Przybora: l’uomo che rese il cabaret arte popolare

Przybora

Jeremi Przybora: a cent’anni dalla nascita di un grande artista

di Mario Carbone

Il 12 dicembre 1915 nacque Jeremi Przybora, disse di lui la poetessa Nobel per la letteratura Wisława Szymborska “mirabile accostamento di parole e scherzose canzoni. Magistralmente collegate in maniera che non si notino i punti di sutura”.

La maggior parte degli articoli iniziano con una panoramica sulla vita ed i lavori dei personaggi di cui si vorrebbe narrare la storia ma permettetemi di stravolgere questo consolidato schema per regalare un’emozione, Przybora è stato un artista poliedrico di cui per sempre rimarranno soprattutto le sue magnifiche canzoni quindi penso sarebbe interessante se leggeste ciò che segue ascoltando la playlist su youtube che ho compilato per l’occasione con alcune delle sue melodie interpretate sia da artisti contemporanei come Turnau, Jopek e persino il grande chitarrista jazz Pat Metheny che dalle voci che originariamente le eseguirono come quelle di Kalina Jędrusik o Magda Umer.

PrzyboraPrzybora fu un uomo dai mille talenti, poeta, autore, scrittore, comico, cantante, attore e sceneggiatore viene ricordato soprattutto per essere il coautore insieme a Jerzy Wasowski del “Kabaret Starszych Panów” che andò in onda sulla emittente televisiva polacca nel lontano 1958 e chiuse i battenti solo nel 1966, in seguito vi furono varie repliche e nuove versioni che si protrassero fino al non troppo lontano 1995. Fu l’autore dei testi delle canzoni del programma televisivo, mentre la musica era abitualmente composta dall’inseparabile Jerzy Wasowski, le magnifiche canzoni eseguite in occasione della messa in onda del programma sono ancora oggi interpretate dai più grandi artisti polacchi contemporanei.

Punto di riferimento per la maggior parte degli artisti del suo paese quest’anno ad Opole, durante il festival di musica contemporanea più importate della Polonia, gli è stato dedicato un intero programma con ospiti d’eccezione e sotto l’attenta regia dell’amica e cantante Magda Umer che ha cercato di ricreare lo spirito e lo stile tipico della sua maniera di fare cabaret.

Difficile parlare di Przybora senza spiegare cosa significasse la parola cabaret in Polonia, questi locali nascevano alla fine dell’800 come osterie a buon mercato dove artisti ed intellettuali si riunivano per mostrare il proprio lavoro, in questi posti si organizzavano mostre d’arte, si cantava, si recitavano poesie insomma si intratteneva il pubblico, però a differenza dei café-chantant francesi erano riunioni amichevoli senza un ritorno economico e senza una vera scaletta.

È probabilmente la volontà di ricordare negli anni difficili del periodo tra il ‘50 e il ‘60 lo spirito spensierato che aleggiava nei caffè ante-guerra degli anni ‘30 o per usare una parola polacca che sembra maggiormente adatta alla situazione “międzywojenny” (tra le guerre) come ben spiegato nell’articolo “Gli anni Trenta per la musica polacca” di Salvatore Greco su Polonicult che Przybora e Wasowski si complementano operando una operazione di alto impatto culturale e sociale con “Kabaret Starszych Panów” (Il cabaret dei vecchi signori).

Come accennavo in precedenza Przybora non fu solo attore, paroliere e cantante ma un artista completo, già dai suoi esordi si distinse scrivendo i dialoghi di una deliziosa commedia per il cinema dal nome “Ewa chce spać” (Eva vuole dormire) del ‘57 a cui seguirono molti altri film e due docu-film sulla sua vita di cui uno diretto da Magda Umer.

Lavorò in teatro ed alla radio dove incontrò Wasowski, la lista delle sue attività e dei premi di cui fu insignito ci porterebbe via fin troppo tempo ed inchiostro inoltre niente di ciò che potrei scrivere ci regalerebbe il lungo brivido che percorre la schiena di chi ascolta la sua intramontabile musica.

Per comprendere la sua lirica vi propongo in maniera particolare di ascoltare “Oczy Przezroczyste” (occhi trasparenti) e “Na całej połaci śnieg” (dappertutto nevica) e “Pejzaż bez ciebie” (paesaggio senza di te).

A quei lettori che hanno poca dimestichezza con la lingua polacca consiglio di ascoltare i brani della playlist precedentemente proposta lasciandosi trasportare dalla musica, magari chiudendo gli occhi, sono certo che la musicalità che sprigiona dolcemente dai suoni di questa lingua slava vi donerà un turbinio di carezzevoli sensazioni, ricordate che come diceva lo stesso Przybora una canzone è buona per tutto (Piosenka jest dobra na wszystko).

Chi lo ha conosciuto attraverso lo schermo televisivo lo ricorderà per sempre con cappello, smoking, camicia bianca, pantaloni, bastone in mano e fiore all’occhiello, vestito esattamente come Jerzy Wasowski quando apparvero per la prima volta sullo schermo.

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