Kronika sportowa – Lo sport polacco alla radio

Kronika sportowa

La radio, da sempre, è un mezzo fondamentale per raccontare lo sport. Ogni paese, in Europa e nel mondo, ha un programma icona a riguardo. Alla famiglia non può che appartenere anche la Polonia. A riguardo, il suo biglietto da visita è Kronika Sportowa, la sua trasmissione radiofonica in materia più longeva, tuttora in onda da lunedì a sabato alle 22.37 su Jedynka, il canale ammiraglia di Polskie Radio, vale a dire l’emittente di bandiera. Ha da poco compiuto 65 anni, età che non dimostra. Grazie alla sua squadra di giornalisti, la maggior parte formati in casa, racconta in venti minuti i fatti sportivi della giornata con contributi in esterna e da studio: professionalità, attenzione ma, soprattutto, ritmo, decretano ancora oggi la buona riuscita del notiziario.

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I media sportivi polacchi – la carta stampata

Media sportivi polacchi

Frasi che fanno capire il mondo legato all’informazione sportiva in Polonia, un mercato con molti attori ma che non raggiunge il livello di fanatismo e spionaggio che invece risiede in altri paesi. Non a caso, nelle edicole di tutto il territorio polacco, si può trovare solamente un quotidiano a riguardo, Przegląd Sportowy: il resto dell’offerta è composto da siti internet, alcuni dei quali piuttosto importanti; da (pochi) settimanali dedicati a una singola disciplina e dalla tv, libera e a pagamento (Canal+).

Lo spazio riservato alle singole discipline, invece, dipende dai periodi ed è piuttosto vario. In Polonia, naturalmente, il calcio è lo sport più seguito ma lo żużel (speedway), il salto con gli sci, l’atletica leggera e la pallavolo detengono una fetta considerevole della narrazione arrivando poi a essere il tema di giornata quando sono in programma avvenimenti importanti. Nell’edizione di lunedì 27 gennaio, per fare un esempio, la scomparsa di Kobe Bryant non ha avuto lo spazio principale nella copertina di Przegląd Sportowy in quanto Kamil Stoch, due volte medaglia d’oro olimpica nel salto con gli sci, ha vinto lo stesso giorno la gara di Coppa del Mondo della specialità a Zakopane.

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Bartosz Zmarzlik, l’eroe timido dello speedway

Zmarzlik cover

L’anno sportivo polacco si apre con l’attesissima premiazione di Przegląd Sportowy, in calendario a Varsavia. Nella circostanza si assegna il titolo di miglior atleta della stagione precedente, stabilito dai lettori del quotidiano tramite sondaggio. A portare a casa l’oscar per quanto riguarda il 2019 è stato Bartosz Zmarzlik, classe 1995, campione mondiale in carica di speedway: si tratta del secondo interprete della disciplina a conquistare il riconoscimento vent’anni dopo Tomasz Gollob, miglior sportivo nel 1999 e suo mentore. Va detto: era altamente probabile che a vincere il trofeo, giunto all’85esima edizione, fosse lui. Ma a sorprendere è stato il margine con cui si è aggiudicato il premio, cioè con ben 23.000 preferenze in più rispetto a una divinità come Robert Lewandowski, bomber del Bayern Monaco e della nazionale, giunto per la terza volta nella sua carriera in seconda posizione. A completare il podio Paweł Fajdek, atleta in grado l’anno scorso di vincere il quarto titolo iridato nel lancio del martello. Zmarzlik, timido e riservato, sembrava in imbarazzo dopo aver ricevuto il premio, tanto che pareva volersi scusare con Lewy per un atto di lesa maestà. Un’immagine che più di tante altre ha riassunto il centauro, caratterialmente distante anni luce dal comportarsi come una star, sebbene se lo possa permettere vista la popolarità di cui gode e l’importanza dello sport che pratica (in Polonia lo żużel è secondo solo al calcio).

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Pani Anita. La signora del martello.

Anita Włodarczyk PoloniCult

Il 2020 sarà l’anno dei Giochi Olimpici di Tokyo. Alla manifestazione, che avrà inizio il 24 luglio, mancano poco più di 200 giorni. Naturalmente i media – polacchi e non solo – se ne occuperanno in maniera approfondita a partire dalla prossima primavera. Noi di PoloniCult giochiamo d’anticipo, anche perché la missione a cinque cerchi è già iniziata per tutte le nazioni che vi prenderanno parte e, naturalmente, per gli atleti, che sognano una medaglia che rimarrà per sempre nei loro ricordi.

