Jerzy Stuhr | Pogoda na jutro

Abbiamo lasciato Jerzy Stuhr nel 1983, giovane “cavia” ibernata per un interessante esperimento scientifico; esattamente due decenni dopo (2003) lo ritroviamo un po’ invecchiato, attore e insieme regista di una pellicola tutta sua che lo vedrà riemergere da un mondo in cui si era rinchiuso – nella finzione cinematografica -diciassette anni prima.

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Chce się żyć: la dignità oltre l’incomunicabilità.

Il regista Maciej Pieprzyca racconta la storia di un ragazzo affetto da un grave handicap fisico, ispirandosi alla vita di Mateusz Rosiński, incapace di muoversi autonomamente e articolare parola, quindi ritenuto da tutti incapace di comprendere e comunicare, scopritosi poi normalmente in grado di intendere e di volere.

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Deep end. La ragazza del bagno pubblico.

Apolide, così è stato definito il cinema di Skolimowski, autore che a detta di Tadeusz Sobolewski si è sentito sin da subito intrappolato “dall’identità polacca”. I film hanno difatti risentito dei numerosi spostamenti del regista, emigrato in numerosi paesi dal Belgio alla Francia, dalla Germania agli Stati Uniti.
In questa prospettiva, come ha osservato il regista e critico francese Jean Douchet,  Deep End (1970) “ha tutto di un film inglese” a partire dalla splendida colonna sonora di Cat Stevens.

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Nie lubię poniedziałku

Nie lubię poniedziałku (Non mi piace il lunedì) scritto e diretto da Tadeusz Chmeliewski può essere annoverato di diritto fra i grandi classici del cinema polacco. Una commedia divertente, solare, mai volgare e dai tempi comici perfetti scanditi dalla memorabile colonna sonora di Jerzy Matuskiewicz. Un film che mette di buonumore sin dagli splendidi titoli d’apertura[…]

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La Polonia protagonista al Trieste Film Festival

Nella città più orientale d’Italia si tiene da 26 anni un festival cinematografico scevro da red carpet, abiti da sera e party glamour, un festival cinematografico dove i protagonisti sono i film, cosa non sempre scontata. Si tratta del Trieste Film Festival, la kermesse dedicata all’Europa centro-orientale più importante d’Italia e sicuramente tra le principali d’Europa. La Polonia, pur non avendo nessun lungometraggio in concorso, è stata quest’anno la grande protagonista del Festival.

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Róża, tra amore e identità. Un capolavoro di Smarzowski.

di Elettra Sofia Mauri Il racconto di un amore sullo sfondo di un’amara pagina di storia polacca Torniamo a parlare di Smarzowski, che questa volta con Róża affronta una pagina della storia della Polonia forse troppo poco conosciuta. Con un realismo autentico, a tratti spietato come solo la realtà della…

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Giuseppe w Warszawie

Prove tecniche di neorealismo oltrecortina “Giuseppe w Warszawie”, titolo traducibile semplicemente come Giuseppe a Varsavia, vede il nome più italiano di tutti proiettato per caso a Varsavia e forse non l’abbiamo inventato noi il mito dell’italiano soldato buono, infatti prima di pellicole come “Mediterraneo”, premiata con l’Oscar, e de “Il…

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