Stefan Zgliczyński, Gli antisemiti siamo noi

antisemitismo polacco

Polska jest krajem antysemickim. La Polonia è un Paese antisemita. Secco, senza lasciar spazio a compromessi, senza cercare di ammorbidire i termini, è l’enunciato che apre il saggio di Stefan Zgliczyński Antysemityzm po polsku (Antisemitismo in polacco, Książka i Prasa, 2007). Il resto del libro è dedicato alla dimostrazione di questo asserto.

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Jan Neruda, I racconti di Malá Strana

Neruda

Ne Le città invisibili di Italo Calvino, un Gran Khan insolitamente bizantino chiede al suo ambasciatore Marco Polo come mai, tra le tante città i cui nomi fiorivano nelle sue storie di terre lontane, mai egli pronunciasse il nome di Venezia. E Marco risponde: “Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia. […] Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.” Così è di Praga nella letteratura ceca.

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De recta architectura

Biennale

Per un’architettura etica: il padiglione polacco alla Biennale di Venezia 2016 – di Roberto Reale – Nel febbraio 2014 Zaha Hadid, a chi le domandava cosa gli architetti possano fare per limitare le morti bianche tra i lavoratori dell’edilizia, rispondeva che la questione era di competenza del governo, non sua…

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Zygmunt Bauman – L’altro alle porte

Bauman

Basta un muro a proteggerci dalle invasioni? A questa domanda, apparentemente urgente e cruciale quanto nessun’altra, l’unica risposta possibile è che essa è mal posta; e decostruirne rigorosamente i meccanismi e le ideologie che vi si inscrivono, denunciandone tanto la drammaticità della storia che la produce quanto la perdita di senso che ne consegue.

Perché muro? Perché proteggerci? Perché invasioni? La scelta delle parole non è casuale, ma allude a una visione del mondo che, nel momento in cui si pone come narrazione egemone, esclude da sé ogni possibilità non solo di critica, ma di dialettica in senso lato. Nel momento presente interrogarsi sui presupposti di quella narrazione è dovere di coscienza civile, e non è senza significato che Zygmunt Bauman, il filosofo e sociologo polacco scomparso appena un mese fa, vi consacri il penultimo dei suoi scritti: Strangers at Our Door, Cambridge, Polity, 2016.

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Leszek Kołakowski – mutazioni dell’identità

Kolakowski

Capita di essere apprezzati all’estero più che in patria, o comunque in modo diverso e per ragioni diverse. […] E spesso, paradossalmente, la lettura nazionale, endogena, è quella che meno giustizia rende al pensiero o all’autore che ne è oggetto, appunto perché i fattori ideologici o identitari hanno qui un “peso specifico” maggiore, e facilmente ci si presta a correggere il tiro. […] Questa sorte di “lettura scissa” fu anche di Leszek Kołakowski, uomo dalla carriera complessa, ma senza alcun dubbio tra i maggiori pensatori politici che non la sola Polonia, ma l’Europa ha avuto nel XX secolo.

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Roman Ingarden – L’opera d’arte letteraria

Ingarden

L’opera d’arte letteraria è il vertice del lavoro di Roman Ingarden, e forse l’unico suo libro che abbia travalicato i confini spesso opachi della cultura nazionale polacca per guadagnare all’autore una fama all’estero.
Vertice precoce: perché Ingarden pubblicò una prima stesura tedesca (dal titolo Das literarische Kunstwerk. Eine Untersuchung aus dem Grenzgebiet der Ontologie, Logik und Literaturwissenschaft) nel ’31, a soli 38 anni. Dopo la guerra però, come gesto di rivendicazione della propria identità nazionale, egli lavorò ad una successiva edizione, stavolta in polacco (O dziele literackim), che uscirà nel ’60.

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Pensiero matematico, pensiero estetico

pensiero

La storia della Polonia nel XX secolo è una storia maltrattata; non meno maltrattata è la storia del suo pensiero. Maltrattata perché divulgata, soprattutto all’estero, in una forma frammentaria che non serve certo a rivendicarne il valore. E però va detto, fin da subito, che il pensiero filosofico della Polonia contemporanea non ebbe soltanto una funzione vitale di mediazione e sintesi delle tante istanze che hanno attraversato la riflessione europea nel corso del secolo, ma seppe produrre risultati di originalità assoluta.

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