Amica Wronki – pallone e cucine dalla provincia in Europa

Lungo la strada che da Poznań porta a Stettino, dopo aver percorso una sessantina di chilometri, ci si imbatte nella cittadina di Wronki. Nessuno direbbe che questo centro di undicimila anime e poco più si distingua granché dal microcosmo dei sobborghi polacchi, ma Wronki non è un nome qualunque nella geografia locale. Qualcuno la ricorda per il suo penitenziario, il più grande di tutta la Polonia, qualcun altro perché sede di Amica, colosso degli elettrodomestici, ma quello che a noi più interessa oggi è la sua squadra di calcio, che dal 1992 al 2006 portò a Wronki cinque trofei nazionali e altrettante apparizioni in competizioni europee prima di venire smembrata e ingoiata da logiche più grandi. Quella squadra era l’Amica Wronki.

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2013 – l’anno che a Wimbledon si parlò polacco.

Wimbledon

Wimbledon è qualcosa di talmente antico e atavico che non ha bisogno di aggettivi. Il nome ufficiale del torneo, infatti, è “The Championships”. Non serviva aggiungere altro all’epoca, le specificazioni servono a differenziare, Wimbledon era unico. E continua a esserlo, nonostante tutto, nonostante il tennis abbia compiuto una metamorfosi totale del suo ruolo, da passatempo nobile e poi borghese a sport diffuso a livello mondiale. E nonostante il calendario professionistico copra quasi tutte le settimane dell’anno, l’ultima di giugno e la prima di luglio brillano di una luce propria, la luce di Wimbledon, che consegna i suoi protagonisti alla storia di questo sport. Com’è successo a Jerzy Janowicz e Łukasz Kubot il 3 luglio del 2013.

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Yared Shegumo, la corsa del polacco d’Etiopia

Shegumo

Si chiama Yared Shegumo ed è nato ad Addis Abeba, la capitale dell’Etiopia, nell’83. Di mestiere fa il maratoneta e il 21 agosto gareggerà ai Giochi di Rio de Janeiro. La speranza è quella di competere per una medaglia. A trentatré anni compiuti, questa potrebbe essere la prima e ultima occasione per salire sul podio olimpico. Yared, però, non corre per la nazione in cui è nato e cresciuto, bensì per quella che lo ha accolto diciassette anni fa: la Polonia.

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L’inarrestabile marcia di Robert Korzeniowski

Korzeniowski

A ventotto anni appena compiuti, Robert Korzeniowski non era uno sconosciuto, ma neanche uno dei principali favoriti della vigilia. Correva a livello internazionale sin dall’87 alternandosi fra la 20 e la 50 km di marcia e i suoi risultati erano in crescita. Sulla distanza dei ventimila metri aveva ottenuto un quarto posto agli Europei di Spalato del ’90 e due ori alle Universiadi del ’91 e nel ’93. Un anno prima della rassegna olimpica si era invece aggiudicato un bronzo nella 50 km, ai mondiali di atletica tenutisi a Goteborg. Quella di Atlanta era la sua seconda Olimpiade. A Barcellona gli era andata male: ritirato nella 20 e squalificato nella 50 km.

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