Gillo Dorfles: il giocoliere nel bazar

Gillo Dorfles PoloniCult

Dorfles nasce a Trieste, e questo lo rende immediatamente uomo della Mitteleuropa almeno tanto quanto italiano. Si ricordi, del resto, quanto della città giuliana scriveva Guido Piovene in Viaggio in Italia: “per quanto sembri un paradosso, l’italianità di Trieste si difende anche mantenendole il suo carattere di metropoli borghese cosmopolita, per la cultura, il costume e l’economia”. In altri termini, di Trieste tanto più si esalta e si sviluppa il carattere italiano quanto più le si riconosce uno statuto di città speciale, di luogo di frontiera e più ancora di confluenza, di equilibrio lungamente costruito nel corso dei secoli fra tre mondi tanto diversi tra loro: il mediterraneo, il tedesco, lo slavo.

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Joseph Roth, Viaggio ai confini dell’impero

Viaggio ai confini dell'impero

Prendete un autore dalla prolificità non comune, e prendete un libricino –smilzo, un centinaio di pagine– da riempire con scritti di quell’autore, in modo da dare agio a chi legge di farsene un’idea, non certo completa, ma neppure troppo inaccurata. È questa la sfida davanti alla quale deve essersi trovata Vittoria Schweizer, curatrice per Passigli Editori di una breve antologia di testi giornalistici di Joseph Roth fresca di stampa, dal titolo suggestivo Viaggio ai confini dell’impero. E il titolo già ci svela qualcosa della strategia adottata, perché gli articoli, trascelti da un corpus che ne contiene a centinaia e centinaia, sono tutti invischiati in una delle “ossessioni” all’autore più care: il confine.

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