L’eredità polacca dei tre fratelli Singer

Fratelli Singer

Nell’elenco dei Nobel per la letteratura polacchi, il nome di Isaac Bashevis Singer non trova posto. Eppure l’autore premiato dall’Accademia di Stoccolma nel 1978 e scomparso a Miami nel 1991 è nato a Leoncin, non lontano da Varsavia, nel 1902. Izaak Zynger, questo lo spelling polacco del suo nome, è inoltre cresciuto fra le cittadine di Biłgoraj e Radzymin, ha studiato e lavorato nella capitale ed è vissuto in Polonia sino all’età di trentadue anni prima di trasferirsi negli Stati Uniti. E solo nel ’43 lo scrittore ha acquisito la cittadinanza americana.

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La casa di Rosa, una storia bifronte.

Uscito nel 2007 grazie alla lungimiranza dell’editore Keller, Casa di Rosa è un romanzo passato ingiustamente inosservato come spesso accade anche ai migliori titoli della Polonia a scaffale prodotti da autori poco conosciuti, come nel caso di Hubert Klimko-Dobrzaniecki che ha firmato questa accattivante storia. Per altro in patria il giovane (classe 1977) Klimko-Dobrzaniecki non è affatto uno sconosciuto, è anzi un autore piuttosto apprezzato e proprio con Casa di Rosa è stato candidato al prestigioso premio Nike nel 2007.

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Miłość: cronaca di un amore spezzato.

Miłość

Tra le nuove leve del cinema polacco, si sta facendo strada Sławomir Fabicki, ex matematico dell’università di Varsavia, passato poi alla scuola di cinema di Łódź, prima come sceneggiatore e poi come regista. Pur non avendo ancora una lunga filmografia alle sue spalle, Fabicki si è già fatto notare a livello internazionale, ottenendo una nomination all’Oscar come miglior cortometraggio nel 2001 con “A man thing”. Il debutto con il grande pubblico (polacco ma non solo, visto che il film è stato presentato e premiato in diversi festival internazionali) è arrivato con “Miłość” (2012), grazie anche al cast ricco di volti noti del cinema polacco.

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“Noi ebrei polacchi”, lingua e identità per Tuwim.

Noi ebrei polacchi

La figura di Julian Tuwim nella percezione dei giovani polonisti vive una curiosa ambiguità, nome tra i più noti a spiccare da un manuale di storia letteraria e tra i meno letti di prima mano. Il motivo è semplice, parte dal poco che si trova in giro e continua con la coscienza del fatto che in lingua originale si tratta di un autore di difficile interpretazione. Un aiuto può venire dall’agile libriccino uscito per Livello Quattro nel 2009 “Noi ebrei polacchi”.

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Jacek Kochan in concerto nella “Città della Mole”.

Jacek Kochan

Con lo Jacek Kochan trio, le stelle del jazz polacco a Torino per Slavika. di Claudia Vicini.   Torino si tinge di Jazz, e non solo! Stavolta a raccontarcelo “a suon di bacchette” è Jacek Kochan (Cracovia, 18 dicembre del 1955), batterista, compositore e arrangiatore polacco, in un’occasione del tutto…

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Il sipario in festa | La Giornata Mondiale del Teatro.

Il 27 marzo in molte parti del mondo si festeggia la Giornata Mondiale del Teatro, un’iniziativa promossa dall’Istituto Internazionale del Teatro nel 1962 per riportare il teatro al centro dell’interesse della vita pubblica, e per ricordare che il teatro è necessario in quanto luogo di scambio intellettuale, sociale, di dialogo e di memoria, nonché di verità, perché la grande forza del teatro è anche nella capacità di “gettare il suo sguardo laddove è vietato guardare”. L’autore di queste parole è Krzysztof Warlikowski, uno dei più noti registi contemporanei polacchi.

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Dzień świra: l’intellettualità polacca dopo il 1989.

Dzień świra PoloniCult

Marek Koterski (Cracovia 1942) appartiene a quella generazione di cineasti che si sono formati alla Państwowa Wyższa Szkoła Filmowa, Telewizyjna i Teatralna (Accademia di arte Cinematografica, Televisiva e Teatrale) di Łódź, la stessa da cui uscirono Kieślowski e Polański – per limitarmi a un paio i più conosciuti dal pubblico internazionale. Il nome del regista è legato soprattutto al personaggio di Adaś Miauczyński, protagonista di quasi tutta la sua produzione cinematografica nonché di quella teatrale.

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Stefan Grabiński. Il lato oscuro del progresso

Grabinski

Qualche mese fa ero ospite di una famiglia polacca in un remoto angolo del voivodato di Masovia a un tiro di schioppo dalla regione di Świętokrzyskie. Un villaggio di due strade parallele intersecate da una perpendicolare e circondato da foreste di conifere solcate dalla linea ferroviaria Varsavia – Cracovia. Fra una pedalata nei boschi e laute scorpacciate di manicaretti casalinghi mi capitò di dare una mano a riordinare uno scantinato colmo di polverosi scatoloni. Fra i tesori emersi al termine di alcune ore di sano lavoro, una dozzina di libri in edizioni economiche anni ’60.

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Myslovitz, l’onda rock che viene dalla Slesia.

Myslovitz

Se i T.Love erano stati una band iconica degli anni ’80 e di un certo spirito post-punk, l’anima rock polacca dagli anni ’90 non può fare a meno di confrontarsi con una band venuta da Mysłowice -in bassa Slesia- che ha fatto della propria provenienza dalla provincia un biglietto da visita da sfoggiare sui più grandi palcoscenici. Oggi parliamo di loro, dei Myslovitz.

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Viaggio nei Mazury: tra laghi e conservatori. Parte II

Mazury

Nella prima parte di questo racconto avevo già introdotto quello che sarebbe successo nella seconda parte della mia esperienza tra i laghi Mazury, praticamente monopolizzata da eventi arrivati improvvisamente e inaspettatamente nella provincia polacca dal medio Oriente. Ma mentre queste cose si profilavano alle mie spalle, io continuavo a tessere la mia rete di piccole scoperte di vita nei Mazury.

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