Kontrasty – Święta chwila

chwila

Lubię Wigilię. I ten czas tuż przed samymi Świętami: tydzień świątecznego chaosu, biegania po sklepach w poszukiwaniu ostatnich, zwykle nietrafionych prezentów, czas małych karteczek ze spisem zakupów, znajdowanych potem w kieszeniach płaszcza jeszcze w marcu, gorączkowych przygotowań, kłótni o wielkość choinki i kolor bombek, i tego nieodłącznego poczucia winy z powodu znów niewysłanych kartek.

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Kontrasty – L’istante sacro

chwila

Amo la vigilia di Natale. E il tempo subito prima delle Feste: una settimana di festoso caos, in corsa tra i negozi in cerca degli ultimi, di solito poco azzeccati, regali; il tempo dei foglietti con la lista della spesa che si ritrovano nelle tasche del cappotto fino a marzo; dei preparativi febbrili; dei litigi sulla grandezza dell’albero e sul colore degli addobbi e quell’irrimediabile senso di colpa per i bigliettini d’auguri ancora una volta non inviati.

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Roman Ingarden – L’opera d’arte letteraria

Ingarden

L’opera d’arte letteraria è il vertice del lavoro di Roman Ingarden, e forse l’unico suo libro che abbia travalicato i confini spesso opachi della cultura nazionale polacca per guadagnare all’autore una fama all’estero.
Vertice precoce: perché Ingarden pubblicò una prima stesura tedesca (dal titolo Das literarische Kunstwerk. Eine Untersuchung aus dem Grenzgebiet der Ontologie, Logik und Literaturwissenschaft) nel ’31, a soli 38 anni. Dopo la guerra però, come gesto di rivendicazione della propria identità nazionale, egli lavorò ad una successiva edizione, stavolta in polacco (O dziele literackim), che uscirà nel ’60.

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Jacek Hugo-Bader: storie di ordinaria URSS

URSS

W rajskiej dolinie wśród zielska è una raccolta di reportage per la verità piuttosto datati, tutti usciti sulle pagine di Gazeta Wyborcza tra il 1997 e il 2001: esperienze fatte da Hugo-Bader in luoghi simbolo della vecchia URSS e delle sue trasformazioni, nella Russia europea, in Cecenia, in Asia centrale e in Crimea, anche se molti anni prima che la penisola diventasse teatro dei recenti stravolgimenti geopolitici. Leggerli oggi, per certi versi, crea una forma di insoddisfazione nel trovarsi di fronte a cronache di tempi ormai superati, eppure vedere oggi la Russia, e tutto il mondo ex URSS, attraverso gli occhi di un cittadino polacco nei tardi anni Novanta, è un modo estremamente interessante di approcciare e capire quella parte di mondo, una missione a cui il grande reportage è chiamato.

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Kontrasty – Camminando sull’acqua. In memoria di L. Cohen

Leonard Cohen

Avete mai mangiato delle arance cinesi? Io no, e spero proprio di non provarle mai. Eppure nel 1981, nella grigia e triste Polonia della legge marziale, esse evocavano in me una nostalgia pari solo a quella che possono risvegliare in un viaggiatore delle mappe del mondo sparse sul pavimento. È quell’istante lì, quello in cui l’inquietudine non ha ancora ceduto il passo alla curiosità, e da quelle carte lacere per il tanto sfogliare si pregustano le avventure, quel vento sconosciuto e i profumi di terre nuove.

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Kontrasty – Stąpając po wodzie. Pamięci L. Cohena

Leonard Cohen

Jedliście kiedyś chińskie pomarańcze? Ja też nie, i mam nadzieję, że nigdy ich nie spróbuję. Ale w 1981 roku, w szarej, smutnej Polsce stanu wojennego, budziły one we mnie tak wielką tęsknotę, jaką w podróżnikach budzić mogą tylko porozkładane na podłodze mapy świata. To ta chwila, gdy niepokój nie ustąpił jeszcze ciekawości, ale już teraz daje się z tych poszarpanych od ciągłego przeglądania kart wyczytać przedsmak przygody, obcy wiatr i zapach innej ziemi.

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La pensione – di come andare oltre la memoria

la pensione

Le narrazioni dell’Olocausto fanno parte della letteratura polacca del secondo Novecento con una forza insopprimibile, motivata da cause contingenti di ovvia natura. Altrettanto vale per le riflessioni sulla memoria, delle quali per altro su queste pagine ci siamo spesso occupati. Il passo successivo era finora mancato, la riflessione sempre più pressante su cosa ne resta della memoria, quella dell’Olocausto ma soprattutto quella del mondo ad esso precedente, quando i suoi testimoni arrivano alla naturale conclusione delle loro vite. Il romanzo La Pensione, tradotto in italiano da Alessandro Amenta e uscito nel 2016 per i tipi di Mimesis Edizioni, è una prima risposta a questo problema.

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Zła mowa di Michał Głowiński

Zla Mowa

Quello che la casa editrice Wielka Litera propone è un compendio che riunisce oltre vent’anni di riflessioni dello scrittore e critico letterario Michał Głowiński (1934) sul linguaggio della politica e della propaganda in Polonia ai tempi della Polonia popolare, pubblicate a partire dagli anni Novanta, in quattro diversi volumi: Marcowe Gadanie, Komentarze do słów 1966-1971 pubblicato nel 1991, Peereliada, Komentarze do słów 1976-1981 del 1993, Mowa w stanie oblężenia 1982-1985 del 1996 e Koncówka (czerwiec 1985-styczeń 1989) del 1999. Vale la pena menzionare anche un’altra importante raccolta di studi teorici sui meccanismi di funzionamento e sulle strategie adottate dal linguaggio propagandistico della Repubblica Popolare di Polonia, che Zła mowa non contiene, ossia Nowomowa po polsku, uscita nel 1990 e ripubblicata nel 2009 (Nowomowa i dalsze ciągi. Szkice dawne i nowe) in un’edizione ampliata, che contiene anche gli scritti più recenti dell’autore, inerenti il linguaggio politico della Polonia contemporanea.

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Pensiero matematico, pensiero estetico

pensiero

La storia della Polonia nel XX secolo è una storia maltrattata; non meno maltrattata è la storia del suo pensiero. Maltrattata perché divulgata, soprattutto all’estero, in una forma frammentaria che non serve certo a rivendicarne il valore. E però va detto, fin da subito, che il pensiero filosofico della Polonia contemporanea non ebbe soltanto una funzione vitale di mediazione e sintesi delle tante istanze che hanno attraversato la riflessione europea nel corso del secolo, ma seppe produrre risultati di originalità assoluta.

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