Le donne di Lazar’, una saga familiare russa tutta al femminile

donne di lazar foto
Le donne di Lazar’ racconta un uomo attraverso storie di donne e attraverso la storia della Russia nel Novecento.

di Violetta Giarrizzo

In questo nuovo articolo di ESTensioni vi porto a scoprire un romanzo di Marina Stepnova, autrice russa molto amata in patria, la cui prosa elegante e colta viene spesso paragonata a quella di Ludmila Ulickaja.

Le donne di Lazar’ è la sua prima opera pubblicata in Italia, edita da Voland nella collana Amazzoni e tradotta da Corrado Piazzetta. Un grande successo editoriale in Russia che si è classificato terzo al rinomato premio letterario Bol’šaja kniga ed è stato successivamente tradotto in 24 lingue. Incuriosita da tanto clamore, ho colto l’occasione per approcciarmi a quest’autrice russa contemporanea.

Si tratta di una saga familiare che abbraccia l’intero XX secolo, attraversando la Rivoluzione, le due guerre mondiali e la perestrojka. La storia, tuttavia, riveste un ruolo piuttosto marginale all’interno del libro: sfiora di sfuggita i personaggi che continuano a muoversi guidati dai sentimenti, o anche solo dal senso del dovere, ponendo le relazioni umane al centro. Eppure non è un romanzo d’amore, ma più una riflessione sul destino umano, sulle scelte (spesso involontarie) e sulle loro conseguenze.

Il filo conduttore del romanzo è Lazar’ Iosifovič Lindt, un enfant prodige della matematica che si materializza una mattina del 1918 all’Università Statale di Mosca con la pretesa di venire ammesso seduta stante alla facoltà. Dopo le ritrosie iniziali (Lazar’ è un giovane ebreo smunto e infestato dai pidocchi) non solo viene ammesso, ma viene accolto sotto l’ala protettrice di Čaldonov, figura di spicco della nomenklatura russa, grazie esclusivamente alle sue incredibili abilità matematiche. Nel corso del romanzo, l’autrice esorta spesso il lettore a controllare la veridicità delle informazioni riguardo ai personaggi citati nel libro. Facendo qualche ricerca ho effettivamente scoperto che Marina Stepnova si è ispirata con molta probabilità a Lev Davidovič Landau, fisico sovietico di origini ebraiche. La scalata sociale di Lindt lo porterà a lavorare alla creazione della bomba atomica, ma ciò che probabilmente segnerà la sua vita non sono i suoi successi professionali quanto i suoi fasti amorosi.

Eppure lasciamo un attimo da parte il carismatico e misterioso Lazar’ Lindt, dal momento che, come si evince dal titolo, le vere protagoniste della storia sono proprio le donne che gravitano intorno a lui. Ogni capitolo, a eccezione di quello che approfondisce la figura di Lazar’, è infatti dedicato a ognuna di esse, ovvero Marusja, Galina Petrovna e Lidočka. Mentre le figure maschili servono principalmente da contorno e da fulcro della narrazione, le donne hanno una posizione di rilievo nel concatenamento degli eventi.

Marusja, la fedele moglie di Čaldonov è l’oggetto dell’appassionata e silenziosa adorazione di Lindt, che si promette un giorno di godere anche lui di un amore e di una felicità domestica così smisurata. A lettura conclusa, questa dichiarazione risuona come un’infausta profezia destinata ad abbattersi sulle loro vite, sconvolgendo la futura esistenza delle altre due protagoniste. Marusja è forse l’unico personaggio completamente positivo, pervasa com’è da una spumeggiante vitalità e gioia di vivere. Un angelo del focolare sovietico, dedita alla casa, al marito e ai suoi cetriolini in salamoia. Forse proprio per questa bontà risulta, in un certo senso, stereotipata ed è in effetti la donna che evolve meno nel romanzo. Il suo idillio familiare viene turbato dal trasferimento nella città di N-sk (Novosibirsk?), dove un incontro inaspettato con la miseria la trasformerà in un’eroina pronta a dedicarsi anima e corpo al prossimo con grande abnegazione.

La narrazione è scandita da diverse epifanie, o meglio, eventi improvvisi che sconvolgeranno la vita delle donne che dovranno fare i conti con la brutalità della vita. Galina Petrovna, ad esempio, è una Galočka bellissima, ingenua e ubbidiente prima di trasformarsi in donna gelida, infelice e opportunista, a seguito delle infelici circostanze che legheranno indissolubilmente la sua vita a Lindt. E così Lidočka all’inizio è semplicemente Crespina, dolce come le caramelle del suo nomignolo (la barbariska è una popolare caramella russa fatta con le bacche di crespino) e circondata dall’amore dei genitori. Assisteremo alla sua metamorfosi in Lidočka, bambina e in seguito giovane donna solitaria e silenziosa, una promessa del balletto russo.

Con la sua malinconia e fragilità Lidočka è il personaggio con il quale si riesce a empatizzare di più. Forse perché fin dal primo capitolo si fa l’incontro con Crespina, quella bambina delicata alla quale inevitabilmente si ripensa durante la lettura di tutto il romanzo. La sua presenza è quasi impalpabile, attraversa in punta di piedi le pagine così come fa nel balletto, riuscendo comunque a lasciare comunque un profondo segno nel lettore.

Non poteva aiutare nessuno, ma VEDEVA il dolore altrui, rimanendo impassibile, senza nemmeno tentare di allontanarsi. Come si conviene a una vittima ideale, Lidocka si sentiva obbligata a fare tutto ciò che le risultava sgradevole e addirittura ripugnante, ma indispensabile per il prossimo. Glielo aveva insegnato la danza. La danza di Lidočka Lindt. La sua personale predestinazione”.

Lidočka, suo malgrado, non ama il balletto. Quello che le interessa di più è un vecchio libro di cucina della Molochovec, appartenuto a Marusja tanti anni prima, per conoscere le dosi esatte per preparare i bigné e i biscotti di mandorla. Da Marusja ha ereditato il senso materno e il desiderio di ritrovare il calore familiare e così, inconsapevolmente chiude il cerchio, riconducendo il caos di quasi un secolo al naturale ordine delle cose.

La prosa di questa saga tutta al femminile è molto ricca, quasi opulenta per la gran quantità di sinonimi e apposizioni impiegati nelle descrizioni. Marina Stepnova utilizza un narratore onnisciente, a volte dal tono velatamente sarcastico, che conduce il lettore per mano, ma spesso ne stimola anche impressioni e ne influenza il giudizio. Senz’altro una lettura fresca e scorrevole, attraverso la quale si ha uno scorcio sulla crème de la crème della società russa, sulle loro passioni e sui patimenti amorosi.

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