Miłość: cronaca di un amore spezzato.

Miłość

Forte di una storia vera e di un grande cast, Miłość è il film che ha reso noto al grande pubblico Sławomir Fabicki.

di Elettra Sofia Mauri.
 

Tra le nuove leve del cinema polacco, si sta facendo strada Sławomir Fabicki, ex matematico dell’università di Varsavia, passato poi alla scuola di cinema di Łódź, prima come sceneggiatore e poi come regista. Pur non avendo ancora una lunga filmografia alle sue spalle, Fabicki si è già fatto notare a livello internazionale, ottenendo una nomination all’Oscar come miglior cortometraggio nel 2001 con “A man thing”.

MiłośćIl debutto con il grande pubblico (polacco ma non solo, visto che il film è stato presentato e premiato in diversi festival internazionali) è arrivato con Miłość (2012), grazie anche al cast ricco di volti noti del cinema polacco. Marcin Dorociński (già visto in “Jack Strong” e più recentemente in un ruolo minore in “Pod mocnym aniołem”) interpreta il ruolo del protagonista maschile; si può riconoscere tra gli attori anche Agata Kulesza (reduce dal successo clamoroso di “Ida” e magistrale interprete e coprotagonista di Dorociński in “Róża”) e Marian Dziędziel, attore feticcio di Smarzowski (sempre presente nei suoi film, il suo ruolo più memorabile probabilmente rimane quello del padre della sposa in “Wesele”).
Il regista ha preso spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, ovvero il terribile stupro da parte del proprio superiore denunciato da una dipendente comunale di una cittadina della Masuria, per sviluppare la storia di Tomek e Maria: una coppia apparentemente perfetta e con tutte le carte in regola per vivere felicemente (una bella casa, un buon lavoro e una neonata in arrivo) finché la crepa dell’atto di violenza, sfalda in un crescendo di tensione le fondamenta della loro relazione. La giovane coppia cerca di recuperare il sentimento che li aveva tenuti insieme fino ad allora, rituffandosi nei ricordi di un passato spensierato e felice. Tuttavia, per affrontare e vivere il presente, non si può rimanere nel passato, così si mostra la debolezza dell’affidarsi ai ricordi per andare avanti.

Fabicki sceglie di raccontare una storia d’amore, senza censurare nessuna delle sfumature che coesistono in questo misterioso sentimento. C’è così spazio per esplorare la gelosia, il sospetto e il risentimento che lentamente si insidiano nella coppia e sgretolano il loro rapporto. Viene mostrato anche il lato più drammatico dell’amore, in questo caso della madre per il proprio bambino, attraverso la depressione post-partum, e quello malato e disturbato, tramite la figura del sindaco.

Miłość è un titolo essenziale, così come è essenziale, ma non per questo scarna o incompleta, la regia di Fabicki. Alcune scelte audaci e originali, rendono la resa visiva estremamente efficace e intensa. La prima cosa che si nota guardando il film, è l’assenza di colonna sonora. Nessun suono, a parte quelli del sottofondo naturale, invade la scena. Si mantiene così la purezza e la veridicità delle emozioni dei protagonisti, mentre la tensione che si sviluppa durante la storia, viene amplificata ancora di più.

Miłość

Saltano immediatamente all’occhio anche le particolarissime inquadrature fatte dall’operatore Piotr Szczepański, sono infatti una vera e propria citazione dell’arte di Edward Hopper. Il regista stesso ha affermato di essersi ispirato ai suoi dipinti per ricreare il senso di solitudine e alienazione che pervade i protagonisti.

Fabicki lascia un finale aperto, non sappiamo se Maria e Tomek resteranno insieme, se il battesimo della loro bambina segnerà un nuovo inizio anche per il loro rapporto. Forse l’amore è qualcosa di così forte e ingovernabile, da renderci estremamente fragili e del tutto impotenti di fronte ad esso, come l’uccellino che va a sbattere improvvisamente contro il vetro di una finestra per poi morire sotto gli occhi di Maria, nella scena di apertura del film.

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