Jacek Kochan in concerto nella “Città della Mole”.

Jacek Kochan

Con lo Jacek Kochan trio, le stelle del jazz polacco a Torino per Slavika.

di Claudia Vicini.
 

Torino si tinge di Jazz, e non solo! Stavolta a raccontarcelo “a suon di bacchette” è Jacek Kochan (Cracovia, 18 dicembre del 1955), batterista, compositore e arrangiatore polacco, in un’occasione del tutto spumeggiante.

Dal 15 al 21 marzo nella “Città della Mole” ha avuto luogo la prima edizione di Slavika, un festival internazionale dedicato alla diffusione delle culture slavo-balcaniche, letterarie, musicali e gastronomiche. Un festival informale, che coniuga le espressioni artistiche nella loro interezza, organizzato dal Polski Kot di Via Massena 19, con il sostegno del Consolato Polacco di Milano e dell’Istituto Polacco di Roma, oltre al patrocinio del Comune di Torino.

In occasione della giornata di apertura di Slavika, alle Officine Corsare di Torino abbiamo ammirato proprio l’innovativo sound jazzistico di Jacek Kochan (di cui riportiamo alcune foto in seguito), in un trio che lo accompagna da anni nei suoi concerti internazionali, composto da Dominik Wania (al piano) e Michał Kapzuck (al contrabbasso).

Jacek Kochan

La band ha proposto brani inediti tratti dal loro ultimo disco, di cui Kochan è compositore, trasportando l’intero pubblico (numeroso, e piacevolmente partecipe) all’interno di suggestioni armoniche insolite al nostro timpano.

La carriera concertistica del noto batterista ha avuto inizio negli anni ’70, trasferitosi a New York e, successivamente, in Canada. Sono gli anni in cui studia con Jaco Pastorius e Robbie Gonzalez, entrando in contatto con molti dei più noti musicisti del panorama jazz internazionale.

Jacek Kochan 4 PoloniCultIl 1995 vede il suo ritorno in patria nelle vesti di arrangiatore e compositore; ma non sarà una sconfitta, bensì un modo per far circolare le idee innovative acquisite negli USA. A tal proposito, il sound di Jacek Kochan risulta molto innovativo e ben lontano dalla tradizione jazzistica statunitense, un jazz connotato dai suoni stravaganti e pungenti del piano elettrico e non più dalla classicità del pianoforte tradizionale. Tale sembrerebbe un punto di forza o di debolezza, al parere dei molti, ma non per la Polonia; un paese da sempre legato alla tradizione artistica e alle memorie musicali, storiche e letterarie, che ha saputo esportare nel resto d’Europa e del mondo un sound nuovo e lontano dall’amata, seppur scontata, tradizione. Jacek Kochan incarna a 360° lo spirito della Polonia attuale e del suo popolo, un luogo culturalmente vivo e fortemente legato alle memorie del passato, ma pienamente inserito all’interno di un contesto artistico e culturale in continua evoluzione e trasformazione.

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