Zygmunt Bauman, Danni collaterali

Bauman Danni Collaterali

Così Zygmunt Bauman nell’Introduzione al suo Collateral Damage, uscito per Polity nel 2011 e dunque tra le ultime prove del sociologo della società liquida (il lettore italiano potrà consultare l’edizione Laterza, dal titolo Danni collaterali. Diseguaglianze sociali nell’età globale, 2013). Una raccolta di saggi che non tratta delle vittime civili in operazioni di guerra, ma che dal linguaggio militare, in quanto espressione caratteristica del contemporaneo, mutua innanzitutto il suo titolo; così come la cruda indifferenza dei decision takers sullo scacchiere bellico serve a Bauman da metafora, e forse anche da epitome, per un nuovo Discorso sulla disuguaglianza sociale nel mondo globalizzato.

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Papusza – Estratto in italiano

Papusza italiano PoloniCult

«Mi tolsi il lutto perché era già passato un anno dalla sua morte». Morì in casa sua, sotto le coperte, la testa su un grande cuscino. C’era tutta la famiglia riunita da Gorzów, i Wajs e i Dębicki. Io tremavo, avevo le gambe congelate e quando la morte fu al suo capezzale io non ero con lui perché ero andata a bere un tè in cucina. Sentii urlare, mi precipitai e fu allora che la vidi seduta accanto al mio vecchio zingaro. Nessuno si accorse che era lì, solo io. Urlai disperata, per tutta la casa: «Salvatelo, dategli del latte!» Fu tutto inutile. Un soffio di vento gelido e Dyźko fu dell’altro mondo. Lo guardai in volto, avvizzito come terra asciugata dal sole, non aveva quasi più le labbra, la bocca era solo un buco spalancato, non sembrava neanche più una persona. Da quel giorno sono phivli, vedova, ed è tutta colpa di quella casa, nient’altro che questo. Dyźko era sopravvissuto a due guerre intere, più di una volta aveva dormito nei campi tra fango e muschio e non gli era mai successo niente. E invece gli è bastato stendersi su quel letto comodo per non rialzarsi più.

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PoloniCultori: Angelika Kuźniak – io e Papusza.

Kuźniak

Papusza è un personaggio che sfugge alle definizioni. Come potrebbe essere altrimenti con una poetessa polacca di etnia romani nata non si sa bene quando e non si sa bene dove e che, se non fosse stato per l’opera divulgativa di Jerzy Ficowski, sarebbe rimasta una perfetta sconosciuta? Eppure, o forse proprio per questo, Papusza è un personaggio che affascina e colpisce, una donna incolta e semplice, sofferente e profonda. Una donna che è stata raccontata in un film del 2013 firmato da Krzysztof Krauze e un anno prima anche da un libro perfettamente calibrato tra delicatezza e approfondimento uscito per Czarne e firmato da Angelika Kuźniak. Il titolo? Semplicemente e genuinamente, Papusza.

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PoloniCult sotto l’albero – consigli per il Natale 2017

Puntuale come Babbo Natale il 25 dicembre, arriva l’articolo di PoloniCult sui consigli natalizi. È ormai una tradizione da queste parti e certamente non verremo meno quest’anno. Di lavoro ne è stato fatto parecchio, di libri ne sono stati letti molti (anche se la pila che attende sui nostri comodini è lunga il doppio) e fiumi di parole sono state scritti con cura. Anche quest’anno abbiamo cercato di portare a voi e sulla pagina una ben precisa selezione di testi secondo quelle che sono diventate le nostre linee editoriali. Oggi vi proponiamo un breve riassunto di quello che ci ha dato il 2017, un testo per categoria (più o meno) in modo da accontentare tutti i librofili. Ovviamente vi rimandiamo alla sezione Libri del sito per più titoli e per le recensioni.

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Le avventure di Sindbad il marinaio: una e mille fiabe sulla vita

Le avventure di Sindbad il marinaio - Lesmian

Che mi piaccia leggere è un dato di fatto o non sarei qui a scrivere di libri. C’è però una cosa che mi piace ancora di più ed è ascoltare storie – siano esse fiabe o resoconti di amici su viaggi bizzarri. Il massimo, poi, è mettere insieme le due questioni: ascoltare storie sui libri, su come i loro proprietari ne siano entrati in possesso, perché e in che modo siano legati ad essi. Purtroppo, la maggior parte delle volte entriamo semplicemente in libreria e compriamo un libro, o lo leggiamo per l’università, o lo chiediamo in prestito in biblioteca – a volte però, e chissà come mai questi poi diventano i nostri preferiti – taluni giungono a noi in modo bizzarro e si portano addosso storie colorate e avventurose. È il caso del libriccino di cui vi parlerò oggi: per ben due volte e da due persone diverse ho ascoltato cosa si cela dietro questo testo e posso dire che anche io ne sono entrata in possesso in modo del tutto inaspettato assicurando così un’altra avventura a questo piccolo tesoro – Le avventure di Sindbad il marinaio.

