Ancora un giorno – Another day of life. Kapuściński al cinema

Another day of life PoloniCult

Angola. Oggi pochi saprebbero trovarlo su una mappa senza esitare, eppure eccolo lì, sulla costa atlantica dell’Africa meridionale, uno dei Paesi con la storia più complessa del tramonto della stagione del colonialismo. A metà degli anni Settanta, quando più o meno tutti i coloni portoghesi avevano già lasciato il Paese, capire quale sarebbero state le sue sorti non è stato facile. Per motivi interni, legati a partiti rivali, ed esterni, legati all’ennesimo capitolo di un’estenuante partita a scacchi tra Comintern e forze atlantiche lontano dai propri confini. Come il Vietnam, Cuba, l’Afghanistan, anche l’Angola ha visto gli occhi del mondo su di sé per ragioni distanti e ha visto la propria terra solcata da inviati da tutto il mondo. Uno di loro lo conosciamo bene, era Ryszard Kapuściński. Kapuściński all’Angola ha dedicato uno dei suoi libri più belli e intensi, uno di quelli dove l’urgenza del raccontare e l’esigenza di essere partecipe della storia si confondono dando vita a un racconto di grande passione e impeccabile giornalismo. Il titolo della versione italiana, Ancora un giorno, uscito per Feltrinelli e recentemente ripubblicato, è anche il titolo di un film a tecnica mista girato da Raùl de la Fuente e Damian Nenow, film in arrivo in Italia ad aprile grazie alla distribuzione di I wonder pictures.

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Viva la Bulgaria! – un documentario sul neofascismo a Sofia

Viva la Bulgaria

Dalla primavera scorsa in Bulgaria la destra neofascista è al governo in coalizione con il partito di centrodestra Gerb del premier Bojko Borisov. Dopo le elezioni parlamentari del marzo 2017 i Patrioti Uniti, un’alleanza di tre partiti dell’estrema destra razzista (Ataka, Patriotičen Front e Vmro), pur avendo registrato un calo nei voti attestandosi al 9%, è entrata per la prima volta nella maggioranza di governo con un ruolo molto rilevante. Ai “Patrioti” sono stati infatti assegnati due poltrone di vicepremier e tre importanti ministeri: difesa, economia e ambiente. Si tratta di un risultato che corona una lunga storia della destra radicale bulgara che va dalla dittatura degli anni ’30 del secolo scorso, fino alla rinascita nella seconda metà degli anni ’80 sotto l’ala protettrice del regime comunista e alla forte crescita negli anni duemila. A partire dal 1° gennaio di quest’anno, con l’inizio del semestre in cui Sofia ha la presidenza di turno dell’Ue, i neofascisti bulgari si trovano addirittura al timone dell’Unione. Era inevitabile quindi che anche il cinema bulgaro affrontasse il fenomeno. Il mese scorso, durante il Sofia Film Festival, c’è stata la prima del documentario Viva la Bulgaria! (“Da živee Bālgarija”), diretto da Adela Peeva, una regista bulgara attiva da alcuni decenni e nota internazionalmente soprattutto per un altro documentario che ha riscosso un notevole successo nel circuito dei festival, “Di chi è questa canzone?” (“Čija e tazi pesen?”, 2003).

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La Serie Nera polacca, un capitolo fondamentale del cinema mondiale

Serie nera

A metà degli anni ’50 del secolo scorso alcuni giovani polacchi appena diplomatisi nelle scuole di cinema di Łódź, in Polonia, e di Mosca, in Unione Sovietica, hanno scritto, probabilmente senza rendersene conto, un capitolo fondamentale della storia del cinema. Con una dozzina di brevi documentari che affrontano temi sociali hanno anticipato di alcuni anni inquietudini e stili che sarebbero poi emersi prepotentemente nel cinema europeo e mondiale. A questo insieme di documentari è stato attribuito all’epoca da un critico il nome collettivo di Serie nera (Czarna seria), sia perché molti di essi descrivevano ambienti notturni, sia perché trattavano aspetti sociali rimasti sino ad allora in ombra.

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Wisława Szymborska. La vita a volte è sopportabile

La vita a volte è sopportabile, parola di Wisława Szymborska. di Salvatore Greco Si dice spesso che sia difficile raccontare i grandi scrittori, farli parlare al di fuori dalle loro opere o dagli eventi che ne descrivono l’esistenza. Tuttavia la settima arte in questo è uno strumento potentissimo, quello che…

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