Agnus Dei: il mistero della fede

Agnus Dei Cover PoloniCult

Polonia, 1945. Il giovane medico Mathilde lavora per la Croce Rossa francese, curando i connazionali sopravvissuti ai campi di concentramento. La sua impegnativa routine lavorativa viene improvvisamente interrotta da una disperata richiesta d’aiuto: una giovane suora polacca si presenta alla sede della Croce Rossa, cercando di spiegarsi in qualche modo, non parlando francese. Mathilde la rimanda fuori senza darle troppa importanza, non rientra nei suoi doveri curare i polacchi. Eppure, la suora riesce nuovamente ad attirare la sua attenzione. Se ne sta lì, nella neve, immobile, inginocchiata in preghiera. Qualcosa scatta nell’animo della giovane francese, che sceglie di seguire la suora fino al convento, dove scopre il motivo dell’urgenza della sua richiesta. Una sconvolgente realtà attende il medico, la maggior parte delle religiose sono in stato di gravidanza e una di loro sta per partorire. Mathilde scopre così che il convento è stato preda di alcune violente incursioni da parte dei soldati sovietici che hanno violentato le sue abitanti.

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La signora dello zoo di Varsavia: qual è il prezzo per i giusti?

La signora dello zoo di Varsavia PoloniCult

Forse non tutti sanno che le mura dello zoo di Varsavia conservano un’incredibile storia vera di amicizia ed eroismo, avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale. La signora dello zoo di Varsavia (The Zookeeper’s Wife, 2017), distribuito in Italia in dvd dall’8 marzo 2018, racconta proprio questa storia: quella dello zoologo Jan Żabisńki e di sua moglie Antonina, responsabili della gestione dello zoo nella capitale polacca, che tra il 1939 e il 1945 misero in salvo circa 300 ebrei nascondendoli all’interno della loro struttura. Gli Żabisńki ottennero il riconoscimento di Giusti tra le Nazioni nel 1965 per le loro azioni eroiche.

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11 minuti: la frenesia del nulla di Jerzy Skolimowski

11 minuti

In undici minuti può accadere tutto e niente, Jerzy Skolimowski sceglie di mostrarci gli estremi di questo immenso spettro di possibilità. Dalle 17 alle 17:11 assistiamo allo svolgersi delle vite di una serie di personaggi sullo sfondo di una Varsavia sempre in movimento. Cosa hanno in comune un corriere della droga, un venditore di hot dog, un’aspirante attrice e il suo marito geloso, l’equipe di un’ambulanza, un giovane rapinatore e una ragazza con il suo cane? In apparenza niente, di fatto potrebbe essere tutto. Il frenetico succedersi di fatti porta all’illusione di una simultaneità nello svolgersi del tempo, quando in realtà è proprio la concezione stessa del tempo a essere messa in discussione.

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Ewa chce spać – una surreale commedia del ridicolo

Ewa chce spac

In una stramba cittadina dove nessuno sembra dormire mai, la giovane Ewa è alla disperata ricerca di un posto dove passare la notte. Arrivata un giorno in anticipo per l’inizio della scuola, Ewa si trova negato l’accesso al dormitorio studentesco, potrà entrarci solo il mattino seguente. Non le rimane che incamminarsi per le vie sconosciute della città sperando di incontrare qualcuno che l’aiuti. Stranamente non si rivela difficile trovare dei passanti nonostante la tarda ora, sembra infatti che nessuno abbia intenzione di andare a dormire in quella città.

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Ciało, anatomia delle emozioni

Cialo

Ciało (Body, 2015) è un’intensa black comedy firmata da Małgorzata Szumowska, che da sempre nei suoi lavori va alla ricerca del mistero del rapporto tra corpo e spirito. La regista esplora con brillante ironia un grande tema esistenziale, bilanciando con maestria i momenti di pathos e tragicità a quelli di leggerezza e umorismo.

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Sala samobójców: il limite tra vita reale e virtuale

Sala Samobojcow

Sala samobójców (Suicide Room,  2011) è il film di debutto del giovane regista polacco Jan Komasa. Prima di raggiungere il successo con Miasto 44, colossal storico ricco di effetti speciali, Komasa si è fatto conoscere e apprezzare dal pubblico, soprattutto dai più giovani, con questa opera prima, di cui firma anche la sceneggiatura.

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Kochaj i rób co chcesz: una commedia a ritmo di Disco Polo

Kochaj i rob co chcesz

Kochaj i rób co chcesz (“Ama e fai ciò che vuoi”, 1997) rappresenta il lato più leggero e scanzonato del cinema polacco. Una trama semplice e a tratti quasi rocambolesca rende questa commedia musicale piacevole da guardare, e senza impegno. La storia e la colonna sonora riportano alle origini del fenomeno Disco Polo, di cui abbiamo già parlato, e che negli ultimi anni sta vivendo un inaspettato revival.

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L’incredibile storia di Wojtek, l’orso soldato

Wojtek

Wojtek era il nome di un orso, che servì fedelmente (a suo modo) la 22° Compagnia Trasporti del 2° Corpo d’Armata polacco dal 1942 al 1947. Con i suoi 250 kg di peso e quasi due metri di altezza la presenza di Wojtek nell’esercito non passava inosservata e lo distingueva dalle altre mascotte presenti al campo. All’epoca tra i soldati era molto comune avere dei piccoli animali domestici come mascotte con il principale scopo di tenere alto il morale tra i commilitoni e rallegrare, per quanto possibile, la loro esperienza in guerra. Si trattava di solito di cani, gatti, o al massimo caprette, ma un orso-soldato non si era mai visto prima di Wojtek.

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Miasto 44: l’atrocità del male.

Miasto 44

Il 2014 ha visto venire alla luce una tra le più imponenti produzioni polacche dell’ultimo decennio: Miasto 44 può vantare infatti un budget di ben 5,8 milioni di euro. Il giovane regista Jan Komasa (classe 1981) ha dovuto aspettare 8 anni per raccogliere i fondi necessari e riuscire a portare sul grande schermo il suo progetto. Oltre ad aver diretto il film, Komasa ne firma anche la sceneggiatura, rendendosi un autore a tutti gli effetti.

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