Toruń, viaggio a nord tra leggende e biscotti

Toruń

Toruń è una città che sembra uscita da un libro per bambini, da una fiaba, da una leggenda medioevale e che vive di vita propria, indipendente da tutto e da tutti. È come se si autoalimentasse traendo linfa dall’aurea di mistero storico che si percepisce percorrendo le sue vie e viette acciottolate. È una città non troppo grande situata nel voivodato della Cuiavia-Pomerania, non lontana da Bygdoszcz. Se siete amanti dei grandi spazi, delle metropoli e di quell’aria snob che si respira in città come Varsavia o Milano, allora non è il posto che fa per voi. Se invece siete nostalgici amanti delle storie e della Storia, non vi resta che mettervi in viaggio e lasciarvi conquistare da questo piccolo gioiello in cui il tempo sembra essersi arrestato e che vi farà fare un salto all’indietro di molti, molti anni.

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Fenomenologia di Wojciech Cejrowski

Cejrowski

Su PoloniCult abbiamo parlato spesso di grande reportage polacco e dei suoi maggiori esponenti, partendo da Ryszard Kapuściński per arrivare a Marcin Kącki. Va detto, però, che in Polonia esiste anche un pubblico meno avvezzo a leggere i libri di reportage pubblicati da editori come Czarne o Terra Incognita, ma abituato a viaggiare guardando la televisione. In nessun Paese al mondo, del resto, può esistere solo cultura ‘alta’ in assenza di forme di divulgazione più accessibili e popolari.
Ed è proprio sul piccolo schermo che, a partire dal 2007, si è affermato un viaggiatore e divulgatore sui generis ormai noto a tutti i polacchi: Wojciech Cejrowski. Riconoscibile per la sua camicia batik multicolore, gli occhialini dorati, il volto scottato dal sole e i piedi nudi abbronzati, Cejrowski oggi non si discosta mai da questo look che lo rende simile a un cartone animato.

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