Il Lech ha fatto scuola – viaggio nella cantera del calcio polacco

 

Specialmente in Italia ma anche in Germania, i giocatori polacchi, in particolari i più giovani, sono diventati molto richiesti negli ultimi cinque anni. Al di là delle qualità intrinseche degli stessi calciatori, che vanno dalla grande forza fisica all’ottima disponibilità al lavoro, il motivo per cui sono ricercati va anche trovato nell’ottimo lavoro svolto da parte delle società di origine, frutto di una politica che nell’ultimo decennio ha visto puntare i club in maniera decisa sul vivaio. In questo senso si può dire che il precursore sia stato il Lech Poznań.

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Tutti contro Brzęczek. Il 2020 della Polonia di un ct criticato

Brzeczek Polonia Nazionale

Bilancio del 2020 per la nazionale polacca guidata da Jerzy Brzęczek, tra alti e bassi verso Euro2021 – di Alberto Bertolotto – Per il secondo anno di fila la Polonia non ha brillato in termini di risultati. Ha fatto il suo, si è guadagnata un’ampia sufficienza per quanto raccolto ma…

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Gdynia – la giovane centenaria del Baltico

Gdynia

Non sempre è facile avere la prospettiva giusta per capire quanto è lungo un secolo. Può aiutare allontanarci dai nostri luoghi consueti e guardare alla costa baltica. Un viaggiatore partito da Danzica e diretto a occidente, nel 1919 avrebbe incontrato un villaggio di pescatori. Poche famiglie, qualche baracca, barche in attesa di prendere il mare. Nello stesso luogo oggi sorge una città di quasi 250.000 abitanti, il più grande centro urbano non capoluogo di regione in Polonia. Parliamo di Gdynia, la giovane regina del Baltico.

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Żyrardów – la città di una fabbrica, la fabbrica di una città

Zyrardow cover

Nelle stazioni della rete suburbana di Varsavia, si possono incontrare due tipi di treni. I primi sono rossi, piccoli, bene illuminati, pieni di pendolari e biciclette, e a volte anche di turisti con la valigia. Sono i treni della Szybka Kolej Miejska, la linea urbana veloce che collega le stazioni interne della capitale polacca a quelle dell’hinterland metropolitano. I locali li chiamano eskaemki, sonorizzando le consonanti della sigla, SKM appunto, e aggiungendo quel suffisso –ki (ka, al singolare) che sa un po’ di vezzeggiativo. Poi ci sono dei treni un po’ più vecchi, dipinti di un verde che un tempo deve essere stato brillante, spesso la luce dentro è scarsa, e li popolano perlopiù lavoratori stanchi o assonnati che arrivano a Varsavia da un po’ più lontano. Sono i treni delle ferrovie della Masovia, Koleje Mazowieckie, e nel gergo dei pendolari sono i kaemki.

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Kronika sportowa – Lo sport polacco alla radio

Kronika sportowa

La radio, da sempre, è un mezzo fondamentale per raccontare lo sport. Ogni paese, in Europa e nel mondo, ha un programma icona a riguardo. Alla famiglia non può che appartenere anche la Polonia. A riguardo, il suo biglietto da visita è Kronika Sportowa, la sua trasmissione radiofonica in materia più longeva, tuttora in onda da lunedì a sabato alle 22.37 su Jedynka, il canale ammiraglia di Polskie Radio, vale a dire l’emittente di bandiera. Ha da poco compiuto 65 anni, età che non dimostra. Grazie alla sua squadra di giornalisti, la maggior parte formati in casa, racconta in venti minuti i fatti sportivi della giornata con contributi in esterna e da studio: professionalità, attenzione ma, soprattutto, ritmo, decretano ancora oggi la buona riuscita del notiziario.

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Kastor – il volto noir della Polonia anni ’90

Kastor

Dicono quelli bravi: il noir è un genere brillante nel modo in cui, con il pretesto di una storia criminale, racconta ambizioni e paure di uno spaccato di società. Se crediamo a questa prospettiva, allora Kastor di Wojtek Miłoszewski (W.A.B. 2018) è davvero un grande noir e un romanzo che tutti dovrebbero leggere per conoscere la Polonia di oggi. Un titolo in grado di fare compagnia a scaffale a gente come il nostro Massimo Carlotto, per dirne una.

