Wit Szostak – tra Cracovia, l’Italia e le tracce del mito

Wit Szostak

Nel panorama letterario contemporaneo polacco la figura di Wit Szostak emerge per eleganza della sua prosa e profondità dei temi che affronta. Cracoviano impenitente e innamorato della sua città, Szostak è autore di dieci romanzi che vagano tra le infatuazioni mediterranee e quelle mitteleuropee e polacche alla ricerca di storie che vadano al cuore dei grandi quesiti della vita attraverso il filtro incessante dei grandi miti e archetipi culturali su cui si salda la cultura europea. In esclusiva per PoloniCult, ci ha raccontato il suo modo di intendere la letteratura, la filosofia, la musica e altre cose senza le quali la vita sarebbe meno interessante.

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Della modernità o la società “cuculizzata”

Marciszuk

“Qualcuno” un po’ di tempo fa scrisse un libro il cui titolo era Cattiva maestra televisione. Se Karl Popper fosse ancora vivo, cosa direbbe davanti all’onda distruttiva rappresentata da media e social network? Forse, la televisione è il minore dei mali in questa società narcisistica fondata sull’apparire e sull’avere…

In Quaderni per una responsabilità pedagogica, Katarzyna Marciszuk ci parla di questo e di molto altro. Saggista e studiosa biscegliese di origini polacche, ha da pochissimo pubblicato per Monetti Editore una breve raccolta di saggi volta a fare una critica costruttiva di alcuni elementi caratteristici della modernità – o submodernità – in cui viviamo. I Quaderni sono quattro testi di una manciata di pagine l’uno che ci presentano tematiche diverse ma legate tra di loro non solo perché trattano dell’uomo, ma perché parlano della perdita (o del rischio di perdita) dell’uomo all’interno di un sistema di eccessi che lo incastra e lo immobilizza cuculizzandolo – per dirla con il termine che userebbe Witold Gombrowicz, autore che ritroviamo in uno dei saggi.

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Archivio Ringelblum e Oyneg Shabbos: il coraggio della Memoria

Oyneg Shabbos - Ringelblum

La Giornata della Memoria è un appuntamento al quale noi di PoloniCult teniamo molto. Quest’anno vogliamo farvi conoscere o approfondire uno degli esempi più coraggiosi e lungimiranti di resistenza effettiva agli orrori della Shoah: quello del gruppo Oyneg Shabbos. Detto anche Oneg Shabbat, il suo nome significa “la gioia dello Shabbat”. Meno noto al pubblico italiano della Rivolta del Ghetto di Varsavia tramandata da Marek Edelman, quanto fatto dall’Oyneg Shabbos è stato altrettanto nobile e coraggioso. Il gruppo era nato in segretezza sin dai primi giorni in cui la popolazione ebrea e di origine ebraica della capitale venne imprigionata in un’area recintata di pochi chilometri quadrati.

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Perché abbiamo ancora bisogno di Kapuściński

Fot. Maciej Zienkiewicz / Agencja Gazeta

 

Cosa c’è di nuovo da raccontare nel 2019 su Ryszard Kapuściński? Cosa aggiungere a una figura di intellettuale che ha prodotto numerosi premi a suo nome, che gli studenti delle scuole polacche (e non solo) trovano sui libri di letteratura di scuola, che ha ispirato un film animato ispirato alla sua figura e ai suoi viaggi? Probabilmente nulla. A dodici anni dalla sua morte, Kapuściński si è cristallizzato, accademizzato, è un maestro riconosciuto dalla grande e fervida tradizione polacca del reportage anche se tutti poi, dopo le lodi, pongono le distanze: è un classico, ma non mi ispiro a lui. È stato anche oggetto di un tentativo, piuttosto malriuscito, di damnatio memoriae da parte del suo ex allievo Artur Domosławski che ha sollevato un polverone ma anche causato una poderosa alzata di scudi verso il reporter che -ormai deceduto- non avrebbe potuto nemmeno difendersi da solo.

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Le donne di Lazar’, una saga familiare russa tutta al femminile

Le donne di Lazar' PoloniCult

Le donne di Lazar’ racconta un uomo attraverso storie di donne e attraverso la storia della Russia nel Novecento. – di Violetta Giarrizzo – In questo nuovo articolo di ESTensioni vi porto a scoprire un romanzo di Marina Stepnova, autrice russa molto amata in patria, la cui prosa elegante e…

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Daniil Charms, il ritratto di un artista incompreso

Charms PoloniCult

Vorrei dedicare questo articolo di ESTensioni a Daniil Charms, autore che ho riscoperto di recente in modo del tutto casuale. Parlo di riscoperta, perché avendo trascorso la mia infanzia in Russia, sono letteralmente cresciuta con le poesie di Charms, Maršak e Majakovskij, come immagino la maggior parte dei bambini russi. Ho un vivido ricordo di un libro illustrato che ho consumato a furia di letture e riletture, zeppo di sottolineature e orecchie, un libro appartenuto ancor prima a mia mamma e mia zia. Avevo, tra l’altro, completamente rimosso il titolo del libro in questione e ho indagato durante la stesura dell’articolo: il libro si chiamava era ‘‘Что это было?’’, una raccolta di poesie di Charms edita a Mosca nel 1967.

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