Fiabe per robot – storie sulla melancolia del Cosmo

Nonostante ci sia ancora chi snobba la letteratura polacca e si ostini a fare facce perplesse quando sente che c’è chi se ne occupa, ci sono nomi che risuonano nelle orecchie anche dei più sordi e quello di Lem (qui il sito ufficiale) è sicuramente uno di questi. Su PoloniCult, poi, potremmo dire che è una delle presenze più forti. Oggi dunque torniamo a parlare di lui in occasione del suo 96° anniversario di nascita.

Fiabe per robot Bajki robotów in originale – si presenta in una graziosissima copertina arancione con due marionette/manichini – un lui e una lei – sorretti da due mani in trasparenza.

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Kim jesteś? Due parole su Witold Gombrowicz

Nel giorno del gombrowiczersario, spunti di lettura e riflessione al di là della banalità. – di Mara Giacalone – “Nie wiem jaki jestem naprawdę”.  A voler scrivere/parlare di Gombrowicz, basterebbe utilizzare questa citazione, mettere il punto e lavarsene le mani. Witold è tutto racchiuso lì. Eppure la critica letteraria è…

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Włodek Goldkorn – Il bambino nella neve

Il bambino nella neve

Uscito per Feltrinelli nel 2016, Il bambino nella neve è un libro di Włodek Goldkorn che esula dai generi e li interseca con il valore della testimonianza. – di Lorenzo Berardi – ‘Il bambino nella neve’ è un libro insolito nel panorama editoriale italiano. A metà strada fra autobiografia, reportage…

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Centrala, fumetti made in Poland

Centrala

Fra gli editori polacchi presenti dal 14 al 16 marzo nella suggestiva cornice londinese dell’Olympia a West Kensington c’era anche Centrala. Una casa editrice specializzata in fumetti e graphic novel nata in Polonia e oggi ‘divisa fra Londra, Poznań e Berlino’ come scritto sul proprio sito. Una casa editrice che dà spazio ad autori polacchi ma non solo, pubblicando fumetti e graphic novel in inglese, polacco, tedesco e presto anche in ceco. Si deve a Centrala, ad esempio, la presenza sul mercato britannico di ‘Avventure sull’isola deserta’ di Maciej Sieńczyk, graphic novel la cui edizione italiana è stata recensita su queste colonne. Per sapere qualcosa di più su questo editore dalla dimensione davvero europea a dispetto degli spauracchi di Brexit, PoloniCult ha fatto una chiacchierata via mail con Michał Słomka, uno dei tre fondatori di Centrala.

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Stefan Zgliczyński, Gli antisemiti siamo noi

antisemitismo polacco

Polska jest krajem antysemickim. La Polonia è un Paese antisemita. Secco, senza lasciar spazio a compromessi, senza cercare di ammorbidire i termini, è l’enunciato che apre il saggio di Stefan Zgliczyński Antysemityzm po polsku (Antisemitismo in polacco, Książka i Prasa, 2007). Il resto del libro è dedicato alla dimostrazione di questo asserto.

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Zuzanna Ginczanka, hanno ucciso la bellezza

Ginczanka

Non lasciare che la bellezza appassisca, la bellezza delle parole, questo è il motivo per cui esiste la poesia, ci aiuta a tramandare non i fatti ma le emozioni. Non tutte le parole e non tutte le emozioni meritano di essere affidate al continuo fluire del tempo a imperituro ricordo ma pochi, selezionati, se non addirittura rari casi meritano di essere salvati dall’oblio in cui noi, imperfetta umanità, a volte releghiamo la grazia e la poesia. Zuzanna Ginczanka, poetessa iniziata in età precoce all’arte delle parole, è stata tanto famosa nella sua epoca quanto troppo presto dimenticata. Nata a Kiev nel 1917 da una famiglia ebraica russofona scelse per motivi non del tutto noti di iscriversi a una scuola polacca mentre era ospite di parenti a Rivne attualmente Ucraina.

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Natalia Fiedorczuk – diventare madri ai tempi del turbocapitalismo

Fiedorczuk

Il cambiamento di un paradigma socio-economico, specie se accelerato e in qualche modo forzoso, porta con sé strascichi inevitabili di contraddizioni, incomprensioni e difficoltà di vario genere, tutte cose di cui la letteratura  è da sempre chiamata ad occuparsi. La Polonia che ha abbandonato il socialismo (o quello che spacciavano per tale) convertendosi all’economia di mercato lo ha fatto con modi che, confrontati a quelli di alcuni Paesi vicini, sono stati indolori, ma certe ferite sono evidenti ed emergono ancor più oggi che la profezia del liberismo confessa anche da questa parte del mondo di non essere poi l’eldorado che sembrava. Una di queste ferite riguarda certamente il ruolo delle donne, e soprattutto il tema della maternità spaccato, in Polonia, tra la morale cattolica che la ritiene normale, doverosa e univocamente gioiosa, e i mantra produttivisti che escludono la possibilità che una madre possa essere una donna in carriera. In mezzo a questo fuoco incrociato crescono disagio, paura, sofferenze innominabili generalmente riconducibili alla cosiddetta sindrome post partum. E di questo ha parlato, con grande coraggio, la giovane scrittrice Natalia Fiedorczuk nel suo primo romanzo: Jak pokochać centra handlowe (Come innamorarsi dei centri commerciali) uscito nel 2016 per i tipi di Wielka Litera e premiato con il Paszport di Polityka, premio da sempre attento alla letteratura “sociale”.

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PoloniCultori – Intervista a Piotr Paziński

Pazinski

Intervista video a Piotr Paziński, giovane scrittore varsaviano, autore de La Pensione  – di Salvatore Greco – Un giorno di novembre del 2012, mentre ero a Varsavia, sono entrato in libreria spinto dal prosaico bisogno di ripararmi da un temporale. Curiosando tra i libri esposti, senza essere davvero in cerca…

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Biblioteca della memoria: quando la lettura è un dovere

biblioteca della memoria

A noi di PoloniCult non serve e non è mai servita la data simbolica del 27 gennaio per occuparci di Shoah e di tutto il complesso mondo che le ruota attorno. Sarà che scegliendo di occuparsi di Polonia, ad un certo punto soffermarsi su determinate questioni è non solo fondamentale ma necessario, sarà che abbiamo una certa sensibilità umanitaria, sarà che siamo, nei più disparati sensi e significati, “ricercatori”, fatto sta che non riusciamo ad esimerci dal parlarne sempre. In questa data particolare, invece che soffermarci su un libro preciso, abbiamo deciso di regalarvi una sorta di biblioteca della Memoria, pensata da noi per voi. Non abbiamo vergogna ad ammettere che la questione su che titoli inserire sia stata abbastanza dibattuta, ma alla fine siamo giunti ad una conclusione che sarà esposta qui sotto assieme a tutte le motivazioni che riteniamo opportuno fare e dare.

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Leszek Kołakowski – mutazioni dell’identità

Kolakowski

Capita di essere apprezzati all’estero più che in patria, o comunque in modo diverso e per ragioni diverse. […] E spesso, paradossalmente, la lettura nazionale, endogena, è quella che meno giustizia rende al pensiero o all’autore che ne è oggetto, appunto perché i fattori ideologici o identitari hanno qui un “peso specifico” maggiore, e facilmente ci si presta a correggere il tiro. […] Questa sorte di “lettura scissa” fu anche di Leszek Kołakowski, uomo dalla carriera complessa, ma senza alcun dubbio tra i maggiori pensatori politici che non la sola Polonia, ma l’Europa ha avuto nel XX secolo.

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