Tish – a tavola insieme al festival di cucina ebraica

Partendo da questo asserto, talmente semplice e genuino da essere rivoluzionario, il Polin esce spesso e volentieri dalle sue mura per incontrare Varsavia e le sue comunità, con eventi che coinvolgono le persone su vari livelli, andando a toccare sfere che apparentemente non appartengono al campo di azione di un museo. Ne è consapevole Magdalena Maślak, dipendente del Polin, ideatrice e organizzatrice di Tish, un festival di cucina ebraica arrivato quest’anno alla sua terza edizione. «Non è una cosa così ovvia che un museo organizzi un festival culinario. – racconta – Il museo organizza in continuazione mostre, lezioni, conferenze, seminari, ma con Tish è diverso. Invitiamo i visitatori a sedersi a tavola con noi, a cucinare e mangiare insieme, e di fronte a questo tipo di esperienza si capisce subito il valore della storia degli ebrei polacchi e quanto in comune abbiano con la nostra tradizione».

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Fenomenologia del kebab in Polonia

Kebab in Polonia

In vista dell’arrivo di mio fratello a Varsavia, un paio d’anni fa, ho chiesto a un conoscente nato e cresciuto qui di indicarmi qualche buon ristorante in città dove poter mangiare qualcosa di tipico. La sua risposta è stata: “nessun problema, preferisci vietnamita o kebab?”. L’ha detto ridendo, e ho riso anch’io, perché era chiaramente una battuta, ma con un fondo di verità difficile da omettere. Al di fuori dagli stretti confini del centro storico, trovare un ristorante di cucina polacca tradizionale a Varsavia non è un’impresa facilissima. Di ristoranti di cucina vietnamita e locali che servono kebab invece se ne possono trovare a decine, praticamente in ogni angolo della capitale polacca.

Se la grande presenza di ristoranti vietnamiti è legata alla lunga storia diplomatica tra il Vietnam e i Paesi dell’ex Comintern, quella del kebab in Polonia è una vicenda diversa, più recente, ricca di sfumature e costruita anche su una stridente contraddizione. Come ha fatto il kebab, pietanza tipica del mondo mediorientale e simbolo delle comunità turche e arabe in Europa, ad avere così successo in un Paese mediamente molto legato a valori e simboli tradizionali come è la Polonia?

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Ekstraklasa 2020/21 al via

Ekstraklasa 2020/21

I contagi da Covid-19 sono in aumento anche in Polonia, un aspetto che ha creato più di qualche problema anche nel mondo del calcio nazionale. Tuttavia la situazione epidemiologica non pare avere la forza per fermare l’inizio dell’Ekstraklasa 2020/21 che scatterà alle 18 di venerdì 21 agosto. Ad aprire i giochi l’incontro tra lo Zagłębie Lubin e il Lech Poznań, step iniziale di un primo turno che si strutturerà su quattro giorni e si chiuderà alle 18 di lunedì 24 con Jagiellonia Białystok-Wisła Krakow. È tutto, o quasi, pronto per la 95esima edizione del torneo: cosa aspettarsi? A livello tecnico sarà caccia al Legia Warszawa, tornato campione nel 2019-2020 dopo un anno di pausa, mentre la lotta salvezza non potrà essere molto emozionante. Già, perché a livello strutturale sono previste molte novità, connesse a una sorta di piccola rivoluzione del pallone a tinte biancorosse.

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La casa di un altro mondo: piccole storie per grandi temi

La casa di un altro mondo

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un cambiamento della letteratura per l’infanzia, che cerca -giustamente- di stare al passo con i tempi e con le trasformazioni della nostra società. Non solo sono nate case editrici specializzate in libri per bambini ma alcune hanno dei cataloghi molto interessanti che toccano tematiche complesse e delicate. Trovo questo passaggio notevole e di grande importanza: con un mondo che diventa sempre più difficile da saper leggere e interpretare, è fondamentale che, fin da piccoli, ci si eserciti ad aprire la mente, lo sguardo e il cuore. Ecco quindi che troviamo libri sull’educazione gender, che parlano di bullismo, di integrazione, di immigrazione…il tutto attraverso immagini colorate, parole semplici perchè poi non servono paroloni per spiegare ai bambini. Sono molto più bravi di noi su certe cose.

Il libro di cui vi parliamo oggi si inserisce proprio in questo filone. La casa di un altro mondo (MondadoriRagazzi) scritto da Małgorzata Strękowska-Zaremba e tradotto in italiano da Raffaella Belletti, affronta una questione complicata, delicata e che ha assolutamente bisogno di trovare il suo spazio: la violenza domestica.