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O Canada! – il regno liberale dei balocchi visto dalla Polonia

Canada

I vari capitoli via via dedicati da noi di PoloniCult alla fertile vena del reportage polacco hanno gettato uno sguardo attento sulla capacità del reportage in Polonia di farsi osservatore e narratore anche di realtà geograficamente e culturalmente lontane dal Paese sulla Vistola. Un recentissimo esempio di questa felice tendenza è il libro da poco uscito per l’editore Agora a firma della giornalista di Gazeta Wyborcza Katarzyna Węzyk: Kanada, ulubiony kraj świata (Canada, il mio Paese preferito al mondo). Kanada, più che un libro uniforme, è una silloge di vari reportage in forma di feuilleton che l’autrice ha dedicato al Canada da inviata di Gazeta Wyborcza in seguito alla rielezione a Primo Ministro di Justin Trudeau. Nei fatti però l’elezione di Trudeau e il ritratto che ne consegue sono solo l’antefatto a un reportage che partendo da toni leggeri e frizzanti riesce poi ad approfondire temi profondi, complessi e talvolta non privi di un lato oscuro.

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Krzysztof Kieślowski dietro le quinte

Kieslowski

Ridotta all’osso, è la trama del film di Krzystof Kieślowski Przypadek (Il caso, o Destino cieco), terminato nel 1981 ma uscito sei anni dopo causa rogne con la censura. Il film lo avremo probabilmente visto tutti, ma non a tutti sarà capitato di leggere, di pugno del regista, il soggetto. Oggi al lettore italiano si offre l’opportunità di sfogliare un’agile silloge di soggetti e sceneggiature kieślowskiane pubblicata per La nave di Teseo a cura di Marina Fabbri, dal titolo Il caso e altre novelle. Vi sono raccolte le sceneggiature narrative dei primi quattro lungometraggi e i progetti, anch’essi di qualche dignità letteraria, dei suoi documentari più importanti.

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Maledetto Cioran

Cioran

Al principio del 2008 appare in Francia, per i tipi de L’Herne, la prima traduzione completa della Trasfigurazione della Romania di Emil Cioran. L’operazione editoriale è coraggiosa sia perché si tratta di un’edizione integrale, nel senso che le pagine a suo tempo espunte per volontà dell’autore vi si trovano reintegrate, sia perché il libro stesso non è di quelli che, a scriverne, fanno propriamente onore. In Francia, naturalmente, l’eredità di Cioran è molto più sentita che in Italia; eppure il libro, che l’autore scrisse e pubblicò in romeno nel 1937 col titolo Schimbarea la faţă a României, non era mai stato tradotto in francese.

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Król – il re di Varsavia

Król PoloniCult

Eppure Twardoch è lo stesso autore di Morfina, di qualche anno prima. Un libro di quelli che restano, e che aveva avuto un successo clamoroso. Qui in Belgio, tra tutti gli expat  polonofili, e non siamo così pochi, nel 2012 non si era parlato d’altro. Tutti avevano acquistato o letto Morfina, e si parlava di questo autore in grado di mantenere alta la tensione per più di 400 pagine, che descriveva il rapporto tra narratore, sua moglie, sua madre e la sua amante viziato dalla sua dipendenza per la sostanza del titolo mentre Varsavia cadeva presa dai tedeschi, nel settembre 1939. Una lettura affascinante e disturbante, di sicuro successo.

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Kraków pod ciemną gwiazdą

Il testo che qui si presenta è opera di Krzysztof Jakubowski, divulgatore che ha dedicato non poche opere a Cracovia, tra le quali voglio ricordare un’interessante Kawa i ciastko o każdej porze, ovvero una storia delle caffetterie e delle pasticcerie della città del Wawel. La sua fatica più recente, il cui titolo è approssimativamente traducibile con “Il volto oscuro di Cracovia”, è una raccolta di brevi resoconti dedicati a singoli episodi criminosi che lì si sono verificati in un arco temporale che si estende dal 1885 al 1967. Il libro, edito da Agora nel 2016, è scandito da tre macrocapitoli, dedicati rispettivamente agli omicidi, alle truffe e a quei casi che hanno avuto, per ragioni diverse, implicazioni con la politica. Ogni capitolo si articola in svariati microparagrafi, ognuno dei quali racconta – sarebbe meglio dire “relaziona” – di un caso specifico.

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