Kazimierz Deyna, storia di un fantasista della PRL.

Deyna

Varsavia, 18 settembre 1979, allo Stadion Wojska Polskiego, lo stadio del Legia Warszawa, c’è un’atmosfera di festa, mista a malinconia. Fa piuttosto freddo per essere settembre, la gente assiepata sugli spalti indossa giacche e impermeabili, come anche i giornalisti, e i calciatori si preparano per il riscaldamento stretti nelle loro tute. Il pubblico delle grande occasioni è lì per l’amichevole tra il Legia e gli inglesi del Manchester City, e per un popolo affamato di oltrecortina basterebbe già questo, ma i tifosi varsaviani in tribuna quel giorno non sono interessati ad ammirare i nerboruti esponenti del mondo libero, quanto a omaggiare uno dei loro.

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Di calcio e Polonia – il Legia Varsavia

Al netto dei corsi e ricorsi della storia del calcio la presenza di un club polacco in Champions League alimenta la curiosità del mondo calcistico più mainstream verso i cugini del Paese sulla Vistola in un trend che, dopo le buone prestazioni dimostrate dalla nazionale polacca all’ultimo europeo in Francia, sembra in continua crescita. Noi di PoloniCult proviamo a dare il nostro contributo raccontando il Legia Varsavia anche e soprattutto fuori dal campo, cercando di capire che mondo gira attorno agli undici che si cimenteranno contro alcune delle compagini più forti del pianeta, e lo facciamo attraverso tre elementi fondamentali per raccontare il calcio in chiave sociale: la storia, i tifosi, la società.

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Yared Shegumo, la corsa del polacco d’Etiopia

Shegumo

Si chiama Yared Shegumo ed è nato ad Addis Abeba, la capitale dell’Etiopia, nell’83. Di mestiere fa il maratoneta e il 21 agosto gareggerà ai Giochi di Rio de Janeiro. La speranza è quella di competere per una medaglia. A trentatré anni compiuti, questa potrebbe essere la prima e ultima occasione per salire sul podio olimpico. Yared, però, non corre per la nazione in cui è nato e cresciuto, bensì per quella che lo ha accolto diciassette anni fa: la Polonia.

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Władysław Kozakiewicz e quel salto che indispettì Mosca

Władysław Kozakiewicz è nato nel giorno dell’Immacolata del 1953 in un villaggio poco distante da Vilinus, allora fresca capitale della neonata Repubblica Socialista Sovietica di Lituania ma città storicamente e culturalmente legata alle sorti della Polonia.  È stato un saltatore con l’asta di livello assoluto, già a vent’anni campione nazionale due volte e detentore del record nazionale polacco fatto segnare nel 1973 a 5,32 metri d’altezza. Nel 1974 si presentò ai campionati europei di Roma dove raggiunse la medaglia d’argento arrivando dietro al solo Vladimir Kishkun e nel 1977 e nel 1979 vinse due volte la medaglia d’oro ai campionati europei indoor rispettivamente di San Sebastian e Vienna. Che a Mosca nel 1980 avrebbe potuto ambire a una medaglia olimpica non era insomma un mistero per gli addetti ai lavori.

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L’inarrestabile marcia di Robert Korzeniowski

Korzeniowski

A ventotto anni appena compiuti, Robert Korzeniowski non era uno sconosciuto, ma neanche uno dei principali favoriti della vigilia. Correva a livello internazionale sin dall’87 alternandosi fra la 20 e la 50 km di marcia e i suoi risultati erano in crescita. Sulla distanza dei ventimila metri aveva ottenuto un quarto posto agli Europei di Spalato del ’90 e due ori alle Universiadi del ’91 e nel ’93. Un anno prima della rassegna olimpica si era invece aggiudicato un bronzo nella 50 km, ai mondiali di atletica tenutisi a Goteborg. Quella di Atlanta era la sua seconda Olimpiade. A Barcellona gli era andata male: ritirato nella 20 e squalificato nella 50 km.

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Di calcio e Polonia – verso Euro2016

Calcio

Una breve storia recente del calcio in Polonia, per capire come e chi arriva a questo Euro2016.   di Salvatore Greco   L’amore dei polacchi per il calcio, visto dalla prospettiva di una nazione che da quel punto di vista ha avuto ben altre fortune, è quasi commovente. Riesce difficile…

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Correre. La storia discreta e cecoslovacca di Emil Zatopek

Correre Zatopek

Quando si affronta un libro dedicato a una vicenda di sport, più spesso quando si tratta del preciso sottogenere delle biografie sportive, il timore è di approcciare libri nati sbagliati. Questo accade perché le vicende di sport a volte sono raccontate con i toni trionfalistici e patinati che il professionismo di oggi pare richiedere, a volte perché il sensazionalismo e la volontà di raccontare sconvolgenti retroscena offuscano il messaggio originale. Per fortuna non capita sempre, per fortuna non capita nemmeno a Correre di Jean Echenoz, scrittore francese che ha dedicato questo agevole libriccino di circa centocinquanta pagine pubblicato in Italia da Adelphi a uno dei più grandi podisti di tutti i tempi, il cecoslovacco (allora) Emil Zatopek.

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Żużel: lo sport che fa girare la testa ai polacchi

zuzel

Alla scoperta del fenomeno żużel, lo sport che in Polonia è più popolare del calcio. di Lorenzo Berardi. Sabato 18 aprile il candidato alle elezioni presidenziali polacche – e presidente uscente – Bronisław Komorowski ha passato la serata allo Stadion Narodowy di Varsavia. Dal palco riservato alle autorità l’inquilino del…

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