PoloniCultori. Intervista a Vanni Bianconi.

Per la rubrica PoloniCultori oggi parliamo con Vanni Bianconi, poeta e direttore di Babel – festival di letteratura e traduzione di Bellinzona. di Salvatore Greco   I lettori di PoloniCult ricorderanno il bel libro Il vetro è sottile, poeti polacchi contemporanei tradotti da poeti di cui abbiamo ampiamente e piacevolmente…

Continua a leggere

“Morte di un cane ceko” di Janusz Rudnicki.

Un paio di anni fa gli zingari si misero a occupare il campo di concentramento di Bergen-Belsen. In questo modo lottavano per il riconoscimento del loro status di minoranza in Germania; per i risarcimenti, per quello che era successo a suo tempo. Bisognava farlo lì dove in passato si veniva uccisi, ecco perché Bergen-Belsen. Ecco perché c’era stato anche lo sciopero della fame a Dachau (!)

Continua a leggere

Stara rzeka, un vecchio fiume di ambient lo-fi.

Jakub Ziołek, per gli amici Kuba, è un polistrumentista di Bydgoszcz dallo spropositato talento, forse pure fin troppo da poter essere domato. Non stiamo parlando di un tormentato rocker o un frenetico jazzista, ma di un uomo che ha approfondito la sua musica con vari progetti e ora ne ha iniziato uno da solista. Kuba Ziołek oggi vive in campagna e il suo progetto si chiama come il villaggio che lo ospita: Stara Rzeka.

Continua a leggere

A proposito de “La lanterna magica di Molotov”.

Già Orlando Figes aveva descritto con profondità e grazia la storia russa dal 1700 alla prima metà del 1900 attraverso La danza di Natasha. Il saggio di Figes si conclude con il capitolo “Russia Trough the Soviet Lens”, cedendo idealmente il testimone a Rachel Polonsky, affiliated lecture al Dipartimento di Slavistica dell’Università di Cambridge, e autrice dell’affascinante saggio di cui andremo a parlare oggi.

Continua a leggere

Jerzy Stuhr | Pogoda na jutro

Abbiamo lasciato Jerzy Stuhr nel 1983, giovane “cavia” ibernata per un interessante esperimento scientifico; esattamente due decenni dopo (2003) lo ritroviamo un po’ invecchiato, attore e insieme regista di una pellicola tutta sua che lo vedrà riemergere da un mondo in cui si era rinchiuso – nella finzione cinematografica -diciassette anni prima.

Continua a leggere

Stanisław Barańczak, fra Polonia e Nuovo Mondo.

Una premessa è d’obbligo. A oggi non esistono traduzioni italiane tanto dei versi quanto dei saggi di Stanisław Barańczak. Si tratta di una lacuna considerevole e inaspettata e che ci si augura venga presto colmata. La speranza è che, sottovoce, queste righe possano essere d’incoraggiamento in tal senso. Perché ha senso scrivere di Barańczak oggi pur in assenza di uno qualsiasi dei suoi non numerosi scritti nella sempre più ampia selezione italiana della Polonia a scaffale?

Continua a leggere

Wiera Gran. L’accusata.

Era da tempo che con una cara amica pensavamo di scrivere un articolo a proposito delle sensazioni che aveva suscitato in noi la lettura del libro Wiera Gran. L’accusata che affronta il trauma di una cantante ebrea sopravvissuta all’olocausto da un punto di vista non convenzionale. Proveremo a mettere su carta una lunga notte passata confrontandoci in maniera febbrile, a volte impetuosa ma sempre appassionata.

Continua a leggere

The Dumplings – le giovani leve dell’elettropop.

Il mondo della musica elettronica, sebbene relativamente recente, è ormai talmente vasto da non potersi definire attraverso dei confini di genere precisi. Ma se i padri sono noti, i figli e i nipoti vivono in una galassia nebulosa di esperienze musicali delle più varie. In Polonia si sta facendo notare con numeri notevolissimi un duo che viene dalla città di Zabrze, cresciuto attraverso il passaparola su facebook, e che ha prodotto da poco il suo primo -elegantissimo- album. Loro sono the Dumplings.

Continua a leggere

Viaggio nei Mazury: tra laghi e conservatori. Parte I.

Nell’estate del 2013 avevo bisogno di passare del tempo in Polonia per alcune ricerche sul famoso poeta Tadeusz Różewicz, impossibili da svolgere in Italia per tutta una serie di motivi che i polonisti conoscono bene. Per cui quando una mia vecchia conoscente mi propose un lavoro estivo in Polonia accettai quasi senza remore. Si trattava di andare a Olsztyn, capoluogo della regione di Warmia e Mazury per tenere un corso d’italiano a un gruppo di sacerdoti. Paga bassa, praticamente un rimborso spese, ma alloggio e vitto assicurati per un paio di mesi, non ci pensai un attimo.

Continua a leggere

Chce się żyć: la dignità oltre l’incomunicabilità.

Il regista Maciej Pieprzyca racconta la storia di un ragazzo affetto da un grave handicap fisico, ispirandosi alla vita di Mateusz Rosiński, incapace di muoversi autonomamente e articolare parola, quindi ritenuto da tutti incapace di comprendere e comunicare, scopritosi poi normalmente in grado di intendere e di volere.

Continua a leggere