A tale of two cities: Nowa Huta

Nowa Huta – so many things.

From a merely cadastral standpoint, Nowa Huta is the easternmost district of Krakow, the XVIII. It is, also, one of the few places in Poland inhabited without gaps since the Neolithic Era; subsequently, the site is home to a large Celtic outpost as well as to the country’s oldest Slavic settlement. Later on, it appears to be linked with the city’s eponymous founder, Krakus, and with his daughter, whose mortal spoils rest underneath the Wanda Mound (Kopiec Wandy), a few kilometres away [1].

Still afterwards, Nowa Huta becomes grange to the Cistercian monastery of Mogiła. In due course the outskirts of the yet-to-be-recognised district are included in the border between territories controlled by Austria-Hungary and Russia. After 1945, the socialist regime decides to erect a satellite city combined with a vast industrial complex, in part to attract people from the countryside and to abash the resistance of the city’s middle class.

In Polish, Nowa Huta means “New Steelworks”.

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Nowa Huta – I, too, am Cracow

Nowa Huta Oggi

La settimana scorsa Roberto alla fine del suo articolo scriveva “Non c’è presente senza cura del passato e delle sue tracce” e questa sua frase mi ha fatto venire in mente una cosa che scrissi io in un saggio di sociologia in cui descrivevo due tipologie di villaggi operai, Nowa Huta e Crespi d’Adda. Proprio in conclusione del saggio mi riferivo all’umanità che abita Nowa Huta come “persone che vivono confrontandosi continuamente con il passato ma guardando avanti”. E oggi cercherò di dimostrarlo.

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L’altra Cracovia: Nowa Huta

Prima delle due puntate di Life.pl dedicate al quartiere cracoviano di Nowa Huta – di Roberto Reale – Cos’è Nowa Huta Nowa Huta è tante cose. Amministrativamente è un distretto di Cracovia: il XVIII, il più orientale, abitato senza soluzione di continuità fin dal neolitico. Sede di un insediamento celtico,…

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