PoloniCultori: Angelika Kuźniak – io e Papusza.

Papusza è un personaggio che sfugge alle definizioni. Come potrebbe essere altrimenti con una poetessa polacca di etnia romani nata non si sa bene quando e non si sa bene dove e che, se non fosse stato per l’opera divulgativa di Jerzy Ficowski, sarebbe rimasta una perfetta sconosciuta? Eppure, o forse proprio per questo, Papusza è un personaggio che affascina e colpisce, una donna incolta e semplice, sofferente e profonda. Una donna che è stata raccontata in un film del 2013 firmato da Krzysztof Krauze e un anno prima anche da un libro perfettamente calibrato tra delicatezza e approfondimento uscito per Czarne e firmato da Angelika Kuźniak. Il titolo? Semplicemente e genuinamente, Papusza.

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Le avventure di Sindbad il marinaio: una e mille fiabe sulla vita

Le avventure di Sindbad il marinaio - Lesmian

Che mi piaccia leggere è un dato di fatto o non sarei qui a scrivere di libri. C’è però una cosa che mi piace ancora di più ed è ascoltare storie – siano esse fiabe o resoconti di amici su viaggi bizzarri. Il massimo, poi, è mettere insieme le due questioni: ascoltare storie sui libri, su come i loro proprietari ne siano entrati in possesso, perché e in che modo siano legati ad essi. Purtroppo, la maggior parte delle volte entriamo semplicemente in libreria e compriamo un libro, o lo leggiamo per l’università, o lo chiediamo in prestito in biblioteca – a volte però, e chissà come mai questi poi diventano i nostri preferiti – taluni giungono a noi in modo bizzarro e si portano addosso storie colorate e avventurose. È il caso del libriccino di cui vi parlerò oggi: per ben due volte e da due persone diverse ho ascoltato cosa si cela dietro questo testo e posso dire che anche io ne sono entrata in possesso in modo del tutto inaspettato assicurando così un’altra avventura a questo piccolo tesoro – Le avventure di Sindbad il marinaio.

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Szymborska. Un alfabeto del mondo

Szymborska

Perché Szymborska sia divenuta in Italia un vero e proprio fenomeno “pop” soprattutto a partire dal 1996, anno di conferimento del premio Nobel, è domanda a cui Luigi Marinelli tenta di rispondere nel saggio che chiude il volume di cui parliamo oggi: La fiera dei miracoli, ovvero Wisława Szymborska (e lo szymborskismo) in Italia. Le risposte che lo studioso ci offre sono, io credo, tutte riassumibili sotto l’etichetta calviniana di “leggerezza”, categoria che già il traduttore italiano della poetessa, Pietro Marchesani, aveva impiegato nella postfazione all’antologia da lui stesso curata Vista con granello di Sabbia (1998).

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Stanisław Barańczak, fra Polonia e Nuovo Mondo.

Una premessa è d’obbligo. A oggi non esistono traduzioni italiane tanto dei versi quanto dei saggi di Stanisław Barańczak. Si tratta di una lacuna considerevole e inaspettata e che ci si augura venga presto colmata. La speranza è che, sottovoce, queste righe possano essere d’incoraggiamento in tal senso. Perché ha senso scrivere di Barańczak oggi pur in assenza di uno qualsiasi dei suoi non numerosi scritti nella sempre più ampia selezione italiana della Polonia a scaffale?

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Ewa Lipska. Cara signora Schubert…

La lirica epistolare di Ewa Lipska di Salvatore Greco Roberto Vecchioni alle lettere d’amore ha dedicato una delle sue canzoni più belle. “Anche quando la guardi, anche mentre la perdi, quello che conta è scrivere” dice in due versi particolarmente riusciti. Difficile credere che Ewa Lipska conosca Vecchioni, ed è…

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Wisława Szymborska. Le piccole cose in versi.

Sfogliare la poesia per sfogliare la Polonia di Salvatore Greco Il primo passo che deve fare chi si avvicina alla Polonia a scaffale è un passo fisico verso uno scaffale fisico. Il passo, appunto, che da qualsiasi scaffale di qualsiasi libreria stiate visitando vi porta verso lo scaffale della poesia.…

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