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C’era una volta d’estate… – un tuffo tra le piscine di Varsavia

Durante quest’estate che fa ancora i conti con la pandemia, abbiamo dovuto rivedere le nostre abitudini estive e tornare ad apprezzare ciò che abbiamo più vicino, e magari forse per la prima volta in vita nostra passare le ferie tanto attese in città. Tutto questo mi fa riflettere e fare un salto indietro nel tempo, agli anni ’70-’80 quando la convenzione di Schengen ancora non esisteva e non era così banale fare un viaggio fuori dai confini. Passare le vacanze in città o comunque nel proprio paese era normale e fare anche una semplice gita fuori porta era una festa, un momento conviviale da condividere con parenti, amici, vicini di casa etc.

Nonostante le difficoltà e le routine quotidiane, la gente aveva bisogno di rigenerarsi e svagarsi un po’, e quindi sono state pensate molte attività divertenti, e chi lo dice che una volta ci si annoiava di più?

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Legia Warszawa – i motivi di un dominio

Legia Warszawa

Il Legia Warszawa ha da poco festeggiato la vittoria dell’Ekstraklasa, dimenticando così il passaggio a vuoto del 2019, quando il Piast Gliwice gli soffiò un titolo che sembrava certo superandolo in classifica a un passo dal traguardo. La squadra, allenata dal serbo Aleksandar Vuković, già giocatore e tecnico del club, ha conquistato la quattordicesima affermazione nella massima competizione polacca, raggiungendo così Górnik Zabrze e Ruch Chorzów nella classifica della società più vincenti (14 “scudetti” anche per loro). Si può dire che il calcio, in Polonia, sia tornato alla normalità, perché quello appena messo in bacheca si è trattato del sesto trofeo negli ultimi otto anni per il sodalizio della capitale, capace di imporsi anche nel 2013, nel 2014, nel 2016, nel 2017 e nel 2018. A rompere l’egemonia sono stati solamente il Lech Poznań (nel 2015) e, come detto, il Piast (nel 2019). Alla luce del risultato, due sono le domande da porsi: perché il Legia riesce quasi sempre a imporsi? E ancora: chi potrà spezzare questo dominio?

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Sokrates Starynkiewicz – il generale russo che amava Varsavia

starynkiewicz

Varsavia, primo dicembre 1875. Fa molto freddo, come è lecito aspettarsi da queste parti in una sera di fine autunno. Alla stazione Petersburski è appena arrivato un treno da San Pietroburgo. Quando la locomotiva è ormai ferma e sbuffa gli ultimi aliti di vapore, tra i pochi passeggeri che scendono c’è un uomo dallo sguardo severo, il volto segnato da un paio di occhiali piccoli e ovali, e da un paio di baffi folti che gli coprono le labbra. Sotto il cappotto, su cui ha appuntata l’aquila bicipite, porta una divisa da ufficiale dell’esercito imperiale. Tra i suoi bagagli c’è una valigia piena di documenti, uno dei quali attesta che lui, il maggior generale Sokrat Ivanovič Starynkevič, è stato chiamato a fare le funzioni del sindaco di Varsavia. In fondo al foglio, la firma di Alessandro II Romanov, zar di tutte le Russie.

Ancora non lo sa, ma governerà Varsavia per sedici anni e ci rimarrà per altri dieci, fino alla sua morte nel 1902. Non sa neanche, e di certo non lo immagina, che sarà un amministratore incredibilmente amato. All’epoca è solo un ufficiale russo in pensione, chiamato a governare una città pacificata nel sangue, capitale di una provincia orgogliosamente ribelle. Non parla neanche bene il polacco. Sa solo che da quelle parti il suo nome suonerà Sokrates Starynkiewicz.

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Gdynia – la giovane centenaria del Baltico

Gdynia

Non sempre è facile avere la prospettiva giusta per capire quanto è lungo un secolo. Può aiutare allontanarci dai nostri luoghi consueti e guardare alla costa baltica. Un viaggiatore partito da Danzica e diretto a occidente, nel 1919 avrebbe incontrato un villaggio di pescatori. Poche famiglie, qualche baracca, barche in attesa di prendere il mare. Nello stesso luogo oggi sorge una città di quasi 250.000 abitanti, il più grande centro urbano non capoluogo di regione in Polonia. Parliamo di Gdynia, la giovane regina del Baltico.

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