Stefan Grabiński. Il lato oscuro del progresso

Grabinski

Qualche mese fa ero ospite di una famiglia polacca in un remoto angolo del voivodato di Masovia a un tiro di schioppo dalla regione di Świętokrzyskie. Un villaggio di due strade parallele intersecate da una perpendicolare e circondato da foreste di conifere solcate dalla linea ferroviaria Varsavia – Cracovia. Fra una pedalata nei boschi e laute scorpacciate di manicaretti casalinghi mi capitò di dare una mano a riordinare uno scantinato colmo di polverosi scatoloni. Fra i tesori emersi al termine di alcune ore di sano lavoro, una dozzina di libri in edizioni economiche anni ’60.

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“Morte di un cane ceko” di Janusz Rudnicki.

Un paio di anni fa gli zingari si misero a occupare il campo di concentramento di Bergen-Belsen. In questo modo lottavano per il riconoscimento del loro status di minoranza in Germania; per i risarcimenti, per quello che era successo a suo tempo. Bisognava farlo lì dove in passato si veniva uccisi, ecco perché Bergen-Belsen. Ecco perché c’era stato anche lo sciopero della fame a Dachau (!)

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Antoni Libera – Madame

Amore e politica nella Polonia degli anni ’70. Per molti anni non sono riuscito a liberarmi dell’impressione di essere nato troppo tardi. All’improvviso mi era balenato il pensiero che forse, dopotutto, non ero nato troppo tardi. (Antoni Libera) di Claudia Vicini Capita spesso di sentirsi diversi o inadeguati nel contesto…

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Paweł Huelle. Frammenti da Danzica post-bellica.

Su Mercedes-Benz. Da alcune lettere a Hrabal Caro Signor Bohumil, lei sa meglio di tutti che cos’è la vera felicità, quel breve istante che poi non daremmo via per tutto l’oro del mondo, quel momento ancora incompiuto ma già nell’aria in cui sentiamo che il destino ci è favorevole, lo…

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