Galizia, Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa

Galizia

Galizia. Non quella nel nord-ovest della Spagna, affacciata sull’oceano.L’altra. Quella circondata da ogni parte dalle terre e dagli uomini. Quel baricentro geografico e simbolico della Mitteleuropa che la storia ha cancellato, ma a cui tutte le storie rimandano; quell’Urheimat, quella casa-grembo smarrita per sempre, quel referente di un’appartenenza che si è depositata sul fondo del nostro subcosciente collettivo e continuamente orienta il nostro gusto e i nostri passi.

Continua a leggere

Condivisioni 0

Zuzanna Ginczanka, hanno ucciso la bellezza

Ginczanka

Non lasciare che la bellezza appassisca, la bellezza delle parole, questo è il motivo per cui esiste la poesia, ci aiuta a tramandare non i fatti ma le emozioni. Non tutte le parole e non tutte le emozioni meritano di essere affidate al continuo fluire del tempo a imperituro ricordo ma pochi, selezionati, se non addirittura rari casi meritano di essere salvati dall’oblio in cui noi, imperfetta umanità, a volte releghiamo la grazia e la poesia. Zuzanna Ginczanka, poetessa iniziata in età precoce all’arte delle parole, è stata tanto famosa nella sua epoca quanto troppo presto dimenticata. Nata a Kiev nel 1917 da una famiglia ebraica russofona scelse per motivi non del tutto noti di iscriversi a una scuola polacca mentre era ospite di parenti a Rivne attualmente Ucraina.

Continua a leggere

Condivisioni 0

Yoshe Kalb – un viaggio sincero tra gli ebrei polacchi

Yoshe Kalb

Yoshe Kalb è un romanzo profondamente diverso dalle altre opere di Singer, non conosce la loro vastità di orizzonti né l’ostinato incaponirsi della Storia nel condizionare le vite e le vicende dei protagonisti. È un romanzo invece che esce pochissimo dal mondo degli ebrei polacchi e dalle sue dinamiche interne a volte così staccate dal mondo circostante, e le descrive nelle loro contraddizioni con toni sinceri, disincantati e con la profondità quieta che solo un narratore interno può avere, oltre al vantaggio ruvido di essere stato scritto e pubblicato prima dell’Olocausto, elemento che permette a Yoshe Kalb di essere un ritratto sull’universo privato degli ebrei polacchi sciolto dagli inevitabili filtri che la letteratura di questo tipo ha introdotto dopo quell’immane tragedia.

Continua a leggere

Condivisioni 0

“Noi ebrei polacchi”, lingua e identità per Tuwim.

Noi ebrei polacchi

La figura di Julian Tuwim nella percezione dei giovani polonisti vive una curiosa ambiguità, nome tra i più noti a spiccare da un manuale di storia letteraria e tra i meno letti di prima mano. Il motivo è semplice, parte dal poco che si trova in giro e continua con la coscienza del fatto che in lingua originale si tratta di un autore di difficile interpretazione. Un aiuto può venire dall’agile libriccino uscito per Livello Quattro nel 2009 “Noi ebrei polacchi”.

Continua a leggere

Condivisioni 0

Wiera Gran. L’accusata.

Era da tempo che con una cara amica pensavamo di scrivere un articolo a proposito delle sensazioni che aveva suscitato in noi la lettura del libro Wiera Gran. L’accusata che affronta il trauma di una cantante ebrea sopravvissuta all’olocausto da un punto di vista non convenzionale. Proveremo a mettere su carta una lunga notte passata confrontandoci in maniera febbrile, a volte impetuosa ma sempre appassionata.

Continua a leggere

Condivisioni 0