A spasso per Kazimierz tra le mie botteghe color cannella

Kazimierz PoloniCult

Ad essere precisi Kazimierz non è una città bensì uno dei quartieri di Cracovia, eppure gode di una sua certa autonomia – è contemporaneamente parte della suddetta e luogo a sé stante, come d’altronde ci dice la storia. Kazimierz venne fondata infatti come città separata dal re Casimiro III (da cui prende appunto nome). Poiché ci riferiamo a secoli e secoli fa, la geografia del luogo era così diversa che lo era anche il corso della Vistola, il quale separava le due città. All’espulsione degli ebrei da Cracovia, questi andarono a trasferirsi proprio lì, a Kazimierz, ponendo le basi per quello che conosciamo oggi come il vecchio quartiere ebraico.

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Alla ricerca del tempo perduto – o i Bar Mleczny cracoviani

Si sa che la Polonia è un po’ la patria delle contraddizioni e quindi, in una – se non LA – strada principale dello Stare Miasto di Cracovia, si trova un residuo del tempo che fu: proprio in Ulica Grodzka, tra Mariacki e Wawel – due dei gioielli dell’antico splendore cracoviano- c’è il Bar Mleczny Pod Temidą un timido residuo della Polonia post-guerra, di quel periodo in cui l’intero Paese cercava di sopravvivere.

Snobbati da tutti i sofisticati, questi posti sopravvivono ancora oggi e offrono un ottimo specchio di osservazione sociale che non può non attirare l’attenzione di giovani poloniste con un certo interesse antropologico. Cracovia, essendo una città importante, ha un vasto campionario di Bar Mleczny di cui a breve vi parlerò, ma prima due parole sulla loro genesi, affinché tutte le considerazioni postume possano essere ben comprese.

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Zbigniew Herbert saggista, un inedito in italiano.

Zbigniew Herbert è stato uno dei più grandi poeti europei del Secondo Dopoguerra. Pur non ottenendo gli stessi riconoscimenti internazionali di Czesław Miłosz e Wisława Szymborska, Herbert gode oggi in Polonia di una reputazione paragonabile a quella dei due premi Nobel per la letteratura.

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L’incredibile storia di Wojtek, l’orso soldato

Wojtek

Wojtek era il nome di un orso, che servì fedelmente (a suo modo) la 22° Compagnia Trasporti del 2° Corpo d’Armata polacco dal 1942 al 1947. Con i suoi 250 kg di peso e quasi due metri di altezza la presenza di Wojtek nell’esercito non passava inosservata e lo distingueva dalle altre mascotte presenti al campo. All’epoca tra i soldati era molto comune avere dei piccoli animali domestici come mascotte con il principale scopo di tenere alto il morale tra i commilitoni e rallegrare, per quanto possibile, la loro esperienza in guerra. Si trattava di solito di cani, gatti, o al massimo caprette, ma un orso-soldato non si era mai visto prima di Wojtek.

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Praga, la Varsavia dove il tempo si era fermato.

Praga PoloniCult

Chi arriva a Varsavia spesso lo ignora, ma la capitale polacca è in realtà l’unione di due città, quasi come Budapest. Se i quartieri della sponda occidentale della Vistola comprendono la Stare Miasto, i principali monumenti del potere civile, politico e religioso nonché lo splendido parco reale di Łazienki, a est del fiume si trova Praga. Scritto proprio così.

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Le presidenziali in Polonia ai tempi di facebook

Il parlamento italiano ha eletto il Presidente della Repubblica da pochi giorni catalizzando l’attenzione dei media e dei cittadini in modo notevole. Anche in Polonia presto ci sarà un nuovo Presidente della Repubblica, ma le presidenziali in Polonia hanno un peso molto diverso non tanto per i poteri -relativamente simili- quanto per il fatto che si tratta di un’elezione diretta. Cosa vuol dire eleggere il Presidente della Repubblica per la Polonia di oggi?

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Janusz Korczak, dalla parte dei ragazzi

Korczak PoloniCult

“I bambini non sono più sciocchi degli adulti, hanno solo meno esperienza”. (Janusz Korczak) – di Lorenzo Berardi – La figura del medico e scrittore Janusz Korczak è nota in Italia soprattutto presso insegnanti e studenti di pedagogia, ma è conosciuta da almeno quattro generazioni di polacchi che spesso sono…

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Il jazz in Polonia, storie di musica, żal e libertà.

Dal bebop al żal. Come il jazz in Polonia è diventato la voce della libertà. di Claudia Vicini Pensare al jazz in chiave polacca potrebbe sembrare inusuale all’orecchio di molti esperti del settore. D’altronde, tutti ben sanno che il jazz è un vanto tutto americano, è il sangue che scorre…

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