La solida tradizione dei portieri polacchi

Portieri polacchi

Nell’ultima parte di stagione si è parlato molto di Bartłomej Drągowski: se n’è discusso tanto in Italia perché, con la maglia dell’Empoli, ha disputato più di un paio di partite eccellenti, l’ultima delle quali con l’Inter al Meazza; in Polonia è stato argomento di discussione perché, forte di queste prestazioni, pare abbia rifiutato di ricoprire il ruolo di vice di Kamil Grabara ai campionati Europei under 21: sembra si aspettasse la maglia da titolare, il giocatore di Białystok, quando invece nessuno osava toccare le gerarchie precedentemente stabilite. Risultato? Drągowski seguirà la manifestazione da casa, ufficialmente a causa di un infortunio. Ciò non toglie il fatto che il futuro sia dalla sua e che sia l’ennesimo prodotto di una grande scuola: per quanto riguarda i portieri la Polonia ha una tradizione d’oro, che parte degli anni ’60, arriva sino ai giorni nostri anche se non sempre – ma, va detto, spesso non per colpa loro – gli estremi biancorossi hanno militato in grandi club europei.

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