La terza parte della notte – Żuławski

Trzecia czesc nocy

Andrzej Żuławski (Leopoli 1940) è regista cresciuto alla scuola di Andrzej Wajda; iniziò con lui, facendogli da assistente, a muovere i primi passi sui set cinematrografici. L’esordio nel lungometraggio è datato al 1971 e porta il titolo apocalittico di Trzecia część nocy [La terza parte della notte]; ecco qui il frammento dall’Apocalisse giovannea da cui ha preso ispirazione il regista (8, 12): “Poi suonò il quarto angelo, e la terza parte del sole fu colpita e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle affinché la loro terza parte si oscurasse e il giorno non risplendesse per la sua terza parte e lo stesso avvenisse della notte“.

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L’eredità polacca dei tre fratelli Singer

Fratelli Singer

Nell’elenco dei Nobel per la letteratura polacchi, il nome di Isaac Bashevis Singer non trova posto. Eppure l’autore premiato dall’Accademia di Stoccolma nel 1978 e scomparso a Miami nel 1991 è nato a Leoncin, non lontano da Varsavia, nel 1902. Izaak Zynger, questo lo spelling polacco del suo nome, è inoltre cresciuto fra le cittadine di Biłgoraj e Radzymin, ha studiato e lavorato nella capitale ed è vissuto in Polonia sino all’età di trentadue anni prima di trasferirsi negli Stati Uniti. E solo nel ’43 lo scrittore ha acquisito la cittadinanza americana.

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Lado ABC, la comune musicale che beffa le major

Lado ABC
 

Si fa fatica a definirla semplicemente un’etichetta discografica, eppure è da questo che bisogna partire per definire la Lado ABC, visto che effettivamente se il loro simbolo appare in un angolino in basso a destra di molti dei migliori dischi indipendenti della musica polacca è perché sono loro a produrli e distribuirli in quanto, appunto, casa discografica. Ma Lado ABC è anche un esperimento di socialità, un collettivo coraggioso che si ribella alle leggi numeriche del mercato, un esperimento riuscito che ha appena compiuto dieci anni di attività.

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Chłopaki nie płaczą: una commedia sul machismo.

Chłopaki nie płaczą (letteralmente – i ragazzi non piangono -, 2000) è la dimostrazione che il cinema polacco sa anche far ridere. Olaf Lubaszenko, regista con alle spalle una carriera come attore, in questa sua prova alla regia prende in giro il filone dei “gangster movies ” americani; partendo dalla parodia, finisce per creare qualcosa di nuovo e a sé stante, una vera e propria gangster story polacca, caratterizzata da un miscuglio di elementi provenienti dalla tradizione statunitense e altri inesorabilmente e tipicamente polacchi. Il risultato di questo improbabile mix, è una commedia divertente ed esilarante

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La casa di Rosa, una storia bifronte.

Uscito nel 2007 grazie alla lungimiranza dell’editore Keller, Casa di Rosa è un romanzo passato ingiustamente inosservato come spesso accade anche ai migliori titoli della Polonia a scaffale prodotti da autori poco conosciuti, come nel caso di Hubert Klimko-Dobrzaniecki che ha firmato questa accattivante storia. Per altro in patria il giovane (classe 1977) Klimko-Dobrzaniecki non è affatto uno sconosciuto, è anzi un autore piuttosto apprezzato e proprio con Casa di Rosa è stato candidato al prestigioso premio Nike nel 2007.

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Miłość: cronaca di un amore spezzato.

Miłość

Tra le nuove leve del cinema polacco, si sta facendo strada Sławomir Fabicki, ex matematico dell’università di Varsavia, passato poi alla scuola di cinema di Łódź, prima come sceneggiatore e poi come regista. Pur non avendo ancora una lunga filmografia alle sue spalle, Fabicki si è già fatto notare a livello internazionale, ottenendo una nomination all’Oscar come miglior cortometraggio nel 2001 con “A man thing”. Il debutto con il grande pubblico (polacco ma non solo, visto che il film è stato presentato e premiato in diversi festival internazionali) è arrivato con “Miłość” (2012), grazie anche al cast ricco di volti noti del cinema polacco.

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“Noi ebrei polacchi”, lingua e identità per Tuwim.

Noi ebrei polacchi

La figura di Julian Tuwim nella percezione dei giovani polonisti vive una curiosa ambiguità, nome tra i più noti a spiccare da un manuale di storia letteraria e tra i meno letti di prima mano. Il motivo è semplice, parte dal poco che si trova in giro e continua con la coscienza del fatto che in lingua originale si tratta di un autore di difficile interpretazione. Un aiuto può venire dall’agile libriccino uscito per Livello Quattro nel 2009 “Noi ebrei polacchi”.

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Jacek Kochan in concerto nella “Città della Mole”.

Jacek Kochan

Con lo Jacek Kochan trio, le stelle del jazz polacco a Torino per Slavika. di Claudia Vicini.   Torino si tinge di Jazz, e non solo! Stavolta a raccontarcelo “a suon di bacchette” è Jacek Kochan (Cracovia, 18 dicembre del 1955), batterista, compositore e arrangiatore polacco, in un’occasione del tutto…

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Il sipario in festa | La Giornata Mondiale del Teatro.

Il 27 marzo in molte parti del mondo si festeggia la Giornata Mondiale del Teatro, un’iniziativa promossa dall’Istituto Internazionale del Teatro nel 1962 per riportare il teatro al centro dell’interesse della vita pubblica, e per ricordare che il teatro è necessario in quanto luogo di scambio intellettuale, sociale, di dialogo e di memoria, nonché di verità, perché la grande forza del teatro è anche nella capacità di “gettare il suo sguardo laddove è vietato guardare”. L’autore di queste parole è Krzysztof Warlikowski, uno dei più noti registi contemporanei polacchi.

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Almanacco degli accidenti di Stefan Agopian

Almanacco degli accidenti

Pubblicato per la prima volta in Italia dalla pisana Felici Editore, Ştefan Agopian è un autore singolare e, come sottolinea Bruno Mazzoni nella sua postfazione, di difficile collocazione, scomodo anche nella sua etichetta di ‘antirealista’. Il debutto come poeta dà l’imprinting  alla sua produzione, già estremamente provocatoria nei confronti di un sottotesto tanto vario quanto abbondante.

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