Fatti il tuo Paradiso di Mariusz Szczygieł

Szczygiel portret PoloniCult
Il noto e apprezzato giornalista e scrittore Szczygieł dalla Polonia ci racconta la “sua” Repubblica Ceca.

di Mario Carbone

Vorrei portare all’attenzione dei lettori di Polonicult un libro che, sono sicuro, li appassionerà, un reportage giornalistico che si lascia leggere con la leggerezza di un romanzo. A volte si ha l’impressione di avere di fronte una commedia fantastica per il numero delle volte che le nostre labbra si inarcano verso l’alto mentre leggiamo di personaggi talmente lontani dalla normalità che ci circonda da essere considerati improbabili. Si è parlato spesso in queste pagine della grande tradizione polacca in riferimento al genere letterario denominato reportage. Kapuściński e Szczygieł ne sono due ben noti esponenti, vi esorto a leggere l’articolo guida al reportage polacco  per approfondire l’argomento.

Fatti il tuo paradiso cover PoloniCultFatti il tuo paradiso (Zrób sobie raj) è una vera dichiarazione d’amore, l’amore del suo autore Mariusz Szczygieł per la Repubblica Ceca e il popolo ceco in generale, per la loro spensieratezza che in maniera caratteristica si contrappone all’inclinazione polacca verso la tragedia.

Ammetto di aver avuto qualche dubbio nello scrivere la recensione di questo libro per un blog di cultura polacca poi ho pensato che se è possibile parlare di stranieri che amano la Polonia si possa anche scrivere di polacchi che amano la Repubblica Ceca.

Il libro è un continuo susseguirsi di esempi esilaranti di personaggi come lo scultore David Černý che dipinge di rosa un carrarmato sovietico, crea cavalli morti che penzolano a testa in giù dal soffitto con eroi nazionali che danno umoristicamente la carica, fontane con sembianze umane che pisciano (usa esattamente questo termine) sulla ex Cecoslovacchia e di persone che si abbeverano dai loro genitali dimostrando quanto i Cechi siano in grado di ridere di se stessi ma ci ricorda anche che se per entrare in un condominio situato in una via di Praga bisogna digitare sul citofono il codice 1968*, dove l’asterisco rappresenta la stella sovietica, è perché non potranno mai dimenticare chi ha tolto loro la libertà di ridere come successe con la repressione della cosiddetta Primavera di Praga nel ’68.

Temi come capacità di ridere di se stessi e spensieratezza si accompagnano a quello dell’ateismo in maniera sorprendente per un osservatore polacco. Szczygieł ci racconta del vescovo felice di aver battezzato cinque bambini in un anno e di quella bigliettaia delle ferrovie che voleva accompagnare l’autore a Brno a vedere il Papa ma solo per fare una gita. Il culmine del paradosso ceco si raggiunge con l’incredibile biografia di Jara Cimrman, considerato dai Cechi uno dei più grandi geni, inventore, poeta, scultore, ingegnere a livello di Leonardo da Vinci, peccato che non sia mai esistito!

Jara Cimrman PoloniCult

In questo libro troverete tanti motivi per ridere quanti spunti di riflessione, come quando Szczygieł afferma in maniera quasi profetica, visti i recenti fatti occorsi in Francia, a proposito della statua di Saddam Hussein scolpito come fosse uno squalo che “i mussulmani non s’intendono di ironia” oppure quando ci racconta che durante una discussione tra i due famosi scrittori Hrabal e Bondy, il primo chiede all’altro di ritornare per morire nella Repubblica Ceca perché da Praga la strada per il paradiso è più breve.

Non mi resta che concludere consigliando la lettura di questo libro soprattutto a coloro che si sentono giù, magari angustiati per il lavoro e un po’ depressi cercano il senso della vita perché, come dice lo stesso autore, la cultura ceca si propone come valido sostituto del Prozac!

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