11 minuti: la frenesia del nulla di Jerzy Skolimowski

11 minuti

In undici minuti può accadere tutto e niente, Jerzy Skolimowski sceglie di mostrarci gli estremi di questo immenso spettro di possibilità. Dalle 17 alle 17:11 assistiamo allo svolgersi delle vite di una serie di personaggi sullo sfondo di una Varsavia sempre in movimento. Cosa hanno in comune un corriere della droga, un venditore di hot dog, un’aspirante attrice e il suo marito geloso, l’equipe di un’ambulanza, un giovane rapinatore e una ragazza con il suo cane? In apparenza niente, di fatto potrebbe essere tutto. Il frenetico succedersi di fatti porta all’illusione di una simultaneità nello svolgersi del tempo, quando in realtà è proprio la concezione stessa del tempo a essere messa in discussione.

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Quattro notti con Anna: storie di amore tossico.

Quattro notti con Anna

La lunghissima carriera di Jerzy Skolimowski non è stata una scalata di magnifiche sorti e progressive, ma anzi ha conosciuto momenti di calo e di buio. Per un lungo periodo iniziato nel 1992 e durato quasi diciotto anni il regista si era ritirato a vita privata, prima di tornare sulle scene con un capolavoro delicato come Quattro notti con Anna.

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Deep end. La ragazza del bagno pubblico.

Apolide, così è stato definito il cinema di Skolimowski, autore che a detta di Tadeusz Sobolewski si è sentito sin da subito intrappolato “dall’identità polacca”. I film hanno difatti risentito dei numerosi spostamenti del regista, emigrato in numerosi paesi dal Belgio alla Francia, dalla Germania agli Stati Uniti.
In questa prospettiva, come ha osservato il regista e critico francese Jean Douchet,  Deep End (1970) “ha tutto di un film inglese” a partire dalla splendida colonna sonora di Cat Stevens.

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