L’anima smarrita – se Joanna Concejo incontra Olga Tokarczuk

L'anima smarrita PoloniCult

Ogni volta che in Italia arriva un nuovo albo illustrato di Joanna Concejo è una festa: non solo per chi gli albi li studia e li colleziona, ma anche per quei lettori occasionali che si ritrovano a sfogliare le novità del settore.
Questo in parte perché la Concejo ha uno stile tra i più riconoscibili ed è impossibile non notarla: nata a Słupsk nel 1977, si è diplomata  all’Accademia di Belle Arti di Poznań nel 1998 ma è a Parigi, dove vive e lavora, che produce da più di un decennio i suoi albi. In Italia i suoi volumi sono tutti pubblicati da Topipittori, casa editrice milanese che è da anni un punto di riferimento per l’illustrazione per l’infanzia – e non solo.

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Opowiadania Bizarne o il caos del mondo

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Opowiadania Bizarne è una raccolta di racconti. Sono dieci e completamente diversi gli uni dagli altri se non per qualche immagine ricorrente. Il lettore non viene preso per mano e condotto passo per passo attraverso posti incantati, in storie di uomini o donne coraggiose; non viene invitato a sedersi davanti al camino per ascoltare una voce calda che narra. Niente di tutto questo. Al contrario viene scaraventato in pasto ad una realtà feroce. Viene sbalzato via dalle sue certezze e sicurezze, da un certo modo ordinario di vedere e percepire il mondo. Ha dunque ragione la quarta quando ci diceva che la Tokarczuk ci fa uscire dalla comfort zone. Però ci sono anche modi e modi di farlo. E lei lo fa con violenza. Alcuni dei racconti sono come una doccia gelida. A voler fare un paragone storico, mi verrebbe da dire che ci troviamo a Sparta e non di certo ad Atene. Se si conosce Pani Olga, si sa già – più o meno – che è un personaggio che fa molto parlare di sé e con determinate caratteristiche. Ebbene, credo che questa volta si sia superata.

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Pokot – ode pagana a un’altra Polonia

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«Pokot mette in scena una narrazione anticattolica e antipolacca e non dovrebbe rappresentare la Polonia a prestigiosi festival cinematografici internazionali, fra questi il Premio dell’American Film Academy del 2018». Questo il titolo di una petizione formale inviata da associazioni di stampo cattolico e patriottico al ministro della cultura Piotr Gliński dopo che l’Istituto Cinematografico Polacco (PISF) ha annunciato la scelta proprio del film di Agnieszka Holland come candidato agli Oscar 2018. La risposta immediata del PISF è stata altrettanto netta: «Pokot è e resta il candidato polacco agli Oscar per quest’anno, il suo ritiro non è in discussione». Il film d’altronde è attualmente in programmazione negli Stati Uniti (con il titolo ben meno evocativo di “Spoor”) dove sta raccogliendo buon successo di pubblico e di critica anche sulle colonne dell’Hollywood Reporter.

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Il puzzle dell’esistenza umana.

Il mondo narrativo di Olga Tokarczuk Olga Tokarczuk (Sulechów, 1962) è una delle scrittrici più acclamate della letteratura polacca contemporanea, apprezzata sia dal pubblico che dalla critica. da tempo ormai è la scrittrice più letta e più nota in patria, cosa che le è valsa svariate volte la candidatura al…

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