i ritmi vivaci, allegri. Mi trasmise molta positività. Ecco perché non ho esitato un solo istante quando mi si è presentata la possibilità di andare al concerto. Lui è simpaticissimo e non mi meraviglia il successo che sta avendo. Durante tutta la durata del concerto, ha interagito con il  pubblico, ridendo, scherzando e coinvolgendo. Saltava da una parte all’altra del piccolo palco presente al Klub Kwadrat come un bambino che ha aperto i regali di natale. Una scarica di buonumore. Un live che non ha deluso. Ha presentato i suoi brani più famosi facendo cantare tutti e con mia grandissima sorpresa si è cimentato nella cover di Valerie di Amy Winehouse – fattore che gli ha fatto guadagnare altri punti.

Forse Kamil non sarà l’artista del secolo, ma una cosa è certa, l’amore per la musica che trasmette è sincero e genuino. La sua bravura si sta confermando sempre più e possiamo tranquillamente affermare che ci si può aspettare grandi cose da lui. E io, noi, gli auguriamo il meglio, affinchè si tolga un po’ quella patina di mestizia che aleggia sulla musica polacca. C’è molto da scoprire, se si abbandona il sentiero principale.

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