“Noi ebrei polacchi”, lingua e identità per Tuwim.

Noi ebrei polacchi

La figura di Julian Tuwim nella percezione dei giovani polonisti vive una curiosa ambiguità, nome tra i più noti a spiccare da un manuale di storia letteraria e tra i meno letti di prima mano. Il motivo è semplice, parte dal poco che si trova in giro e continua con la coscienza del fatto che in lingua originale si tratta di un autore di difficile interpretazione. Un aiuto può venire dall’agile libriccino uscito per Livello Quattro nel 2009 “Noi ebrei polacchi”.

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Jacek Kochan in concerto nella “Città della Mole”.

Jacek Kochan

Con lo Jacek Kochan trio, le stelle del jazz polacco a Torino per Slavika. di Claudia Vicini.   Torino si tinge di Jazz, e non solo! Stavolta a raccontarcelo “a suon di bacchette” è Jacek Kochan (Cracovia, 18 dicembre del 1955), batterista, compositore e arrangiatore polacco, in un’occasione del tutto…

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Il sipario in festa | La Giornata Mondiale del Teatro.

Il 27 marzo in molte parti del mondo si festeggia la Giornata Mondiale del Teatro, un’iniziativa promossa dall’Istituto Internazionale del Teatro nel 1962 per riportare il teatro al centro dell’interesse della vita pubblica, e per ricordare che il teatro è necessario in quanto luogo di scambio intellettuale, sociale, di dialogo e di memoria, nonché di verità, perché la grande forza del teatro è anche nella capacità di “gettare il suo sguardo laddove è vietato guardare”. L’autore di queste parole è Krzysztof Warlikowski, uno dei più noti registi contemporanei polacchi.

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Dzień świra: l’intellettualità polacca dopo il 1989.

Dzień świra PoloniCult

Marek Koterski (Cracovia 1942) appartiene a quella generazione di cineasti che si sono formati alla Państwowa Wyższa Szkoła Filmowa, Telewizyjna i Teatralna (Accademia di arte Cinematografica, Televisiva e Teatrale) di Łódź, la stessa da cui uscirono Kieślowski e Polański – per limitarmi a un paio i più conosciuti dal pubblico internazionale. Il nome del regista è legato soprattutto al personaggio di Adaś Miauczyński, protagonista di quasi tutta la sua produzione cinematografica nonché di quella teatrale.

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Stefan Grabiński. Il lato oscuro del progresso

Grabinski

Qualche mese fa ero ospite di una famiglia polacca in un remoto angolo del voivodato di Masovia a un tiro di schioppo dalla regione di Świętokrzyskie. Un villaggio di due strade parallele intersecate da una perpendicolare e circondato da foreste di conifere solcate dalla linea ferroviaria Varsavia – Cracovia. Fra una pedalata nei boschi e laute scorpacciate di manicaretti casalinghi mi capitò di dare una mano a riordinare uno scantinato colmo di polverosi scatoloni. Fra i tesori emersi al termine di alcune ore di sano lavoro, una dozzina di libri in edizioni economiche anni ’60.

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Myslovitz, l’onda rock che viene dalla Slesia.

Myslovitz

Se i T.Love erano stati una band iconica degli anni ’80 e di un certo spirito post-punk, l’anima rock polacca dagli anni ’90 non può fare a meno di confrontarsi con una band venuta da Mysłowice -in bassa Slesia- che ha fatto della propria provenienza dalla provincia un biglietto da visita da sfoggiare sui più grandi palcoscenici. Oggi parliamo di loro, dei Myslovitz.

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Viaggio nei Mazury: tra laghi e conservatori. Parte II

Mazury

Nella prima parte di questo racconto avevo già introdotto quello che sarebbe successo nella seconda parte della mia esperienza tra i laghi Mazury, praticamente monopolizzata da eventi arrivati improvvisamente e inaspettatamente nella provincia polacca dal medio Oriente. Ma mentre queste cose si profilavano alle mie spalle, io continuavo a tessere la mia rete di piccole scoperte di vita nei Mazury.

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Pod mocnym aniołem. La vita in fondo al bicchiere

Pod mocnym aniołem è solo il quinto film in dieci anni di carriera per Wojciech Smarzowski, dato con il quale ci si confronta a fatica e con una certa dose di stupore vista la maturità tecnica oltre che di cifra artistica raggiunta da questo quasi-cinquantenne di Korczyna. Uscito nel 2014- è un altro passo avanti nella personale crociata del regista tra le brutture e le fatiche del vivere, questa volta incentrato sul tema dell’alcolismo.

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Gintrowski: Il panino con l’uomo.

Sulle pagine di PoloniCult si è già parlato diverse volte della musica polacca, quella leggera, il rock classico o la scena alternativa. Con quest’articolo vorrei invece avvicinarvi al genere del cantautorato. I suoi migliori anni sono paradossalmente stati quelli del comunismo, i testi di Kaczmarski venivano interpretati in chiave anti-regime, e per tanti la musica diventava un’occasione per esprimere il disperato desiderio di libertà. Basti ricordare la famosissima poesia Mury cantata dal trio e diventata il simbolo della lotta contro il regime. Recentemente quel tipo di musica è rimasto un po’ nell’ombra e il nome di artisti come Gintrowski non sempre viene riconosciuto dal grande pubblico.

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