Anita Włodarczyk, di medaglie olimpiche, ne ha già conquistate due ed entrambe sono del metallo più prezioso, dato che ha vinto i Giochi sia nel 2012 a Londra sia nel 2016 a Rio De Janeiro. La martellista, classe 1985, sarà una delle stelle della nazionale e in Giappone metterà nel mirino il terzo titolo: in caso di successo, andrebbe a raggiungere al secondo posto degli atleti biancorossi più medaglista di sempre Irena Szewińska, la più grande sportiva nazionale di ogni tempo, oro nella 4×100 proprio a Tokyo nel 1964, nei 200 a Città del Messico nel 1968 e nei 400 a Montreal nel 1976.

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La Polonia verso Euro2020

La nazionale polacca di calcio, per la quarta volta di fila, disputerà i campionati europei nel 2020. Il fatto che i biało-czerwoni partecipino ininterrottamente alla manifestazione da 12 anni è di per sé un grande risultato, considerato che nelle otto rassegne precedenti – cioè dal 1960 al 2004 – non vi avevano mai preso parte: un fatto decisamente curioso, considerato soprattutto i successi a livello mondiale della nazionale dal 1972 al 1986. Far parte in maniera costante dell’élite europea è già un motivo per essere soddisfatti eppure i polacchi non sono del tutto soddisfatti. Perché alleggia un certo pessimismo? Perché, tra appassionati e addetti ai lavori, si pensa che la miglior generazione di giocatori da molti anni a questa parte, nel 2020, non possa comportarsi alla grande ai campionati europei? E quali saranno le reali prospettive della squadra?

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Guida all’Ektstraklasa 2019/20

Ekstraklasa

Con la partita delle 18 di venerdì 21 luglio tra Arka Gdynia e Jagiellonia Białystok, scatta la novantaduesima edizione del massimo campionato di calcio polacco, l’Ekstraklasa. Trentasette i turni in programma (trenta di stagione regolare, sette di post-season tra poule-scudetto e poule-salvezza), per un torneo che si chiuderà il weekend del 22 e 23 maggio. Sedici i club al via.

La domanda che circola con maggiore insistenza tra gli appassionati e gli addetti ai lavori è una: chi succederà al Piast Gliwice nell’albo d’oro? Un interrogativo che sottintende una certezza: nessuno pensa che i niebiesko-czerwoni siano in grado di ripetere l’incredibile impresa dell’anno scorso, quando riuscirono a conquistare il loro primo titolo nella storia sorpassando a sorpresa il Legia Warszawa a tre turni dalla fine del campionato. A proposito di Legia, per molti il favorito rimane, come ogni volta, il club della capitale, nonostante la faticosa qualificazione al secondo turno di Europa League con i dilettanti dell’Europa Fc di Gibilterra.

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Tour ragionato per gli stadi polacchi

stadi polacchi narodowy

La Polonia calcistica, negli ultimi anni, è particolarmente apprezzata dagli sportivi per la bellezza dei suoi stadi. Complice l’organizzazione dei campionati continentali del 2012, primo grande evento legato al football imbastito da queste parti, il Governo – assieme ai Comuni –, approfittando anche in alcuni casi di fondi provenienti dall’Unione Europea, hanno deciso di ristrutturare se non addirittura di costruire da zero alcuni impianti (il primo esempio è il Pge Naradowy di Warszawa, l’attuale casa della nazionale). Il risultato è che la “moda” ha contagiato gran parte delle città del Paese, tanto che la Polonia è poi stata capace di ospitare anche in virtù della qualità dei suoi stadi i campionati Europei under 21 del 2017 e il torneo mondiale under 19 in corso di svolgimento. Non solo: nel 2020 Danzica, con la sua splendida Pge Arena, sarà il teatro della finale di Europa League. Durante i miei viaggi ho potuto visitare molti impianti e per questo ho deciso di segnalarne i dieci a mio avviso maggiormente significativi. Il numero dieci è un omaggio al Piast Gliwice, squadra dell’Alta Slesia che ha vinto recentemente il primo campionato nazionale della sua storia.

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Raków Częstochowa – la forza della programmazione

Raków Częstochowa

A un piccolo club che taglia un grande traguardo vengono sempre associate parole come “favola” o “miracolo”. Sono definizioni forti, usate soprattutto per incuriosire il lettore e per portarlo ad approfondire la materia. A volte, bisogna essere onesti, la scelta è appropriata; altre volte lo è meno. Può infatti capitare che il successo sia figlio di una strategia e di una visione aziendale ben precisa, portata avanti con un piano pluriennale. È il caso del Raków Częstochowa, società dell’Alta Slesia, neopromossa in Ekstraklasa dopo 21 anni di assenza.

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