Mission to Moscow – quando Stalin era di casa a Hollywood

Mission to Moscow

Uno dei film stalinisti più “fedeli alla linea” è stato prodotto non a Mosca o in qualche altra capitale del blocco sovietico, bensì a Hollywood. E non si tratta di un film di serie B, o prodotto in semiclandestinità da qualche cineasta marginale, ma di una produzione costosa e promossa con notevole dispiego di mezzi sul mercato statunitense. Stiamo parlando di Mission to Moscow, una pellicola del 1943 prodotta da uno dei maggiori studi americani, la Warner Bros, che tesse spudoratamente le lodi del regime di Stalin, giustificandone senza riserve le politiche di terrore e dipingendo allo stesso tempo l’Unione Sovietica degli anni trenta del secolo scorso quasi come un paradiso in terra

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Treblinka – cronaca dall’inferno

treblinka

Non è la prima volta che la pagina virtuale di PoloniCult si apre alle dolorose voci di chi è stato testimone dell’Olocausto e questo perché, da polonisti, è semplicemente impossibile evitare di parlarne, aggirare l’ostacolo e lavarsene le mani. Per capire la Polonia di oggi, bisogna essere disposti a guardarne le ferite o lo sguardo che le si potrà rivolgere, sarà solo quello di un turista che l’ha scelta come meta per la sua economicità…

Torniamo oggi con ESTensioni per parlare di un libricino – forse sarebbe meglio dire pamphlet – di sole 79 pagine edito per i tipi di Adelphi: L’inferno di Treblinka a cura di Vasilij Grossman.

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Storie di donne bulgare

Donne bulgare

Uno sguardo sul cinema bulgaro attraverso due film che, a un quarto secolo di distanza, raccontano ciascuno la storia diversa di una donna e del suo conflitto con la società.   di Andrea Ferrario   Il cinema bulgaro rimane purtroppo ancora un oggetto sconosciuto per il pubblico italiano. I casi…

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Martin Frič, una vita al servizio del cinema

Fric

Il cinema ceco e quello slovacco sono noti internazionalmente soprattutto per la nová vlna (nuova ondata) degli anni sessanta del secolo scorso. Come le altre parallele “nuove ondate” in Europa e in altri luoghi del mondo, anche quella ceca e slovacca si basava in larga parte sul concetto dell’autore che con la sua “camera-stylo” esprime la propria creatività personale dando vita a uno stile unico e innovativo. Ma ci sono registi che hanno prodotto ottimi film senza aderire a quella che è nota come la “politica dell’autore”. Tra di essi spicca il ceco Martin Frič, la cui figura rimane pressoché sconosciuta a livello internazionale, nonostante la sua rilevanza.

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Correre. La storia discreta e cecoslovacca di Emil Zatopek

Correre Zatopek

Quando si affronta un libro dedicato a una vicenda di sport, più spesso quando si tratta del preciso sottogenere delle biografie sportive, il timore è di approcciare libri nati sbagliati. Questo accade perché le vicende di sport a volte sono raccontate con i toni trionfalistici e patinati che il professionismo di oggi pare richiedere, a volte perché il sensazionalismo e la volontà di raccontare sconvolgenti retroscena offuscano il messaggio originale. Per fortuna non capita sempre, per fortuna non capita nemmeno a Correre di Jean Echenoz, scrittore francese che ha dedicato questo agevole libriccino di circa centocinquanta pagine pubblicato in Italia da Adelphi a uno dei più grandi podisti di tutti i tempi, il cecoslovacco (allora) Emil Zatopek.

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Karel Čapek, di robot e salamandre

Čapek

Ed è proprio percorrendo e ripercorrendo palmo a palmo i titoli presenti al primo piano del Richard Booth Bookshop che mi sono imbattuto in una raccolta di racconti di un autore a me allora noto da poco, ma già molto apprezzato: Karel Čapek. Noto a molti per avere inventato il termine ‘robot’ nell’accezione che oggi conosciamo di automa semovente dotato di intelligenza artificiale, Čapek è stato un autore dalla fantasia sconfinata.

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Ota Pavel, rompere il ghiaccio in Boemia

Ota Pavel

La cittadina boema di Buštěhrad si trova a una ventina di chilometri da Praga. Il turista qui arriva soltanto per caso. Ed è un peccato. Due o tremila anime in croce, le rovine di uno splendido castello rinascimentale in cima a una collinetta e la mole barocca dell’ex birreria imperiale sulle sponde di due laghetti artificiali creati ‘per il diletto dei cittadini’. Dal 2002 il visitatore di passaggio approdato nel borgo sulla strada per la capitale ceca può dedicare un’ora scarsa del proprio tempo a un piccolo museo ospitato in una casetta dalle tinte pastello. Una sola ampia stanza ma tirata a lucido e ricolma di memorabilia, fotografie, sbiaditi articoli di giornale, poster e aspirapolvere anteguerra. Il Muzeum Oty Pavla u rotta è dedicato alla vita e agli scritti del cittadino di gran lunga più celebre di Buštěhrad, Otto Popper, meglio noto come Ota Pavel.

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Tempo di seconda mano, Nobel alla Russia travolta

Tempo di seconda mano

Tempo di seconda mano è la fatica più recente della fresca vincitrice del premio Nobel per la letteratura Svetlana Aleksevic. di Salvatore Greco Ho letto Tempo di seconda mano qualche mese fa, ironicamente arrivando all’edizione italiana (curata splendidamente dai tipi di Bompiani) passando prima da quella polacca – imbastita dal…

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Antal Szerb, scrittore senza frontiere.

Antal Szerb

Mi è venuto in mente che devo andare in Italia per forza, fino a quando l’Italia si trova ancora al suo posto e fino a quando posso, possiamo andare ancora da qualche parte. […] Il viaggio all’estero non è una necessità primaria e lo Stato totalitario prima o poi proclamerà sicuramente l’idea che il vero patriota non lascia la propria terra, il vero patriota sta seduto a casa”.

Antal Szerb – La terza torre (A Harmadik Torony, 1936) traduzione di Luigia Guida.

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Sankja, o della rivoluzione fatua.

San'kja

Quasi di diritto un classico della letteratura russa contemporanea, Sankja è uscito nel 2006 dall’abile penna di Zachar Prilepin e dal 2009 possiamo apprezzarlo in italiano grazie alla traduzione di Enzo Striano e naturalmente all’opera inestimabile dell’editore Voland. Sankja non può essere un eroe e nemmeno un picaresco antieroe, ma non si può non solidarizzare con lui nella sua goffa ingenuità, nella sua rabbia senza sbocco e nella sua sofferenza senza apparente spiegazione. Leggere delle sue disavventure è dunque un tuffo nella Russia più profonda dell’oggi…

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