Angulo, Paixao, Gytkjaer. Se i goal in Ekstraklasa non parlano polacco

Ekstraklasa

La chiara fama di Lewandowski sui palcoscenici europei e le buone prestazioni della nazionale di Nawałka negli ultimi tempi hanno gettato una nuova luce sul calcio polacco che continua, seppur molto lentamente, a crescere di popolarità, almeno per quanto riguarda i singoli interpreti. Ma tra società storiche che vanno in rovina e l’eloquente zero alla voce “numero di squadre polacche qualificate alla fase finale delle coppe europee” la stagione 2017/2018 sembra iniziata con il piede sbagliato per le squadre dell’Ekstraklasa, che dimostra ancora una volta di essere un campionato minore sul panorama continentale. Appare significativo che ad animare le prime otto giornate della massima serie quest’anno siano stati soprattutto tre calciatori stranieri, autori da soli di 20 delle finora 148 reti segnate in Ekstraklasa, calciatori arrivati in Polonia a volte dalla porta di servizio e come scelta secondaria rispetto a ben altre aspettative, ma capaci di infiammare il pubblico degli stadi, pronto cantare un po’ ipocritamente i loro nomi tra un coro nazionalista e uno islamofobo. Vediamo nel dettaglio chi sono Igor Angulo, Marco Paixao e Christian Gytkjaer.

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Amica Wronki – pallone e cucine dalla provincia in Europa

Lungo la strada che da Poznań porta a Stettino, dopo aver percorso una sessantina di chilometri, ci si imbatte nella cittadina di Wronki. Nessuno direbbe che questo centro di undicimila anime e poco più si distingua granché dal microcosmo dei sobborghi polacchi, ma Wronki non è un nome qualunque nella geografia locale. Qualcuno la ricorda per il suo penitenziario, il più grande di tutta la Polonia, qualcun altro perché sede di Amica, colosso degli elettrodomestici, ma quello che a noi più interessa oggi è la sua squadra di calcio, che dal 1992 al 2006 portò a Wronki cinque trofei nazionali e altrettante apparizioni in competizioni europee prima di venire smembrata e ingoiata da logiche più grandi. Quella squadra era l’Amica Wronki.

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Kazimierz Deyna, storia di un fantasista della PRL.

Deyna

Varsavia, 18 settembre 1979, allo Stadion Wojska Polskiego, lo stadio del Legia Warszawa, c’è un’atmosfera di festa, mista a malinconia. Fa piuttosto freddo per essere settembre, la gente assiepata sugli spalti indossa giacche e impermeabili, come anche i giornalisti, e i calciatori si preparano per il riscaldamento stretti nelle loro tute. Il pubblico delle grande occasioni è lì per l’amichevole tra il Legia e gli inglesi del Manchester City, e per un popolo affamato di oltrecortina basterebbe già questo, ma i tifosi varsaviani in tribuna quel giorno non sono interessati ad ammirare i nerboruti esponenti del mondo libero, quanto a omaggiare uno dei loro.

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Di calcio e Polonia – il Legia Varsavia

Al netto dei corsi e ricorsi della storia del calcio la presenza di un club polacco in Champions League alimenta la curiosità del mondo calcistico più mainstream verso i cugini del Paese sulla Vistola in un trend che, dopo le buone prestazioni dimostrate dalla nazionale polacca all’ultimo europeo in Francia, sembra in continua crescita. Noi di PoloniCult proviamo a dare il nostro contributo raccontando il Legia Varsavia anche e soprattutto fuori dal campo, cercando di capire che mondo gira attorno agli undici che si cimenteranno contro alcune delle compagini più forti del pianeta, e lo facciamo attraverso tre elementi fondamentali per raccontare il calcio in chiave sociale: la storia, i tifosi, la società.

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Di calcio e Polonia – verso Euro2016

Calcio

Una breve storia recente del calcio in Polonia, per capire come e chi arriva a questo Euro2016.   di Salvatore Greco   L’amore dei polacchi per il calcio, visto dalla prospettiva di una nazione che da quel punto di vista ha avuto ben altre fortune, è quasi commovente. Riesce difficile…

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