Lo strano caso di Jerzy Kosiński

Jerzy Kosiński

Alla scoperta dell’affascinante quanto ambigua figura di Jerzy Kosiński

 
di Lorenzo Berardi

La capacità di scrivere in una lingua diversa da quella natia non appartiene a molti autori. Ancora meno sono gli scrittori riusciti a convincere pubblico e critica pubblicando libri o romanzi non nella propria lingua madre. Padroneggiare un altro linguaggio quasi alla perfezione non è spesso ritenuto sufficiente da scrittori già affermati per decidere di accantonare la propria lingua d’elezione. Non a caso, persino un Nobel per la Letteratura come l’autore ebreo polacco Isaac Bashevis Singer continuò a scrivere nel natio yiddish per quarant’anni dopo essersi trasferito negli Stati Uniti.

Diverso il caso di Vladimir Nabokov e Agota Kristof. Abbandonati rispettivamente il russo e l’ungherese in favore delle proprie lingue d’adozione, inglese e francese, sia Nabokov che Kristof sono riusciti a pubblicare autentici capolavori. Un percorso già intrapreso all’inizio del XX secolo da un maestro della letteratura anglosassone modernista come il polacco Józef Teodor Konrad Korzeniowski, meglio noto come Joseph Conrad.

La carriera di Nikodem / Jerzy

E proprio a un grande come Conrad è stato talvolta paragonato un altro autore polacco, Jerzy Kosiński, capace di vendere circa 70 milioni di copie e tradotto in almeno trenta lingue. Nato a Łódź nel 1933 e registrato all’anagrafe come Nikodem Lewinkopf, il futuro vincitore del National Book Award americano ha tuttavia goduto di alterne fortune personali e letterarie.

KosińskiLasciata la Polonia alla volta degli Stati Uniti nel 1957 grazie a una borsa di studio ottenuta falsificando alcune lettere di raccomandazione, il futuro scrittore impiega appena otto anni per salire agli onori (e pagare gli oneri) della ribalta. Il successo letterario per Kosiński arriva infatti già nel 1965 con The Painted Bird (L’uccello dipinto). Scritto in inglese sotto la supervisione di alcuni editor madrelingua, il libro assesta un proverbiale pugno nello stomaco a lettori e benpensanti anglosassoni su entrambe le sponde dell’Atlantico. Crudo, brutale e feroce nelle sue descrizioni delle violenze fisiche e psicologiche perpetrate ai danni del giovane protagonista e voce narrante, un ebreo polacco, durante la Seconda Guerra Mondiale il romanzo non può certo passare inosservato. Alcuni commentatori americani rimproverano a Kosiński di non chiarire a sufficienza quanto di autobiografico e quanto di fittizio appaia nelle pagine del libro. Un’osservazione quantomai legittima dato che l’autore stesso sembra mischiare le carte di proposito e a più riprese su questo tema a costo di risultare scomodo e controverso.

Assai peggiori sono le reazioni suscitate dall’opera in Polonia. Il periodo non potrebbe essere meno propizio per apprezzare un semi-biografico j’accuse rivolto ai propri compatrioti gentili da un autore d’origine ebraica come Kosiński, per giunta emigrato negli States. Corre l’anno 1968 e a Varsavia si è nel pieno di una crisi politica interna del Pzpr (il Partito operaio unificato) che porta a una momentanea recrudescenza di antisemitismo e antisionismo convincendo migliaia di ebrei polacchi scampati all’Olocausto a emigrare altrove. Non sorprende quindi che Kosiński venga considerato dalle autorità socialiste un autore ‘anti-polacco’ e che la pubblicazione del suo libro in Polonia venga vietata (e lo resterà sino all’89).

L’effimero successo di critica

Anziché intaccarne il successo, le critiche ricevute dal libro nella Vecchia Europa e Oltreoceano ne moltiplicano la popolarità presso il grande pubblico. Gli allori della critica sono invece rimandati a quattro anni più tardi. È infatti il 1969 quando Kosiński si aggiudica il National Book Award statunitense grazie a Steps pubblicato l’anno precedente Kosińskie dal 2013 disponibile anche in edizione italiana per i tipi di Elliott. Il riconoscimento è prestigioso, basti pensare che nella rosa dei candidati quell’anno figurano autori del calibro di John Barth e Joyce Carroll Oates, tuttavia a Steps non arride un identico successo di pubblico. Troppo sperimentale la struttura dell’opera, composta da brevi frammenti, storie brevi e aneddoti semi-autobiografici polacchi (alcuni degni di Mrożek) non interconnessi. E forse troppo ardita la componente sessuale di un libro nel quale Kosiński dà libero sfogo a una serie di fantasie erotiche maschili che è facile scambiare per perversioni nude e crude. Per un lettore odierno è facile battezzare Steps come un libro ben scritto e talvolta brillante, ma intriso di sadismo, voyeurismo e misoginia. Tuttavia, bisogna anche tenere conto del contesto in cui l’opera fu scritta agli albori della rivoluzione sessuale in atto Oltreoceano e un anno prima della pubblicazione del discusso Lamento di Portnoy di Philip Roth.