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I media sportivi polacchi – la carta stampata

Media sportivi polacchi

Frasi che fanno capire il mondo legato all’informazione sportiva in Polonia, un mercato con molti attori ma che non raggiunge il livello di fanatismo e spionaggio che invece risiede in altri paesi. Non a caso, nelle edicole di tutto il territorio polacco, si può trovare solamente un quotidiano a riguardo, Przegląd Sportowy: il resto dell’offerta è composto da siti internet, alcuni dei quali piuttosto importanti; da (pochi) settimanali dedicati a una singola disciplina e dalla tv, libera e a pagamento (Canal+).

Lo spazio riservato alle singole discipline, invece, dipende dai periodi ed è piuttosto vario. In Polonia, naturalmente, il calcio è lo sport più seguito ma lo żużel (speedway), il salto con gli sci, l’atletica leggera e la pallavolo detengono una fetta considerevole della narrazione arrivando poi a essere il tema di giornata quando sono in programma avvenimenti importanti. Nell’edizione di lunedì 27 gennaio, per fare un esempio, la scomparsa di Kobe Bryant non ha avuto lo spazio principale nella copertina di Przegląd Sportowy in quanto Kamil Stoch, due volte medaglia d’oro olimpica nel salto con gli sci, ha vinto lo stesso giorno la gara di Coppa del Mondo della specialità a Zakopane.

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Janusz Zajdel – l’altro padre della fantascienza polacca

Zajdel

A guardarlo in foto, sembra a tutti un volto familiare. I capelli lunghi, la barba curata, gli occhiali spessi a fondo di bottiglia. Potrebbe essere benissimo un qualche cugino di nostro padre un po’ troppo preso dai Beatles negli anni ’70, o magari un cantautore impegnato. I lettori toscani, umbri, emiliani o di quelle parti lì potrebbero cercare una qualche foto d’epoca di una festa dell’Unità e trovare due o tre uomini lì immortalati che gli somigliano tanto.

Ma l’uomo in foto non è un cantautore, né un fan dei Beatles né tantomeno un militante del Pci dei tempi belli. È invece un fisico polacco, appassionato lettore e scrittore di fantascienza. Uno che a quel genere ha dato tanto, al punto che oggi il più importante premio per la narrativa di fantascienza in Polonia porta il suo nome: premio Janusz Zajdel.

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I dieci calciatori polacchi più forti di sempre

Lubanski dieci calciatori polacchi polonicult

Da quando ho iniziato a interessarmi di calcio polacco, la domanda che più spesso mi viene posta è soprattutto una: “Qual è il giocatore polacco più forte di sempre?”. È un quesito stimolante, che dà vita a un dibattito potenzialmente infinito perché la risposta non è per nulla semplice: si mettono a confronto epoche diverse, in cui lo sport inevitabilmente cambia e si inseriscono delle variabili che gli appassionati pesano in maniera diversa. Tuttavia, è al contempo giusto provare a dare vita a una graduatoria che, al di là delle conoscenze più o meno approfondite e quindi più o meno accreditate, rimane sempre ed esclusivamente personale. Visti i miei studi in materia, considerata la mia idea calcistica, ecco la mia classifica dei dieci calciatori polacchi più forti di sempre.

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A spasso per Kazimierz tra le mie botteghe color cannella

Kazimierz PoloniCult

Ad essere precisi Kazimierz non è una città bensì uno dei quartieri di Cracovia, eppure gode di una sua certa autonomia – è contemporaneamente parte della suddetta e luogo a sé stante, come d’altronde ci dice la storia. Kazimierz venne fondata infatti come città separata dal re Casimiro III (da cui prende appunto nome). Poiché ci riferiamo a secoli e secoli fa, la geografia del luogo era così diversa che lo era anche il corso della Vistola, il quale separava le due città. All’espulsione degli ebrei da Cracovia, questi andarono a trasferirsi proprio lì, a Kazimierz, ponendo le basi per quello che conosciamo oggi come il vecchio quartiere ebraico.

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