PoloniCultori – Intervista a Piotr Paziński

Pazinski

Intervista video a Piotr Paziński, giovane scrittore varsaviano, autore de La Pensione  – di Salvatore Greco – Un giorno di novembre del 2012, mentre ero a Varsavia, sono entrato in libreria spinto dal prosaico bisogno di ripararmi da un temporale. Curiosando tra i libri esposti, senza essere davvero in cerca…

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Magda Szabó – La porta

Szabo

La Porta di Magda Szabó è il romanzo protagonista della nuova incursione in Ungheria del treno di ESTensioni – di Lorenzo Berardi – L’Ungheria torna a fare capolino sulle colonne di PoloniCult con una delle opere più note di un’autrice magiara capace di riscuotere un notevole successo internazionale. ‘La porta’…

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1958 Estación Gombrowicz

La pubblicazione in Argentina della novella “1958 estación Gombrowicz” di Lucas Daniel Cosci rappresenta una ghiotta occasione per riflettere su Gombrowicz uno degli autori più controversi del panorama letterario polacco e sulla sua relazione con il paese che lo ospitò per quasi un lustro, autore controverso sia per la scrittura irriverente che per le vicende personali romanzate e trasfigurate da lui stesso nelle sue varie opere e poi descritte in forma esplicita nel diario intimo pubblicato postumo dalla moglie Rita.

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Acciaio contro acciaio – di Singer, Varsavia e Grande guerra.

Acciaio contro acciaio

È opinione diffusa tra gli appassionati di storia contemporanea che la Seconda guerra mondiale goda di una fortuna editoriale ben maggiore rispetto a quella della Prima con una quantità di titoli rivolti alle vicende del conflitto scatenato dalla Germania di Hitler di molto superiore a quelli della Grande guerra. Una tendenza simile si rispecchia spesso anche in letteratura, per questo l’uscita nella Biblioteca Adelphi del romanzo Acciaio contro acciaio di Israel J. Singer ambientato proprio negli anni tra il 1915 e il 1917 appare particolarmente interessante anche per vedere dalle mani di un grande narratore un pezzo di storia bistrattato dai più.

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Sławomir Mrożek – L’elefante

Elefante

Occorre sfatare un mito. Le letture per l’estate possono essere intelligenti. E non necessariamente deve trattarsi di voluminosi tomi rimasti a lungo sul comodino in attesa delle sospirate vacanze.  Prendiamo, ad esempio, un autore ben noto al pubblico di Polonicult – Sławomir Mrożek – e una delle sue raccolte di racconti più celebri: “L’elefante” (Słon).

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Apologia di un classico. Ślub: dramma sull’esistenza in tre atti

Slub

Parlando di classici polacchi e pensando a Gombrowicz, il collegamento principale è senza ombra di dubbio Ferdydurke. Ma visto che con questa serie di articoli vogliamo togliere un po’ di polvere a libri che da troppo tempo sono finiti nelle retrovie delle nostre biblioteche, o peggio ancora, non ci sono proprio arrivati, colgo l’opportunità di raccontarvi di Ślub, testo che rimane sempre in disparte.

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Karel Čapek, di robot e salamandre

Čapek

Ed è proprio percorrendo e ripercorrendo palmo a palmo i titoli presenti al primo piano del Richard Booth Bookshop che mi sono imbattuto in una raccolta di racconti di un autore a me allora noto da poco, ma già molto apprezzato: Karel Čapek. Noto a molti per avere inventato il termine ‘robot’ nell’accezione che oggi conosciamo di automa semovente dotato di intelligenza artificiale, Čapek è stato un autore dalla fantasia sconfinata.

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Ota Pavel, rompere il ghiaccio in Boemia

Ota Pavel

La cittadina boema di Buštěhrad si trova a una ventina di chilometri da Praga. Il turista qui arriva soltanto per caso. Ed è un peccato. Due o tremila anime in croce, le rovine di uno splendido castello rinascimentale in cima a una collinetta e la mole barocca dell’ex birreria imperiale sulle sponde di due laghetti artificiali creati ‘per il diletto dei cittadini’. Dal 2002 il visitatore di passaggio approdato nel borgo sulla strada per la capitale ceca può dedicare un’ora scarsa del proprio tempo a un piccolo museo ospitato in una casetta dalle tinte pastello. Una sola ampia stanza ma tirata a lucido e ricolma di memorabilia, fotografie, sbiaditi articoli di giornale, poster e aspirapolvere anteguerra. Il Muzeum Oty Pavla u rotta è dedicato alla vita e agli scritti del cittadino di gran lunga più celebre di Buštěhrad, Otto Popper, meglio noto come Ota Pavel.

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Lo strano caso di Jerzy Kosiński

Jerzy Kosinski

La capacità di scrivere in una lingua diversa da quella natia non appartiene a molti autori. Ancora meno sono gli scrittori riusciti a convincere pubblico e critica pubblicando libri o romanzi non nella propria lingua madre. Padroneggiare un altro linguaggio quasi alla perfezione non è spesso ritenuto sufficiente da scrittori già affermati per decidere di accantonare la propria lingua d’elezione.

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Sankja, o della rivoluzione fatua.

San'kja

Quasi di diritto un classico della letteratura russa contemporanea, Sankja è uscito nel 2006 dall’abile penna di Zachar Prilepin e dal 2009 possiamo apprezzarlo in italiano grazie alla traduzione di Enzo Striano e naturalmente all’opera inestimabile dell’editore Voland. Sankja non può essere un eroe e nemmeno un picaresco antieroe, ma non si può non solidarizzare con lui nella sua goffa ingenuità, nella sua rabbia senza sbocco e nella sua sofferenza senza apparente spiegazione. Leggere delle sue disavventure è dunque un tuffo nella Russia più profonda dell’oggi…

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