Natalia Fiedorczuk – diventare madri ai tempi del turbocapitalismo

Fiedorczuk

Il cambiamento di un paradigma socio-economico, specie se accelerato e in qualche modo forzoso, porta con sé strascichi inevitabili di contraddizioni, incomprensioni e difficoltà di vario genere, tutte cose di cui la letteratura  è da sempre chiamata ad occuparsi. La Polonia che ha abbandonato il socialismo (o quello che spacciavano per tale) convertendosi all’economia di mercato lo ha fatto con modi che, confrontati a quelli di alcuni Paesi vicini, sono stati indolori, ma certe ferite sono evidenti ed emergono ancor più oggi che la profezia del liberismo confessa anche da questa parte del mondo di non essere poi l’eldorado che sembrava. Una di queste ferite riguarda certamente il ruolo delle donne, e soprattutto il tema della maternità spaccato, in Polonia, tra la morale cattolica che la ritiene normale, doverosa e univocamente gioiosa, e i mantra produttivisti che escludono la possibilità che una madre possa essere una donna in carriera. In mezzo a questo fuoco incrociato crescono disagio, paura, sofferenze innominabili generalmente riconducibili alla cosiddetta sindrome post partum. E di questo ha parlato, con grande coraggio, la giovane scrittrice Natalia Fiedorczuk nel suo primo romanzo: Jak pokochać centra handlowe (Come innamorarsi dei centri commerciali) uscito nel 2016 per i tipi di Wielka Litera e premiato con il Paszport di Polityka, premio da sempre attento alla letteratura “sociale”.

Continua a leggere

Kontrasty – Camminando sull’acqua. In memoria di L. Cohen

Leonard Cohen

Avete mai mangiato delle arance cinesi? Io no, e spero proprio di non provarle mai. Eppure nel 1981, nella grigia e triste Polonia della legge marziale, esse evocavano in me una nostalgia pari solo a quella che possono risvegliare in un viaggiatore delle mappe del mondo sparse sul pavimento. È quell’istante lì, quello in cui l’inquietudine non ha ancora ceduto il passo alla curiosità, e da quelle carte lacere per il tanto sfogliare si pregustano le avventure, quel vento sconosciuto e i profumi di terre nuove.

Continua a leggere

Kontrasty – Stąpając po wodzie. Pamięci L. Cohena

Leonard Cohen

Jedliście kiedyś chińskie pomarańcze? Ja też nie, i mam nadzieję, że nigdy ich nie spróbuję. Ale w 1981 roku, w szarej, smutnej Polsce stanu wojennego, budziły one we mnie tak wielką tęsknotę, jaką w podróżnikach budzić mogą tylko porozkładane na podłodze mapy świata. To ta chwila, gdy niepokój nie ustąpił jeszcze ciekawości, ale już teraz daje się z tych poszarpanych od ciągłego przeglądania kart wyczytać przedsmak przygody, obcy wiatr i zapach innej ziemi.

Continua a leggere

Wiesław Myśliwski – Pietra su pietra

Pietra su pietra - Kamien na kamieniu

Ci sono scrittori più amati dalla critica che dal grande pubblico; Wiesław Myśliwski rientra in questa categoria. Vincitore di due prestigiosi premi Nike in Polonia, nel 1997 e nel 2007, l’autore originario dei dintorni di Sandomierz è talvolta ritenuto poco accessibile o troppo sperimentale. Ed è un peccato perché la prosa di Myśliwski è fra le più lucide e originali della Polonia del Dopoguerra.

Continua a leggere

Z. Miłoszewski, la risposta polacca a Stieg Larsson

Miłoszewski

Quando all’adesione più o meno critica a un genere si uniscono qualità letteraria e capacità di approfondimento anche gli infamati libri “del mistero”, di fantascienza o i gialli, colpevoli secondo alcuni di trame troppo entusiasmanti per poter concedere spazio a una lettura colta, possono meritare spazio tra i nomi più validi di un movimento letterario. Tra questi ultimi c’è sicuramente la trilogia di spy-stories del brillante e giovane autore varsaviano Zygmunt Miłoszewski.

Continua a leggere