Perché abbiamo ancora bisogno di Kapuściński

Fot. Maciej Zienkiewicz / Agencja Gazeta

 

Cosa c’è di nuovo da raccontare nel 2019 su Ryszard Kapuściński? Cosa aggiungere a una figura di intellettuale che ha prodotto numerosi premi a suo nome, che gli studenti delle scuole polacche (e non solo) trovano sui libri di letteratura di scuola, che ha ispirato un film animato ispirato alla sua figura e ai suoi viaggi? Probabilmente nulla. A dodici anni dalla sua morte, Kapuściński si è cristallizzato, accademizzato, è un maestro riconosciuto dalla grande e fervida tradizione polacca del reportage anche se tutti poi, dopo le lodi, pongono le distanze: è un classico, ma non mi ispiro a lui. È stato anche oggetto di un tentativo, piuttosto malriuscito, di damnatio memoriae da parte del suo ex allievo Artur Domosławski che ha sollevato un polverone ma anche causato una poderosa alzata di scudi verso il reporter che -ormai deceduto- non avrebbe potuto nemmeno difendersi da solo.

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