Acciaio contro acciaio – di Singer, Varsavia e Grande guerra.

Acciaio contro acciaio

È opinione diffusa tra gli appassionati di storia contemporanea che la Seconda guerra mondiale goda di una fortuna editoriale ben maggiore rispetto a quella della Prima con una quantità di titoli rivolti alle vicende del conflitto scatenato dalla Germania di Hitler di molto superiore a quelli della Grande guerra. Una tendenza simile si rispecchia spesso anche in letteratura, per questo l’uscita nella Biblioteca Adelphi del romanzo Acciaio contro acciaio di Israel J. Singer ambientato proprio negli anni tra il 1915 e il 1917 appare particolarmente interessante anche per vedere dalle mani di un grande narratore un pezzo di storia bistrattato dai più.

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Grzegorz Kwiatkowski: resistenza lirica a tempi prosaici

Kwiatkowski

Scrivere poesia nel 2016 somiglia sempre più a un atto di resistenza culturale. Non è questo il luogo adatto per interrogarsi sui motivi che hanno portato l’espressione letteraria del sentire umano occidentale a convergere sempre più sulla prosa, ma è doveroso premetterlo quando si presenta l’opera di un giovane poeta.

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Apologia di un classico: Bolesław Prus – La bambola

Prus

Considerato dal poeta e Nobel per la Letteratura Czesław Miłosz come «il migliore romanzo polacco di sempre», ‘La bambola’ sconta tuttavia due sfortune: un titolo obiettivamente infelice e l’inclusione fra le letture obbligatorie o semi-obbligatorie della scuola polacca. La scelta del titolo suggerisce ai lettori in cerca d’evasione un romanzetto piccante d’appendice (tradendone le attese), mentre la stessa errata supposizione può scoraggiare in partenza gli amanti dei classici.

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Zbigniew Herbert saggista, un inedito in italiano.

Zbigniew Herbert è stato uno dei più grandi poeti europei del Secondo Dopoguerra. Pur non ottenendo gli stessi riconoscimenti internazionali di Czesław Miłosz e Wisława Szymborska, Herbert gode oggi in Polonia di una reputazione paragonabile a quella dei due premi Nobel per la letteratura.

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Su ‘Il demone del moto’ di Stefan Grabiński

Il demone del moto

Il nome e l’opera di Stefan Grabiński non sono nuovi ai più affezionati lettori di PoloniCult che ricorderanno il bel ritratto dell’autore compiuto dal nostro Lorenzo Berardi a partire dalla raccolta “Il villaggio nero” uscita per Hypnos. L’occasione di riparlarne è senz’altro felice grazie allo sforzo di Mariagrazia Pelaia che ha curato e tradotto i racconti contenuti nella raccolta Il demone del moto. Racconti fantaferroviari uscita a luglio per i tipi di Stampa alternativa.

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PoloniCult sotto l’albero di Natale.

PoloniCult sotto l'albero

Come l’anno scorso vi proponiamo una piccola lista di suggerimenti per gli ultimi regali di Natale, consigli di lettura e visione: i consigli di PoloniCult sotto l’albero di Natale. Tutte le redazioni che si rispettino arrivano a dicembre con una lista di libri di film o altro da suggerire ai…

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Maus – l’Olocausto per immagini

Maus

Il racconto più inconsueto mai fatto dell’Olocausto, la graphic novel Maus. di Mara Giacalone   Adorno sosteneva l’impossibilità di tornare a scrivere poesia dopo Auschwitz e molti altri autori, come Tadeusz Borowski, si sono pronunciati in merito alla “forma” della scrittura della letteratura su Auschwitz. Fa strano quindi che ci…

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Wiesław Myśliwski – Pietra su pietra

Pietra su pietra - Kamien na kamieniu

Ci sono scrittori più amati dalla critica che dal grande pubblico; Wiesław Myśliwski rientra in questa categoria. Vincitore di due prestigiosi premi Nike in Polonia, nel 1997 e nel 2007, l’autore originario dei dintorni di Sandomierz è talvolta ritenuto poco accessibile o troppo sperimentale. Ed è un peccato perché la prosa di Myśliwski è fra le più lucide e originali della Polonia del Dopoguerra.

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Il mestiere di vivere secondo Mrożek

“Sono nato il 29 giugno 1930. La mia nascita è uno di quei fatti ai quali devo soltanto credere, perché per quanto mi riguarda non posso minimamente ricordarmene. Se ci fosse una vita dopo la morte o qualcosa di simile, probabilmente non potrei ricordarmi nemmeno di quel momento. Dunque sui due fatti fondamentali del nostro essere -o non essere- in fondo non possiamo avere nessuna certezza”

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