La Polonia protagonista al Trieste Film Festival

Diario di bordo dal Trieste Film Festival dove il cinema polacco non è stato a guardare

di Paolo Maiolin

Nella città più orientale d’Italia si tiene da 26 anni un festival cinematografico scevro da red carpet, abiti da sera e party glamour, un festival cinematografico dove i protagonisti sono i film, cosa non sempre scontata. Si tratta del Trieste Film Festival, la kermesse dedicata all’Europa centro-orientale più importante d’Italia e sicuramente tra le principali d’Europa.

La Polonia, pur non avendo nessun lungometraggio in concorso, è stata quest’anno la grande protagonista del Festival.
Oltre agli applausi è riuscita infatti ad intascarsi il premio per il miglior documentario con Somethig Better to come della regista polacca Hanna Polak.
Fuori concorso Ida di Paweł Pawlikowski, candidato come miglior film straniero agli Oscar e due anteprime italiane di peso, Obce Ciało (Corpo estraneo) di Krzystof Zanussi e l’evento di chiusura Miasto 44 di Jan Komasa.

Zanussi Trieste Film Festival PoloniCultAd accompagnare la proiezione di Obce Ciało è arrivato a Trieste il regista Krzystof Zanussi che ha anche tenuto una breve conversazione sul suo cinema e su quello che secondo lui vuol dire fare cinema esortando i futuri sceneggiatori e registi a partire da storie vissute lasciando perdere storie inverosimili prendendo ad esempio (negativo) la recente moda dei film sui vampiri.
Il regista polacco ha anche rimarcato quanto sia importante per ogni paese esprimere la propria cultura, la propria identità, il proprio punto di vista per mezzo della settima arte che non può essere appannaggio solamente di Hollywood o dei paesi con alle spalle una grande tradizione cinematografica. Purtroppo, sostiene il regista, il racconto è spesso inficiato dalla ricerca del politically correct che evita i conflitti ma appiattisce le storie.
A margine dell’incontro Zanussi ha raccontato anche un curioso aneddoto della sua vita, ovvero l’incontro con la spia della Służba Bezpieczeństwa, la polizia segreta della Polonia comunista, che ha letto tutte le sue lettere e ascoltato tutte le sue telefonate.
Chissà che non ne nasca un film!

fot.Robert Pałka , www.Fotos-Art.pl  , robert Palka

Obce Ciało è un’interessante sguardo sulla Polonia contemporanea che fa da sfondo ad un triangolo amoroso fra un italiano, interpretato da Riccardo Leonelli e due donne polacche estremamente diverse tra loro (Agnieszka Grochowska e Agata Buzek ). Un film intrigante che porta alla luce il conflitto fra valori spirituali e compromessi del mondo moderno. Un mondo moderno dove il concetto di libertà è mutevole ed il suo raggiungimento è un percorso ad ostacoli non privo di rovinose cadute e tentazioni di rinuncia.
Il film è stato molto apprezzato dal pubblico in sala, opinioni contrastanti invece sull’altro grande evento dedicato al cinema polacco, Miasto44.

Miasto44 Trieste Film Festival PoloniCult

Miasto44 di Jan Komasa è un kolossal, con effetti speciali impressionanti, che racconta una storia d’amore e d’amicizia nell’ingombrante cornice della sanguinosa Insurrezione di Varsavia del 1944.
Per quanto si rimanga spettacolarmente colpiti dalla fotografia e dagli effetti speciali, curati da Richard Bain (King Kong, Inception e Parnassus) lasciano perplessi certe scene dove non si può non gridare all’americanata, in accezione negativa s’intende.
Le vicende narrate sono certamente reali, frutto di meticolose ricostruzioni, ma anche la storia del protagonista, interpretato dal giovane Józef Pawłowski, risulta inverosimile. Soprattutto nella seconda parte del film si ha l’impressione di trovarsi dinanzi ad un supereroe, un rambo giovane e gracile che però supera quasi indenne pestaggi, spari, mitragliate e bombe. Insomma il caro vecchio Kanał di Andrzej Wajda e il Pianista di Roman Polański, non hanno nulla da temere.

Passato un po’ in sordina ma piacevole e soprattutto originale il cortometraggio Z łóżka powstałeś (Ti alzi dal letto) di Bartek Konopka. Si tratta probabilmente del primo film della storia realizzato solo con inquadrature dall’alto e consiste in venti scene che raccontano gli eventi più significativi nella storia recente della Polonia giocando sul passaggio conflittuale dal comunismo al liberismo e alla globalizzazione.

(le foto presenti nell’articolo sono state gentilmente messe a disposizione dall’ufficio stampa del Trieste Film Festival)

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