Nel 1970 è la volta di Being There (trad. italiana Oltre il giardino) spesso considerata l’opera migliore dell’autore polacco-americano. Parte del successo ottenuto dal libro si deve anche alla fortunata trasposizione cinematografica, con Peter Sellers nel ruolo del protagonista, uscita nel 1979 e alla cui sceneggiatura collaborò lo stesso Kosiński.

Le accuse di plagio

Pur riportando lo scrittore nativo di Łódź sotto le luci della ribalta, i buoni risultati ottenuti dalla pellicola al botteghino risultano controproducenti rinfocolando i dubbi relativi all’originalità dell’opera dell’autore polacco-americano, tema già emerso a seguito del suo esordio letterario. Nel 1982 il settimanale americano Village Voice si spinge ad accusare esplicitamente Kosiński di plagio. Allo scrittore viene rimproverato di avere modellato la trama e vari passaggi di Being There su un classico minore della letteratura polacca d’anteguerra: Kariera Nikodema Dyzmy (La carriera di Nicodemo Dzyma) di Tadeusz Dołęga-Mostowicz, un libro allora ignoto al pubblico anglosassone, ma non ai polacchi.

Al coro di accusatori si aggiunge presto George Reavey, poeta e traduttore irlandese (nonché ex agente letterario di Samuel Beckett), che esce allo scoperto sostenendo di essere il ghostwriter di The Painted Bird. Una tesi mai confermata, ma che getta ulteriori ombre su Jerzy Kosiński. Persino il fatto di avere adoperato diversi stili di scrittura nel proprio corpus letterario diviene agli occhi di alcuni critici un’ulteriore prova della colpevolezza dell’autore originario della Polonia.

Il declino e la tragica scomparsa

Pur senza tradursi in effettive conferme, ammissioni di colpa o condanne di risarcimento, le accuse di plagio assestano un colpo decisivo alle fortune letterarie di Kosiński. All’inizio l’autore cerca di rispondere ai suoi oppositori Kosińskicon due nuovi romanzi: Pinball (uscito nell’82) e The Hermit of 69th Street (pubblicato nell’88), quasi a dimostrare la propria genuina fertilità creativa. Purtroppo entrambi i titoli – ancora oggi inediti in italiano – si rivelano un fiasco di vendite al di là dei propri demeriti letterari. In parallelo, lo scrittore appare in alcune produzioni cinematografiche recitando nei film Reds del 1981 (biopic del giornalista americano John Reed, autore de I dieci giorni che sconvolsero il mondo) e Religion Inc. del 1989 oltre a partecipare al documentario The Statue of Liberty nel 1985. Particine apprezzate, ma che non si traducono mai in una vera e propria carriera hollywoodiana per quanto la recitazione sia nelle corde di un uomo dalle molte identità e dagli altrettanti segreti.

Gli anni ’90 accolgono uno scrittore in declino, non ancora sessantenne ma già sofferente di disturbi cardiaci e di una forma di depressione legata alla mancanza di ispirazione. Il timore è quello di diventare un peso per i propri cari. La notte del 3 maggio 1991 Jerzy Kosiński si toglie la vita nel bagno del proprio appartamento newyorkese. Aveva cinquantasette anni ed era cittadino americano dal 1965. Accanto al corpo una nota scritta a mano: ‘Sto per addormentarmi un po’ più a lungo del solito. Chiamiamola eternità’.

Leggere Kosiński in italiano e in polacco

I libri di Jerzy Kosiński oggi disponibili in italiano beneficiano, salvo un’eccezione, della penna di un unicoKosiński traduttore dall’inglese, Vincenzo Mantovani. L’uccello dipinto (The Painted Bird) è stato ristampato nel marzo 2015 da Minimum Fax. Ad Elliott Edizioni, invece, si deve la recente versione italiana di Passi (Steps), pubblicata nel 2013 mentre Oltre il giardino (Being There) è uscito nel 2014 per i tipi di Minimum Fax. Bisogna invece ricorrere a mercatini dell’usato e siti specializzati per procurarsi una copia di Abitacolo (Cockpit) uscito per Longanesi nel lontano 1982 e di L’albero del diavolo (The Devil Tree) pubblicato nel medesimo anno da Arnoldo Mondadori Editore e tradotto da Bruno Oddera.

In Polonia si è dovuto attendere la fine del socialismo per arrivare a una scoperta di Kosiński ed è interessante notare come nel giro di appena cinque anni, fra l’89 e il ’94, tutte le principali opere dello scrittore siano state pubblicate in polacco. La fine di una censura che ha sì permesso all’autore nato a Łódź di essere letto dai polacchi, ma ha anche gettato nuove ombre sulle sue peripezie in patria, con gli eredi della famiglia che nascose il piccolo Nikodem/Jerzy durante la guerra a smentire indignati le brutalità descritte ne L’uccello dipinto. Oggi Kosiński gode forse di una maggiore popolarità in Italia rispetto alla natia Polonia e agli adottivi Stati Uniti dove, nonostante fosse amato da David Foster Wallace, il suo nome è circondato da una vaga diffidenza.

PoloniCult consiglia:

L’uccello dipinto di Jerzy Kosinski

Oltre il giardino di Jerzy Kosinski

Abitacolo di Jerzy Kosinski

Passi di Jerzy Kosinski

Oltre il giardino di Al Hasby (DVD deluxe edition)

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