Król – Alef (Traduzione italiana)

Król PoloniCult

Mio padre è stato ucciso da un ebreo alto e forte, un pugile del Maccabi Varsavia dalle braccia lunghe e le spalle massicce che adesso è in piedi, sul ring, per l’ultimo incontro della serata. È  l’ultima ripresa dell’incontro e lo sto seguendo seduto dalla prima fila. Il mio nome è Moises Bernstain, ho diciassette anni e non esisto. Il mio nome è Moises Bernstain, ho diciassette anni e non sono un uomo, non sono nessuno, io non sono qui, non esisto. Sono un magro povero figlio di nessuno seduto a osservare l’assassino di mio padre in piedi sul ring, bello e forte. Il mio nome è Moises Inbar, ho sessantasette anni. Ho cambiato cognome. Sono seduto alla macchina da scrivere e sto scrivendo. Non sono nessuno. Non ho neanche un nome vero.

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Król – il re di Varsavia

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Eppure Twardoch è lo stesso autore di Morfina, di qualche anno prima. Un libro di quelli che restano, e che aveva avuto un successo clamoroso. Qui in Belgio, tra tutti gli expat  polonofili, e non siamo così pochi, nel 2012 non si era parlato d’altro. Tutti avevano acquistato o letto Morfina, e si parlava di questo autore in grado di mantenere alta la tensione per più di 400 pagine, che descriveva il rapporto tra narratore, sua moglie, sua madre e la sua amante viziato dalla sua dipendenza per la sostanza del titolo mentre Varsavia cadeva presa dai tedeschi, nel settembre 1939. Una lettura affascinante e disturbante, di sicuro successo.

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